Christa Gail Pike è ormai da più di trent’anni nel braccio della morte del Tennessee per l’omicidio di Colleen Slemmer. Oggi, verrà giustiziata presso il Riverbend Maximum Security Institution di Nashville, anche se, per adesso, almeno, l’esecuzione non risulta ancora materialmente eseguita. Analizziamo oggi il caso che scosse il Tennessee degli anni ’90.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto ieri sia la richiesta di sospensione sia la petition for writ of certiorari. Il giorno prima anche il governatore del Tennessee, Bill Lee, aveva negato la clemenza. Christa è ora la prima donna a morire nel Tennessee in oltre 200 anni e la prima persona nell’era moderna dello Stato a essere giustiziata per un reato commesso a 18 anni.
L’omicidio di Colleen Slemmer
I fatti risalgono al Job Corps Center di Knoxville, dove sia Pike che Colleen Slemmer, 19 anni, seguivano un percorso di formazione professionale. Tra le due esisteva un conflitto: Pike riteneva che Slemmer avesse un interesse per il suo fidanzato, Tadaryl Shipp.
L’11 gennaio 1995 Pike avrebbe detto a una compagna di voler uccidere Slemmer. Il 12 gennaio le due ragazze, insieme a Shipp e a Shadolla Peterson, si allontanarono dalla struttura verso una zona appartata del campus agricolo dell’Università del Tennessee.
Secondo gli atti, Slemmer fu picchiata, colpita alla testa e ferita con un taglierino. L’aggressione, durata tra mezz’ora e un’ora secondo quanto raccontato dalla stessa Pike agli investigatori, fu considerata dalle Corti particolarmente violenta e prolungata. Slemmer morì per le ferite. Il corpo fu ritrovato il 13 gennaio 1995 nell’area delle serre del campus.
Il pentagramma
Uno degli elementi più citati è il pentagramma inciso sul petto della vittima, che alimentò una narrazione legata al satanismo, potente negli anni della cosiddetta Satanic Panic.
Gli atti impongono però prudenza: la Corte Suprema del Tennessee riporta che Pike negò di aver inciso personalmente il simbolo e indicò l’altro partecipante maschile come responsabile di quelle ferite. Il simbolo resta un dato inquietante della scena del crimine, ma non costituisce da solo una spiegazione del movente.
Il frammento portato via
Secondo le testimonianze riportate negli atti, dopo l’omicidio Pike tornò al Job Corps, raccontò quanto accaduto e mostrò un frammento osseo che disse appartenere al cranio di Slemmer. La Corte Suprema del Tennessee ha considerato queste dichiarazioni tra gli elementi probatori.
Processo e condanne diverse
Nel 1996 Pike fu condannata per omicidio di primo grado e cospirazione e condannata a morte. La giuria ritenne provate le aggravanti della particolare crudeltà . La condanna fu confermata nel 1998 dalla Corte Suprema del Tennessee.
Gli altri partecipanti ricevettero pene diverse:
- Tadaryl Shipp, 17 anni al momento del fatto, non era condannabile a morte per legge, ricevette l’ergastolo con possibilità di libertà condizionale;
- Shadolla Peterson, 18 anni, collaborò con le autorità e testimoniò, ricevette la probation.Â
Pike rimase l’unica condannata a morte. La differenza di un anno di età è oggi uno dei nodi del dibattito.
La questione dei 18 anni
Nel 1995 Pike era legalmente adulta secondo la legge del Tennessee. La difesa sostiene però che il caso sia statisticamente isolato: secondo il Death Penalty Information Center, su oltre 200 condannati a morte nell’era moderna dello Stato, solo otto avevano 18 anni al momento del reato, inclusa Pike, e le condanne degli altri sette sarebbero state annullate.
L’infanzia e la clemenza
Su questo terreno si è fondata l’ultima richiesta di clemenza, di 226 pagine, presentata al governatore. La difesa descrive un’infanzia segnata da abusi sessuali, violenze e trascuratezza, diagnosi durante la detenzione di disturbo bipolare e disturbo post-traumatico, e ipotizza l’esposizione prenatale ad alcol da parte della madre.
Sono circostanze presentate come attenuanti, non come spiegazione automatica del delitto.
Gli anni di Christa Pike dopo l’omicidio
Nel 2001 Pike fu condannata per tentato omicidio di primo grado per l’aggressione a un’altra detenuta, Patricia Jones, come riportato anche dal Dipartimento di Correzione del Tennessee. Un elemento che impedisce di descrivere il 1995 come unico episodio violento, senza però consentire di desumere automaticamente l’assenza di evoluzione personale nei decenni successivi.
La posizione della famiglia di Colleen Slemmer
La madre della vittima, May Martinez, ha espresso sostegno all’esecuzione, come riportato da Reuters. Un piano distinto da quello della difesa: al centro la morte di una ragazza di 19 anni e un dolore durato oltre trent’anni.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
www.linkedin.com/in/giorgia-tedesco-b781401b6
Per eventuali rettifiche scrivere a giorgia.tedesco@alphabetcity.it






