Il calendario liturgico cambia ogni anno, ma l’Avvento mantiene sempre una regola semplice: inizia quattro domeniche prima di Natale. Nel 2025 il Natale sarà di giovedì, quindi la prima domenica di Avvento cade il 30 novembre 2025. È il giorno che apre ufficialmente il nuovo anno della Chiesa e segna l’inizio di un periodo particolare, fatto di silenzi, attese e piccoli gesti che preparano al Natale.
Questa data riporta automaticamente a un modo di vivere le settimane che precedono la festa: più raccolto, più lento, più concentrato sulle cose essenziali.
Che cos’è l’Avvento e perché è così centrale
L’Avvento ha una doppia chiave di lettura. Da una parte richiama l’attesa della nascita di Gesù, memoria di un evento che ha cambiato la storia. Dall’altra indica un tempo di preparazione interiore, un invito a fermarsi, a fare ordine, a guardare con più lucidità la direzione della propria vita.
Nella liturgia cattolica rappresenta l’inizio dell’anno nuovo: tutto riparte da qui, con quattro settimane che intrecciano parole di speranza, inviti alla vigilanza e richiami alla sobrietà. È come aprire una porta e lasciar entrare aria fresca dopo mesi intensi.
I colori e i simboli dell’Avvento
Nelle chiese, in queste quattro settimane, prevale il viola, colore che richiama la penitenza e la meditazione. È un segno visivo immediato: l’atmosfera cambia, diventa più essenziale. C’è però un’eccezione, la terza domenica, quella chiamata “Gaudete”. Quel giorno tutto si illumina di rosa, un colore che suggerisce gioia e anticipa il clima del Natale.
Simbolo fortissimo è la corona dell’Avvento, una ghirlanda con quattro candele. Ogni domenica se ne accende una. La prima rappresenta la speranza, la seconda la pace, la terza la gioia, la quarta l’amore. Non è solo un gesto estetico: la luce che aumenta di settimana in settimana è un modo concreto per raccontare cosa succede dentro chi vive questo percorso.
Le quattro domeniche spiegate una per una
L’Avvento non è uniforme: ogni domenica ha un tono diverso.
Prima domenica – La vigilanza
È il cuore della preparazione. Il messaggio è chiaro: restare svegli, non farsi schiacciare dalla routine, tenere la mente aperta.
Seconda domenica – La strada da preparare
La figura centrale è Giovanni Battista, quello che invita a “raddrizzare i sentieri”. È una chiamata alla coerenza e al cambiamento.
Terza domenica – Gaudete
Una parentesi luminosa. La gioia non è un’aggiunta, è parte integrante del cammino. La liturgia cambia colore proprio per sottolineare questo momento.
Quarta domenica – La promessa che si avvicina
Il Natale è vicino. L’attesa si fa più intensa e più concreta.
Tradizioni dell’Avvento, in Italia e non solo
Il periodo dell’Avvento è ricchissimo di usanze, alcune molto antiche, altre più recenti.
La corona dell’Avvento a casa
In molte famiglie è diventato un rito prepararla e accendere la candela della settimana durante la cena della domenica. Un modo semplice per ricordarsi che il Natale non arriva all’improvviso.
Il calendario dell’Avvento
Ormai è diventato parte della tradizione popolare. In origine conteneva solo frasi spirituali; oggi si trova in mille versioni, da quelle per bambini ai calendari “gourmet”, passando per quelli fatti a mano.
Le novene e i momenti comunitari
In molte parrocchie l’Avvento è un tempo di incontri serali, meditazioni e iniziative di solidarietà. È l’occasione per riportare attenzione alla vita comunitaria, spesso trascurata durante l’anno.
Le tradizioni del Nord Europa
In Paesi come Germania e Austria la prima domenica di Avvento è molto sentita: si accende la prima candela, iniziano mercatini e cori, e i centri storici si riempiono di profumi di cannella e vin brulé. Anche se diverse, molte di queste tradizioni hanno ormai influenzato anche l’Italia.
Perché l’Avvento è considerato un nuovo inizio
Una curiosità che pochi conoscono: il nuovo anno della Chiesa non comincia il 1° gennaio, ma proprio con questa domenica. È un modo simbolico per ricordare che ogni rinnovamento parte dalla capacità di attendere e prepararsi. Per questo l’Avvento è spesso vissuto come un tempo di piccoli cambiamenti: qualcuno sceglie una rinuncia, qualcuno aggiunge un momento di preghiera, qualcuno inizia un percorso personale che voleva rimandare.
Anticamente era persino più rigido: durava sei settimane e includeva piccoli digiuni, una sorta di “quasi Quaresima” d’inverno. Nel tempo le abitudini si sono alleggerite, ma il senso di fondo è rimasto lo stesso.La prima domenica di Avvento 2025, il 30 novembre, non è una semplice data sul calendario. È l’inizio di un cammino che parla di attesa, ma anche di cambiamento. È un invito a vivere le settimane che precedono il Natale non come una corsa frenetica, ma come un tempo per fare spazio, per rimettere ordine, per tornare alle cose che contano davvero.
Domande frequenti
Quando è la prima domenica di Avvento nel 2025?
Il 30 novembre 2025.
Perché l’Avvento è importante?
Perché apre il nuovo anno liturgico e prepara alla celebrazione del Natale, unendo attesa spirituale e riflessione personale.
Qual è il colore liturgico dell’Avvento?
Il viola. Solo la terza domenica si usa il rosa.
Da dove nasce la corona dell’Avvento?
Da una tradizione nordica arrivata poi nel resto dell’Europa: le quattro candele simboleggiano speranza, pace, gioia e amore.
L’Avvento era più lungo in passato?
Sì, durava sei settimane e prevedeva forme di digiuno più simili alla Quaresima.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






