La radio, la consolle, la direzione artistica del Boccaccio Club. Poi la produzione discografica e il progetto del Tulà di Altopascio. Roberto Achilli è morto a 69 anni dopo una lunga malattia, lasciando una storia professionale che attraversa ambienti diversi dello spettacolo e dell’intrattenimento toscano.
Abitava con la famiglia a Orentano, nel comune di Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa. Lascia la moglie Maria e la figlia Allegra, che porta avanti il Tulà. La notizia della scomparsa ha riportato l’attenzione su un percorso iniziato fra microfoni e dischi, proseguito nell’organizzazione delle serate e approdato al lavoro discografico.
Non sono stati resi noti ulteriori particolari sulla malattia. Il suo nome rimane legato soprattutto al Boccaccio, dove negli anni Ottanta ricoprì un incarico centrale nelle scelte artistiche del locale.
Gli inizi in radio e il passaggio alla direzione artistica
Negli anni Settanta e Ottanta, Achilli lavorò come speaker radiofonico e dj. Due attività che sarebbero rimaste alla base del suo rapporto con la musica, anche quando il lavoro si sarebbe spostato dalla selezione dei brani alla costruzione di programmi e serate.
La radio occupa un posto preciso nei ricordi di chi collaborò con lui. Michele Vestri ha ricordato il lavoro condiviso anche con Pedro Pottier, comprese le dirette realizzate a bordo piscina. Un particolare che restituisce il legame fra l’attività radiofonica e quella dei locali: il microfono accompagnava gli appuntamenti musicali, raccontandoli mentre prendevano forma.
Di quella fase non è disponibile una cronologia completa degli incarichi e delle emittenti. La testimonianza dei collaboratori permette però di ricostruire il passaggio professionale che portò Achilli ad assumere responsabilità più ampie nel mondo dell’intrattenimento.
Al lavoro da dj si aggiunse infatti quello di direttore artistico, con un coinvolgimento nelle proposte del locale e nella scelta degli ospiti.
Il Boccaccio e gli anni delle grandi serate
Il Boccaccio Club rappresenta uno dei capitoli principali della sua carriera. Achilli ne fu direttore artistico negli anni Ottanta e contribuì, insieme alla proprietà, a una stagione di successi e appuntamenti con artisti di richiamo.
Il ricordo di Vestri insiste soprattutto sulla sua creatività e sulla curiosità verso ciò che accadeva altrove. Achilli seguiva le novità e cercava spunti anche fuori dal circuito locale, con l’intenzione di trasferirli nel proprio lavoro.
È un tratto che aiuta a comprendere il suo ruolo all’interno del Boccaccio. La direzione artistica comportava scelte capaci di incidere sull’identità delle serate: gli ospiti, la proposta musicale, il rapporto con il pubblico. Nella ricostruzione di chi gli fu accanto, Achilli partecipò a quel lavoro con idee e iniziativa.
Non sono stati indicati, nei ricordi disponibili, i nomi dei singoli artisti ospitati durante la sua gestione. Rimane invece il riconoscimento del contributo dato alla crescita del club, attraverso una collaborazione continuativa con la proprietà.
Il lavoro discografico e i crediti con AKY Records
La sua attività proseguì anche nella produzione musicale, un ambito nel quale restano riscontri concreti del lavoro svolto.
Roberto Achilli compare come produttore nei crediti di “Baciami”, brano dei 70123 con Antonella Loconsole, la cui scheda discografica riporta il riferimento fonografico al 2001 e la sigla AKY Records.
Il suo nome figura inoltre nei crediti dell’album “Turbodiesel” dei 70123, con riferimento al 2002. Queste registrazioni documentano un’altra parte del suo percorso: il contributo alla realizzazione di musica destinata alla pubblicazione, oltre all’esperienza maturata alla radio e nei locali.
Un comunicato del dicembre 2014 lo presentava esplicitamente come discografico e titolare di AKY Records. Achilli era indicato fra gli ospiti annunciati di una conferenza stampa a Bologna dedicata a un progetto di Inpef e Sanremo Musica Classic.
L’iniziativa proponeva l’impiego della musica per affrontare temi come il bullismo e la violenza. Il documento prevedeva anche il coinvolgimento dell’etichetta in un progetto discografico: una testimonianza dell’attività professionale di Achilli in quella fase, a distanza di anni dalle esperienze ricordate al Boccaccio.
Il Tulà di Altopascio e il legame con Allegra
Alla storia di Achilli appartiene anche la nascita del Tulà di Altopascio, progetto oggi portato avanti dalla figlia Allegra.
Il nome Tulà compare anche nell’ambito musicale: nelle schede delle registrazioni per le quali Achilli è accreditato come produttore figura, tra gli editori, la denominazione “Tulà di Achilli Allegra”. Un collegamento documentale fra la sua attività discografica e un nome associato alla storia professionale della famiglia.
Il dato attuale è la continuità affidata ad Allegra, mentre il ricordo del padre riunisce oggi le diverse persone incontrate nei suoi ambienti di lavoro.
L’ultimo saluto
La salma è stata esposta alla Rsa di Orentano. Le esequie erano annunciate per martedì 29 settembre alle 10.30; nelle informazioni disponibili non è specificato il luogo della cerimonia.
Accanto alla famiglia restano i ricordi dei collaboratori e le tracce di un’attività sviluppata nel corso dei decenni. Le dirette a bordo piscina, le scelte artistiche per il Boccaccio, il nome stampato nei crediti discografici: esperienze differenti che raccontano il lavoro di Roberto Achilli e il suo contributo alla musica e all’intrattenimento del territorio.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






