Pordenone, morto Ermes Scaini dopo una grave malattia: addio allo storico volto della tv e della cultura friulana

Daniela Devecchi

Pordenone, morto Ermes Scaini dopo una grave malattia: addio allo storico volto della tv e della cultura friulana

Una lunga carriera divisa tra giornalismo, televisione, scuola e cultura. È morto Ermes Scaini, figura molto conosciuta a Pordenone e più in generale nel panorama culturale friulano. Si è spento nella notte tra l’1 e il 2 ottobre 2026, dopo essere stato ricoverato alla Via di Natale di Aviano. Era alle prese con una grave malattia.

La sua voce era entrata per anni nelle case attraverso la televisione locale. Ma ridurre Scaini soltanto al piccolo schermo significherebbe raccontarne una parte. Professore, giornalista, dirigente scolastico e divulgatore, aveva attraversato mondi diversi mantenendo un punto fermo: il rapporto con la cultura e con il territorio.

Solo pochi mesi prima della morte continuava a occuparsi di letteratura davanti al pubblico, conducendo incontri dedicati ai grandi autori italiani.

Chi era Ermes Scaini

Ermes Scaini era nato a Codroipo il 21 gennaio 1949. Il suo nome compare negli elenchi professionali del giornalismo friulano già da molti anni: l’iscrizione all’Ordine risale al giugno 1990.

Il giornalismo, però, procedeva parallelamente a una lunga esperienza nella scuola. Per oltre quarant’anni Scaini lavorò nell’insegnamento, con una parte importante della sua attività trascorsa nel liceo classico.

In seguito ricoprì anche incarichi dirigenziali e fu preside dell’istituto Einaudi Cavalli Conti di Pordenone.

Due percorsi, quello scolastico e quello giornalistico, che nel suo caso finirono spesso per incontrarsi. Letteratura, storia, attualità e divulgazione erano infatti gli argomenti che portava anche davanti alle telecamere.

Dalla scuola alla televisione locale

Per molti telespettatori del Friuli Venezia Giulia il volto di Scaini resta legato soprattutto a “L’Arc di San Marc”, trasmissione culturale che ha accompagnato per anni la programmazione delle emittenti locali.

Scaini ne fu conduttore e punto di riferimento. Negli studi televisivi passarono scrittori, studiosi, rappresentanti del mondo associativo, autori e protagonisti della vita culturale del territorio.

La trasmissione arrivò a superare le 1.700 puntate, un dato che racconta meglio di qualsiasi definizione la continuità di quell’esperienza.

Non era una televisione costruita sulla velocità o sulla ricerca dello scontro. Il programma dava spazio soprattutto ai libri, alla storia locale, alla memoria, alle associazioni e alle persone che avevano qualcosa da raccontare.

Scaini ricoprì inoltre ruoli direttivi nell’emittenza privata, legando il proprio nome a Canale 55 e TelePordenone.

Il giornalismo e il rapporto con il territorio

La sua attività giornalistica aveva radici lontane. Già all’inizio degli anni Novanta risultano lavori e interviste firmati da Scaini.

Negli anni successivi il suo nome divenne familiare soprattutto nel Pordenonese, dove l’attività televisiva si intrecciava continuamente con quella culturale e scolastica.

Non si trattava soltanto di presentare programmi. Una parte consistente del suo lavoro consisteva nel mettere davanti alle telecamere persone e temi che difficilmente avrebbero trovato spazio nella televisione nazionale.

Libri di storia, testimonianze sulla guerra, cultura friulana, narrativa, poesia. Argomenti molto diversi, tenuti insieme da un’impostazione riconoscibile e da un interesse costante per la divulgazione.

La presidenza della Dante Alighieri di Pordenone

Un altro capitolo importante della sua attività fu quello nella Società Dante Alighieri di Pordenone.

Nel 2017 Scaini assunse la presidenza del Comitato pordenonese, subentrando a Nemo Gonano. La scelta cadeva su una figura che arrivava da più di quarant’anni trascorsi nella scuola e che aveva contemporaneamente maturato una lunga esperienza nel giornalismo.

