Decreto PA, 100 milioni per i Campi Flegrei: chi può chiedere i nuovi contributi per la casa

Daniela Devecchi

Decreto PA, 100 milioni per i Campi Flegrei: chi può chiedere i nuovi contributi per la casa

Le scosse del 31 luglio e del 1° agosto hanno lasciato il segno su diverse case dell’area flegrea, e alcune famiglie sono state fatte uscire dalle proprie abitazioni. Il Decreto PA prova a dare una risposta con un fondo da 100 milioni di euro per le riparazioni, un aiuto per chi ha dovuto trovare un’altra sistemazione e una quota più alta, il 70 per cento invece del 50, per i lavori che riducono la vulnerabilità sismica. Il testo è il decreto-legge n. 144 del 7 agosto 2026. La Camera lo ha approvato con modifiche, adesso manca l’ultimo passaggio.

Fondo da 100 milioni

I soldi arrivano in due tranche: 30 milioni quest’anno, 70 nel 2027. Pagano la riparazione dei danni e la riqualificazione sismica delle case colpite da quelle due giornate di scosse.

Attenzione però. Non tutti gli immobili dei Campi Flegrei rientrano nella misura, che vale solo per chi si trova in una situazione ben definita dalla legge.

Chi può chiedere i contributi

La casa deve essere l’abitazione principale della famiglia, quella in cui si vive in modo abituale e continuativo. Deve aver subito danni a causa degli eventi del 31 luglio e del 1° agosto 2026 ed essere stata sgomberata per inagibilità su disposizione delle autorità. Se manca uno di questi elementi, il fondo non si applica.

La domanda va presentata al Comune. È l’ente locale a esaminarla e a decidere, e ha 60 giorni di tempo per farlo.

Autonoma sistemazione

C’è poi il problema più immediato, cioè dove dormire. Per le famiglie rimaste senza casa dopo lo sgombero, la Regione Campania può riconoscere, tramite i Comuni, il contributo per l’autonoma sistemazione. Riguarda Monte di Procida, Pozzuoli, Bacoli e Napoli.

Il sostegno può spettare anche a chi ha lasciato un immobile in attesa di una verifica di agibilità, nei casi indicati dalla normativa.

Vulnerabilità sismica al 70%

Con il vecchio contributo al 50 per cento le richieste per mettere in sicurezza gli edifici erano state poche, meno di quanto ci si aspettasse. Da qui la scelta di alzare l’asticella: per gli edifici residenziali nella zona di intervento dei Campi Flegrei la quota sale al 70 per cento.

Un esempio aiuta a capire. Su lavori ammissibili per 100 mila euro, la copertura possibile passa da 50 a 70 mila euro, sempre dentro i limiti e le regole della disciplina di riferimento. Nei palazzi più datati, dove un adeguamento costa parecchio, venti punti in più possono fare la differenza.

Domande già presentate

Chi aveva già fatto richiesta non resta escluso. La nuova percentuale si applica anche alle pratiche in corso, e le amministrazioni dovranno rifare i conti. Su tempi, documenti e pagamenti bisognerà aspettare la legge di conversione ed eventuali atti attuativi.

Conversione entro il 6 ottobre

Il decreto è in vigore dall’8 agosto. Per restare in piedi va però convertito in legge entro il 6 ottobre 2026, e al 30 settembre il percorso non si è ancora chiuso.

Non è un dettaglio tecnico. L’aumento al 70 per cento è una delle modifiche approvate dalla Camera, e come le altre diventerà definitivo solo con la conversione. Fino a quel momento il testo originario e le novità parlamentari vanno tenuti distinti.

Riparare e prevenire

Da un lato si sistemano le case già inagibili, dall’altro si spinge chi può a intervenire prima che i danni arrivino. Le procedure operative per cittadini e Comuni si conosceranno nel dettaglio dopo il voto finale.

FAQ

Quanto è stato stanziato per le case danneggiate?
Cento milioni di euro, 30 nel 2026 e 70 nel 2027.

A quali scosse si riferisce il fondo?
A quelle del 31 luglio e del 1° agosto 2026, durante la crisi bradisismica.

Il contributo copre tutta la spesa?
No. Per ridurre la vulnerabilità sismica si arriva al 70 per cento, e l’importo effettivo dipende dalle regole applicabili al singolo intervento.

Dove vale il contributo per l’autonoma sistemazione?
A Monte di Procida, Pozzuoli, Bacoli e Napoli.

Il Decreto PA è già legge?
Non ancora: la conversione deve chiudersi entro il 6 ottobre 2026.