Rumore da calpestio, il problema nasce nella struttura: come cambia l’isolamento acustico dei solai

Serena Comito

Rumore da calpestio, il problema nasce nella struttura: come cambia l’isolamento acustico dei solai

Il rumore di una sedia trascinata, di un oggetto che cade o dei passi al piano superiore ha una caratteristica che lo rende particolarmente difficile da controllare: non viaggia soltanto nell’aria.

L’urto mette in vibrazione la struttura dell’edificio e il suono può propagarsi attraverso solaio e pareti.

Per questo l’isolamento acustico tra piani non dipende semplicemente dallo spessore del pavimento o dall’aggiunta di un materiale fonoassorbente.

Il nodo tecnico è limitare la trasmissione delle vibrazioni creando una corretta separazione tra gli elementi della struttura.

È il principio alla base dei sistemi a pavimento galleggiante e delle soluzioni sviluppate da ArcoAcustica per i solai.

Separare per isolare

Nel sistema Arco PLUS la pavimentazione viene realizzata sopra una combinazione di elementi con funzioni differenti.

Arco Damping lavora come supporto antivibrante; Arco Fiber è un elemento fonoisolante e fonoassorbente ottenuto dal riciclo del PET; Arco Mass Damper costituisce il massetto isolante termo-acustico; una fascia perimetrale contribuisce alla desolidarizzazione rispetto alle pareti.

L’obiettivo è evitare che il pacchetto di pavimentazione costituisca un collegamento rigido attraverso il quale la vibrazione possa propagarsi facilmente alla struttura.

L’acustica non viene quindi affrontata soltanto aggiungendo materiale, ma controllando i punti di contatto tra gli elementi costruttivi.

Le prove di laboratorio

La documentazione tecnica di ArcoAcustica riporta prove eseguite presso il CSTB, Centre Scientifique et Technique du Bâtiment, su un solaio in cemento armato.

Per Arco PLUS il test relativo ai rumori da impatto indica un miglioramento dell’isolamento al calpestio, espresso come ΔLw, pari a 42 dB nelle condizioni della prova.

La caratterizzazione ha confrontato il comportamento del solaio prima e dopo l’installazione del sistema.

Secondo quanto riferito da ArcoAcustica, nelle prove condotte dal CSTB sui prodotti dell’azienda il risultato di 42 dB ha superato il valore massimo di 32 dB precedentemente registrato dall’istituto per questa tipologia di valutazione.

Il dato è riferito alla specifica configurazione sottoposta a prova e non rappresenta quindi una prestazione automaticamente replicabile in qualsiasi edificio.

La brochure riporta inoltre prove sull’isolamento ai rumori aerei e verifiche sul comportamento nel tempo dei componenti antivibranti, un aspetto importante perché un sistema inserito sotto pavimento deve mantenere le proprie caratteristiche sotto carico.

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Arco PLUS Evolution e i sistemi a secco

La stessa logica viene sviluppata nella soluzione Arco PLUS Evolution, presentata nella documentazione con una configurazione che comprende pannelli in legno OSB, massetto a secco, pannello in gessofibra, Arco Damping e Arco Fiber.

Per questa configurazione la brochure riporta valori di laboratorio ΔLw pari a 50 dB e ΔRw pari a 13 dB.

Si tratta di risultati riferiti allo specifico sistema sottoposto a prova, quindi non di valori automaticamente trasferibili a qualsiasi edificio o posa.

Il risultato reale dipende dal pacchetto costruttivo, dai nodi, dalla corretta posa e dalle caratteristiche della struttura sulla quale si interviene.

Il dettaglio conta quanto il materiale

Un buon materiale utilizzato in modo scorretto può perdere gran parte della propria efficacia.

Collegamenti rigidi, fasce perimetrali interrotte o attraversamenti impiantistici mal gestiti possono creare ponti acustici e ridurre il risultato complessivo.

La progettazione dell’isolamento dei solai richiede quindi di ragionare sul sistema e non sul singolo prodotto.

Il rumore da calpestio sembra un problema quotidiano molto semplice.

Tecnicamente, invece, mostra bene quanto l’acustica edilizia dipenda dalla capacità di governare la trasmissione delle vibrazioni dentro la struttura.

E spesso la differenza non la fa ciò che si vede sopra il pavimento, ma ciò che è stato progettato sotto.