Il mondo dell’arte bresciana perde uno dei suoi protagonisti. È morto Davide Alborghetti, scultore originario della Val Camonica e da anni presenza riconoscibile nel panorama artistico del territorio. La notizia della sua scomparsa è arrivata nelle ultime ore. Alborghetti era malato da tempo: secondo le informazioni disponibili, conviveva con la malattia da circa dieci anni.
Artista legato profondamente alla materia, alla pietra e al paesaggio, aveva costruito negli anni un linguaggio personale, fatto di forme essenziali e materiali diversi. Legno, ferro, alabastro, vetro, elementi recuperati: nelle sue mani diventavano parti di un racconto che raramente aveva bisogno di spiegazioni.
La sua ricerca artistica aveva attraversato oltre trent’anni di lavoro, esposizioni e collaborazioni.
Davide Alborghetti, dalle origini in Val Camonica alla scultura
Davide Alborghetti era nato nel 1961 a Sellero, in Val Camonica. La montagna, la pietra e il rapporto con l’ambiente hanno accompagnato una parte importante del suo percorso.
Durante la formazione artistica fu allievo di Franca Ghitti, scultrice camuna che ha avuto un ruolo centrale nell’arte contemporanea bresciana.
Alborghetti cominciò a esporre a metà degli anni Novanta. Tra i primi progetti viene ricordato il ciclo “Natura e Forme”, già indicativo della direzione che avrebbe seguito negli anni successivi.
Non era interessato a una scultura monumentale nel senso tradizionale del termine. Il suo lavoro cercava spesso equilibri più sottili: pieni e vuoti, trasparenze, ombre, superfici grezze e materiali apparentemente distanti tra loro.
Ospitaletto e Volterra, i due luoghi del suo lavoro
Due territori hanno accompagnato in modo particolare la sua attività: Ospitaletto, nel Bresciano, dove aveva il proprio laboratorio, e Volterra, città da sempre legata alla lavorazione dell’alabastro.
Proprio l’alabastro era diventato uno dei materiali più riconoscibili della produzione di Alborghetti.
Nelle sue opere quella pietra, capace di lasciarsi attraversare dalla luce, assumeva un valore quasi opposto rispetto all’idea tradizionale di solidità. Pesante e fragile allo stesso tempo, l’alabastro veniva trattato come una materia leggera. Non a caso, nella sua ricerca compare l’espressione “pietra d’aria”.
Una definizione che racconta bene il suo modo di intendere la scultura.
Le opere e le esposizioni in Italia e all’estero
Il percorso di Davide Alborghetti comprende numerose mostre e non solo personali, anche collettive.
Negli anni le sue opere sono state esposte a Brescia, Mantova, Milano, Cremona, Genova, Savona, Cortona, Città di Castello, Peschiera del Garda e in altre città italiane.
La sua attività ha oltrepassato anche i confini nazionali. Nel 2006 partecipò a un progetto espositivo a New York, alla Carrozzini von Buhler Gallery.
A Milano le sue opere arrivarono anche alla Fabbrica del Vapore e a Palazzo delle Stelline, mentre nel territorio bresciano la sua presenza è stata costante nel corso degli anni.
Tra i lavori documentati figurano titoli che, già da soli, restituiscono una parte del suo immaginario: “Caprera”, “Ali di aria”, “Il suono dell’aria”, “Parole al vento”, “Ombre”, “Aquaria”, “L’ombra dell’aria… al tramonto” e “Bosco dei germogli”.
Nel 2017 aveva inoltre realizzato l’installazione “Parola al Vento” sulla scalinata di Palazzo Avogadro, a Sarezzo.
“Il guscio dei sogni” e gli ultimi anni di attività
La malattia non aveva interrotto completamente la sua produzione artistica.
Nel 2023 Alborghetti aveva realizzato “Il guscio dei sogni”, opera in alabastro e vetro soffiato inserita nel progetto espositivo “Dalla parte dei bambini”.
Anche nel 2024 il suo nome figurava ancora tra gli artisti attivi. Nel febbraio di quell’anno aveva partecipato alla mostra collettiva “5+1 artisti” a Mantova.
Ma uno dei progetti più recenti assume oggi un significato particolare.
Nel giugno del 2025, al Museo Mille Miglia di Brescia, era stata allestita la mostra “Germogliando. Bosco dei germogli di pietra d’aria”.
Un lavoro che metteva insieme arte, fragilità e rinascita, realizzato nell’ambito di un progetto dedicato alla sensibilizzazione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
Alborghetti aveva partecipato direttamente all’ideazione e all’allestimento dell’esposizione.
Era uno degli ultimi capitoli pubblici di una carriera costruita lontano dal clamore, con continuità e attenzione alla materia.
Una malattia durata circa dieci anni
Davide Alborghetti combatteva da tempo contro una malattia.
Un percorso di malattia durato circa dieci anni, ma non è stata resa pubblica, almeno finora, una diagnosi precisa.
Nonostante le difficoltà, lo scultore aveva continuato a lavorare e a partecipare a iniziative artistiche anche negli ultimi anni.
Il ricordo lasciato dalle sue opere
La figura di Davide Alborghetti resta legata soprattutto alla capacità di dare una voce diversa ai materiali.
La pietra, nelle sue opere, non era soltanto materia da scolpire. Poteva diventare luce, ombra, passaggio. Il ferro dialogava con il legno. Gli oggetti recuperati perdevano la loro funzione originaria e ne acquistavano una nuova.
Una ricerca coerente, portata avanti per decenni senza inseguire mode.
La Val Camonica, Brescia, Ospitaletto e Volterra sono stati luoghi differenti di una stessa storia artistica.
Oggi rimangono le opere, le installazioni e le mostre che hanno segnato il suo percorso. E rimane soprattutto quella “pietra d’aria” che era diventata uno dei tratti più riconoscibili del suo lavoro.
FAQ
Chi era Davide Alborghetti?
Davide Alborghetti era uno scultore bresciano nato a Sellero, in Val Camonica, nel 1961. Era stato allievo di Franca Ghitti e lavorava soprattutto con alabastro, legno, ferro e materiali di recupero.
Dove lavorava Davide Alborghetti?
La sua attività era legata in particolare a Ospitaletto, nel Bresciano, e a Volterra, dove aveva sviluppato una parte importante della sua ricerca sull’alabastro.
Da quanto tempo era malato Davide Alborghetti?
Le informazioni disponibili riferiscono che affrontava una malattia da circa dieci anni.
Di cosa è morto Davide Alborghetti?
Non è stata resa pubblica una causa clinica precisa. Per questo non è possibile indicare con certezza la patologia che ha portato alla morte.
Quando saranno i funerali di Davide Alborghetti?
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali e verificate su data, luogo e orario delle esequie.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






