Il Rifugio Micheluzzi è uno di quei posti che, una volta raggiunti, ti restano addosso. La Val Duron ti avvolge con i suoi silenzi, l’aria fresca ti pulisce i pensieri e tutto sembra lontano: problemi, rumori, fretta.
Eppure, anche qui — a 1.860 metri, in uno degli angoli più amati della Val di Fassa — può accadere qualcosa di assurdo.
Qualcosa che nessuno si aspetterebbe: un furto messo in scena da tre individui travestiti da Babbo Natale.
La storia ha fatto il giro del web in poche ore. E non per la gravità del danno, ma per la modalità grottesca con cui è avvenuto.
Dove si trova il Rifugio Micheluzzi e perché è così noto
Chi frequenta la Val di Fassa conosce bene il Rifugio Micheluzzi.
Punto di riferimento per escursionisti, famiglie e sciatori, si trova in Val Duron, una delle vallate più scenografiche della zona di Campitello di Fassa. Sentieri, boschi, pascoli: tutto contribuisce a creare un’atmosfera di quiete che, fino a pochi giorni fa, sembrava imperturbabile.
È un luogo che vive di ospitalità: arrivi dopo una camminata, ti fermi a mangiare, magari riparti verso un altro rifugio. Una routine semplice, quasi sacra per chi ama la montagna.
Il furto nella notte: tre “Babbi Natale” entrano e rubano un bob
E poi arriva quella notte che rompe la quiete.
Secondo quanto raccontato dal rifugio, tre persone sono state riprese mentre entravano in un locale della struttura, aprivano il deposito e prendevano un bob. Non un oggetto di valore assoluto, non un macchinario costoso: un bob, quello di un ragazzo che frequenta il rifugio.
Le immagini, diffuse sui social dallo stesso Rifugio Micheluzzi, mostrano chiaramente la scena:
i tre avanzano senza esitazioni, prendono ciò che vogliono e se ne vanno. Nessuna fretta, nessun gesto che faccia pensare a un colpo improvvisato.
Tutto sembra studiato, o quantomeno deciso in anticipo.
Il rifugio ha commentato il video con amara ironia:
“Attenzione, sono arrivati tre Babbi Natale… al contrario. Grazie per il bel regalo.”
Un modo per sdrammatizzare, forse. O per sottolineare quanto sia fastidioso perdere qualcosa di proprio senza motivo.
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Un gesto piccolo, ma che fa rumore
Il valore economico del bob non è paragonabile al danno simbolico che un episodio del genere porta con sé.
In un rifugio, gli oggetti sono parte della quotidianità: attrezzi da neve, slittini, materiale per i bambini e per gli ospiti.
Quando qualcuno entra e prende qualcosa, lascia una crepa nel senso di fiducia che tiene insieme tutta la comunità di montagna.
E poi c’è il modo:
quella scelta di travestirsi da Babbo Natale — o di apparire così nelle immagini — ha trasformato un normale furto in una scenetta surreale.
La reazione del rifugio e lo scopo della denuncia pubblica
Condividere il video non è stato un gesto casuale.
Il Rifugio Micheluzzi ha scelto di rendere pubbliche le immagini per:
- cercare qualcuno che potesse riconoscere i tre
- scoraggiare eventuali imitatori
- far sapere che l’episodio è stato registrato e segnalato
In montagna, dove le comunità sono piccole e ci si conosce tutti, un gesto del genere serve anche come avvertimento: qui non passa inosservato nulla, nemmeno un furto apparentemente banale.
Cosa si sa sull’identità dei ladri
Al momento le notizie ufficiali parlano semplicemente di tre individui non identificati.
Non risultano arresti, né indagini concluse.
Non è stato reso noto se il bob fosse l’unico oggetto rubato o se ci siano altri danni.
La scelta del travestimento potrebbe essere un modo per nascondersi, ma potrebbe anche essere un tentativo di farsi notare. L’effetto, in ogni caso, è stato immediato: il video è diventato virale.
Il tema della sicurezza nei rifugi
Il caso ha acceso una discussione che torna ciclicamente: la sicurezza delle strutture in alta quota.
Senza residenti fissi nelle vicinanze, con accessi spesso isolati e zone poco illuminate, i rifugi diventano bersagli facili soprattutto fuori stagione.
Molte strutture, negli ultimi anni, hanno aumentato:
- telecamere
- luci notturne
- ingressi con lucchetti rinforzati
- controlli periodici
Ma resta la fragilità di luoghi pensati per accogliere, non per difendersi da intrusioni.
Un episodio che racconta molto più di un furto
Ciò che colpisce non è il valore dell’oggetto rubato, né l’atto in sé.
Quello che resta, guardando le immagini, è la sensazione di invasione in un luogo che vive di fiducia reciproca.
Il Micheluzzi non è solo un rifugio: è un punto di incontro, un pezzo di quotidianità per chi ama la montagna, un angolo di calma.
Il furto di un bob può sembrare poco, ma rompe quel patto non scritto tra chi gestisce un rifugio e chi lo frequenta.
FAQ
Dove si trova il Rifugio Micheluzzi?
In Val Duron, vicino a Campitello di Fassa, a circa 1.860 metri di quota.
Cosa è stato rubato?
Un bob appartenente a un ragazzo legato al rifugio.
Chi sono i responsabili?
Tre individui ripresi da una telecamera di sorveglianza, ancora non identificati.
Perché sono stati chiamati “Babbi Natale al contrario”?
Per via del tono ironico usato dal rifugio nel post che mostrava il video del furto.
Sono in corso indagini?
Sì, ma al momento non ci sono notizie pubbliche su identificazioni o arresti.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