Durante il mandato si occupò di incontri, conferenze e iniziative culturali. Lasciò successivamente l’incarico prima della scadenza naturale, a causa dei numerosi impegni che nel frattempo continuavano ad aumentare.

Non si allontanò però dal mondo della divulgazione.

Anche negli anni successivi continuò infatti a intervenire come relatore e a organizzare occasioni di approfondimento letterario.

Gli ultimi incontri culturali nella primavera del 2026

Uno degli elementi che raccontano meglio gli ultimi mesi della sua vita risale alla primavera scorsa.

Tra il 21 aprile e il 12 maggio 2026, Scaini era ancora impegnato nella Biblioteca civica di Fiume Veneto con “Vibrazioni poetiche”, un ciclo di incontri letterari dedicato alla poesia e alla narrativa italiana.

Quattro appuntamenti durante i quali tornò a fare ciò che aveva fatto per gran parte della propria vita professionale: leggere, spiegare e discutere testi davanti a un pubblico.

L’iniziativa arrivava dopo un precedente ciclo dedicato al mito nel mondo antico. A distanza di pochi mesi dalla morte, dunque, la sua presenza nella vita culturale locale era ancora concreta.

Non un nome legato soltanto al ricordo della televisione degli anni passati, ma un docente e divulgatore che continuava a incontrare lettori e appassionati.

La malattia e il ricovero ad Aviano

Negli ultimi tempi le condizioni di salute erano peggiorate.

Scaini era ricoverato alla Via di Natale di Aviano, realtà nata accanto al Centro di riferimento oncologico e conosciuta per l’assistenza offerta ai malati e alle loro famiglie.

Le informazioni rese pubbliche parlano di una grave malattia. Non risultano invece elementi sufficientemente confermati per indicarne con precisione la natura, ed è quindi corretto fermarsi a questo dato.

La morte è avvenuta nella notte tra giovedì 1 e venerdì 2 ottobre.

La notizia ha rapidamente raggiunto gli ambienti nei quali Scaini aveva lavorato per decenni: scuola, giornalismo, televisione e associazionismo culturale.

Una carriera attraversata da mondi diversi

L’immagine che resta è quella di una figura difficile da collocare dentro una sola professione.

C’era il professore che aveva trascorso decenni tra gli studenti. C’era il dirigente scolastico. C’era il giornalista iscritto all’Ordine dagli anni Novanta. E poi il conduttore televisivo capace di portare avanti una trasmissione per oltre 1.700 puntate.

A questi percorsi si aggiunsero la presidenza della Dante Alighieri e una lunga serie di conferenze, presentazioni e incontri.

Fino alla primavera del 2026.

Gli appuntamenti di Fiume Veneto rappresentano così una delle ultime tracce pubbliche della sua attività: ancora libri sul tavolo, ancora testi da leggere, ancora persone davanti alle quali parlare di letteratura.

FAQ

Chi era Ermes Scaini?

Ermes Scaini era un giornalista, docente, dirigente scolastico, conduttore televisivo e divulgatore culturale friulano, conosciuto soprattutto a Pordenone.

Dove era nato Ermes Scaini?

Era nato a Codroipo il 21 gennaio 1949.

Quale programma conduceva Ermes Scaini?

Il suo nome è legato soprattutto a “L’Arc di San Marc”, trasmissione culturale che ha superato le 1.700 puntate e che negli anni ha ospitato scrittori, studiosi e numerosi protagonisti della vita culturale del territorio.

Qual è stata la causa della morte di Ermes Scaini?

Le informazioni disponibili parlano di una grave malattia. Non è stata resa pubblica, con elementi sufficientemente verificabili, una diagnosi più precisa.

Dove è morto Ermes Scaini?

Negli ultimi tempi era ricoverato alla Via di Natale di Aviano. La morte è avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 ottobre 2026.