Roberto Dalla Corte morto a Rio de Janeiro a 59 anni: addio allo chef di Feltre, avrebbe compiuto 60 anni il 9 ottobre
Roberto Dalla Corte è morto improvvisamente il 26 settembre a Rio de Janeiro. Chef e imprenditore, nato a Feltre e cresciuto a Belluno, aveva 59 anni. Il prossimo 9 ottobre avrebbe festeggiato il sessantesimo compleanno. In Brasile viveva da oltre un quarto di secolo, dopo un percorso professionale cominciato in Veneto e proseguito negli Stati Uniti.
La notizia della scomparsa è arrivata anche nella comunità bellunese, alla quale era rimasto legato nonostante la distanza. Poco più di un mese prima aveva partecipato a una manifestazione dedicata alla cultura italiana a Rio, insieme alla moglie Teresa. In quell’occasione aveva raccontato di sentirsi ormai a casa nella città brasiliana.
La morte a Rio de Janeiro
Il decesso è avvenuto sabato 26 settembre 2026. Le informazioni disponibili descrivono una morte improvvisa, ma non ne precisano la causa. Non sono stati resi noti elementi che consentano di attribuirla a una particolare patologia o di ricostruire le circostanze delle ultime ore.
L’annuncio ha riportato l’attenzione su un professionista che aveva costruito all’estero una parte consistente della propria carriera, lavorando nella ristorazione e sviluppando attività imprenditoriali a Rio.
Da Feltre alle cucine del Veneto
Dalla Corte era nato il 9 ottobre 1966 a Feltre, ma era cresciuto a Belluno. Le sue prime esperienze lavorative si erano svolte tra Cortina d’Ampezzo, Jesolo e Venezia: località nelle quali aveva iniziato il percorso nelle cucine prima di trasferirsi oltreconfine.
La tappa successiva era stata San Francisco. Poi, nel 1999, l’arrivo in Brasile, dove la permanenza si sarebbe trasformata in una scelta di vita.
A Rio de Janeiro aveva proseguito il lavoro come executive chef, affiancando alla cucina l’attività di imprenditore. Il suo nome compare nella storia di diversi locali cittadini, con esperienze documentate già molti anni prima della scomparsa.
I ristoranti di Roberto Dalla Corte
Tra le realtà alle quali era stato legato figura il Clube Chocolate, nel quartiere di São Conrado. Nel suo percorso brasiliano compaiono anche Boox ed Enosfera, due nomi che permettono di ricostruire una presenza professionale radicata nella ristorazione di Rio.
Al Boox, a Ipanema, la proposta gastronomica associata a Dalla Corte si ispirava alla cucina italiana contemporanea. Il menu comprendeva bruschette, paste ripiene e preparazioni con ingredienti come burrata, ricotta, funghi e tartufo bianco. Piatti attraverso i quali il repertorio italiano entrava nell’offerta di un locale che univa ristorazione e bar.
Un altro capitolo riguarda l’Empório Gourmet, a Leblon, dove la sua attività è documentata nel 2015. Il racconto di un pranzo nel ristorante restituisce anche un particolare del suo modo di lavorare: lo chef usciva dalla cucina e raggiungeva i tavoli per conoscere le impressioni degli ospiti.
In quell’occasione furono descritti ravioli di zucca con pasta al cacao e salsa di gamberi, accanto a ravioli ripieni di vitello. Una testimonianza concreta delle preparazioni servite nel locale e del rapporto diretto che Dalla Corte manteneva con la sala.
La sua esperienza compare inoltre nel percorso professionale della chef Tatiana Lisboa, che aveva lavorato con lui al Boox e all’Enosfera. Negli anni più recenti, l’attività imprenditoriale faceva riferimento alla Dalla Corte Gastronomia LTDA, impegnata nei servizi di ristorazione e nell’organizzazione di eventi.
Ad agosto al festival con la moglie Teresa
Il 22 agosto 2026 Dalla Corte aveva preso parte al Festival Italia Nostra, ospitato nei giardini del Museu da República, nel quartiere Catete. Al suo fianco c’era la moglie Teresa, con la quale era stato fotografato durante la manifestazione.
L’evento riuniva gastronomia, vini e musica italiana. Per lo chef era stata l’occasione di parlare del Paese in cui era nato e di quello nel quale aveva scelto di vivere. Aveva sottolineato soprattutto la partecipazione dei brasiliani, il loro coinvolgimento nelle canzoni e la familiarità con le tradizioni italiane.
«Vivo a Rio da molti anni e qui mi sento a casa», aveva dichiarato, in una frase tradotta dal portoghese.
Nelle sue parole emergeva una scelta ormai consolidata: conservare l’appartenenza all’Italia, continuando a vivere in Brasile. Aveva spiegato di trovarsi bene a Rio e di apprezzare il modo in cui la cultura italiana veniva accolta. Una testimonianza recente della sua vita pubblica, raccolta circa cinque settimane prima del decesso.
Il cordoglio a Belluno
La scomparsa è stata ricordata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, il cui presidente Oscar De Bona ha espresso vicinanza alla famiglia e ai suoi cari.
«È sempre un grande dolore quando viene a mancare un nostro conterraneo all’estero», ha dichiarato.
Dalla Corte aveva mantenuto i contatti con Belluno, dove risiedono suoi familiari e dove tornava quando gli impegni professionali lo permettevano. La sua storia attraversa così luoghi molto diversi, dalle prime cucine venete ai ristoranti di Rio. Proprio nella città brasiliana, nell’agosto scorso, aveva raccontato il piacere di ritrovare le tradizioni italiane in mezzo a persone che le cantavano, le assaggiavano e le sentivano anche proprie.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






