Brescia, morto padre Mario Casassa: addio al sacerdote missionario che portava il Vangelo con la chitarra

Daniela Devecchi

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Brescia, morto padre Mario Casassa: addio al sacerdote missionario che portava il Vangelo con la chitarra

Brescia saluta padre Mario Casassa, sacerdote piamartino morto giovedì 1° ottobre 2026 all’età di 81 anni. Una figura conosciuta ben oltre i confini della città, legata per decenni alla missione, all’evangelizzazione e soprattutto a un modo di vivere il sacerdozio molto diretto, capace di arrivare ai giovani senza troppe distanze.

Era malato da qualche tempo. Non è stata resa nota, al momento, una causa specifica della morte. Padre Mario avrebbe compiuto 82 anni il prossimo 4 novembre.

La notizia della sua scomparsa ha colpito Brescia, ma anche molte comunità all’estero nelle quali aveva trascorso lunghi periodi della propria vita religiosa. Brasile, Cile, Camerun, Angola e Myanmar sono alcuni dei Paesi toccati dal suo cammino missionario. Un percorso iniziato molti anni prima nelle parrocchie bresciane e proseguito poi in contesti molto diversi tra loro.

Padre Mario Casassa e gli anni a Brescia

Tra gli anni Settanta e Ottanta padre Mario fu una presenza molto conosciuta nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, in via Cremona, a Brescia.

In quegli anni affiancava il parroco Narciso Barlera e seguiva in particolare i giovani. Non lo faceva però secondo uno schema rigido. Chi lo incontrava si trovava davanti un sacerdote capace di parlare in modo semplice, a volte ironico, spesso lontano dai formalismi.

La musica aveva un ruolo importante.

Padre Mario celebrava e cantava accompagnandosi anche con la chitarra, persino elettrica. Un dettaglio che oggi può sembrare normale, ma che all’epoca aveva un peso diverso. Quella chitarra diventò uno dei segni più riconoscibili del suo rapporto con i ragazzi.

Non era soltanto una questione di stile.

Molti giovani trovavano in lui qualcuno disposto ad ascoltare. Aveva uno studio spartano, ricordato anche per un vecchio divano rosso, dove passavano ragazzi con problemi familiari, dubbi, fatiche e domande difficili da raccontare altrove.

Il suo linguaggio era immediato. Chiamava talvolta i giovani “pagani”, in maniera provocatoria e affettuosa, per spingerli a interrogarsi sulle proprie priorità e sul senso della vita.

La partenza del 1984 e la scelta della missione

Nel 1984 arrivò uno dei passaggi decisivi della sua vita.

Padre Mario lasciò Brescia e partì per il Sud America. Aveva intrapreso il Cammino Neocatecumenale e aveva ottenuto dalla Congregazione il permesso di dedicarsi all’evangelizzazione itinerante.

Da quel momento iniziò una fase lunga, intensa e geograficamente molto ampia.

Il suo ministero lo portò in diversi Paesi, dal Sud America all’Africa fino all’Asia. In Cile, Brasile, Camerun, Angola e Myanmar svolse attività pastorali e missionarie in realtà spesso segnate da povertà, isolamento e difficoltà sociali.

Una parte importante della sua esperienza fu legata al contatto diretto con le persone: famiglie, malati, giovani, comunità lontane dai grandi centri.

La missione, nel suo caso, non rimase mai qualcosa di astratto.

Gli anni in Brasile

Uno dei capitoli più importanti della vita di padre Mario Casassa è legato a Ponta Grossa, nello Stato brasiliano del Paraná.

Qui operò nella Paróquia Nossa Senhora da Saúde e nell’Instituto João XXIII. Seguì famiglie, amministrò sacramenti, partecipò alla vita della comunità e continuò il lavoro di evangelizzazione.

La sua presenza a Ponta Grossa viene collocata tra il 2011 e il 2018.

In quegli anni si dedicò anche allo studio e alla diffusione della Sacra Scrittura. Gli viene inoltre attribuito un ruolo nell’ideazione della ristrutturazione della facciata della chiesa parrocchiale.

A ricordarlo sono soprattutto le persone.

Matrimoni celebrati, battesimi, funerali, visite, incontri. Episodi ordinari, ma proprio per questo rimasti nella memoria di molti.

Una delle frasi associate più spesso al sacerdote era semplice: “Coraggio”.

In portoghese la ripeteva come “Ânimo!”. Un invito breve, che nel tempo era diventato quasi una firma.

Il ritorno nella sua Brescia

Nonostante gli anni trascorsi lontano dall’Italia, padre Mario non aveva mai interrotto completamente il rapporto con Brescia.

Nel 2014 tornò nella parrocchia di Santa Maria della Vittoria per incontrare molte delle persone conosciute negli anni della sua attività pastorale.

Il tempo era passato, ma il legame era ancora lì.

Ad accoglierlo c’erano numerosi ex ragazzi della parrocchia, ormai adulti. Padre Mario arrivò ancora una volta con la chitarra. Quella sera musica, racconti di missione e preghiera finirono per ricomporre un pezzo di storia della comunità.

Negli anni successivi tornò ancora a Brescia in altre occasioni.

È anche per questo che la sua morte viene sentita come la scomparsa di una figura familiare. Non soltanto un sacerdote che aveva viaggiato per il mondo, ma una presenza legata a una parte precisa della storia religiosa e sociale della città.

Funerali di padre Mario Casassa

La veglia funebre è prevista venerdì 2 ottobre alle 20.30 nella chiesa della Santissima Trinità di Brescia.

I funerali saranno celebrati sabato 3 ottobre alle 14.30 nella chiesa di Santa Maria della Vittoria.

La scelta del luogo riporta padre Mario esattamente dove una parte importante del suo ministero aveva preso forma.

Anche la comunità brasiliana di Ponta Grossa lo ricorderà con celebrazioni religiose domenica 4 ottobre.

Una vita tra parrocchie, missioni e giovani

Padre Mario Casassa aveva attraversato oltre cinquant’anni di ministero sacerdotale.

La sua storia unisce realtà molto lontane: una parrocchia bresciana, le missioni africane, il Brasile, l’Asia, i giovani incontrati negli anni Settanta e quelli conosciuti decenni dopo in altri continenti.

La chitarra, diventata quasi un simbolo della sua presenza, racconta soltanto una parte di quella storia.

Dietro c’erra soprattutto un sacerdote che aveva scelto il contatto diretto con le persone e che aveva fatto della missione il centro della propria vita religiosa.

Ora Brescia si prepara all’ultimo saluto.

E proprio Santa Maria della Vittoria, la chiesa dei suoi primi anni tra tanti ragazzi, sarà il luogo in cui quella lunga traiettoria tornerà simbolicamente al punto di partenza.

FAQ

Quanti anni aveva padre Mario Casassa?
Padre Mario Casassa aveva 81 anni. Avrebbe compiuto 82 anni il 4 novembre 2026.

Dove è morto padre Mario Casassa?
È morto a Brescia giovedì 1° ottobre 2026.

Qual è stata la causa della morte di padre Mario Casassa?
Era malato da qualche tempo, ma non è stata resa nota una causa specifica del decesso.

Dove saranno celebrati i funerali di padre Mario Casassa?
I funerali saranno celebrati sabato 3 ottobre alle 14.30 nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, a Brescia.

Dove aveva svolto la sua attività missionaria?
Nel corso degli anni padre Mario aveva operato in diversi Paesi, tra cui Brasile, Cile, Camerun, Angola e Myanmar.