Pier Paolo Golinelli è morto, Mondovì perde l’avvocato protagonista dell’urbanistica piemontese

Daniela Devecchi

Pier Paolo Golinelli è morto, Mondovì perde l’avvocato protagonista dell’urbanistica piemontese

Lo studio aperto a Mondovì nel 1961, l’insegnamento, la politica cittadina. E poi gli incarichi per le amministrazioni, attraverso i quali aveva contribuito a definire una parte della disciplina urbanistica piemontese. È morto l’avvocato Pier Paolo Golinelli, 91 anni, professionista la cui attività aveva mantenuto solide radici monregalesi anche quando il lavoro lo aveva portato a occuparsi di questioni regionali.

La notizia della scomparsa è stata resa pubblica oggi, 29 settembre 2026. Lascia la moglie Virginia e i figli Alessandra, avvocata, e Marco, architetto e musicista. Un altro figlio, Gilberto, era morto nel 2020.

Una carriera cominciata a MondovĂŹ

Golinelli era nato a Cuneo il 12 maggio 1935. Quando avviò la professione a MondovÏ, nel 1961, si occupava di cause civili e penali. Il diritto amministrativo sarebbe diventato progressivamente il suo settore principale, insieme alla materia urbanistica ed edilizia.

La scelta della specializzazione non cancellò le altre attività dello studio, che continuò a seguire anche controversie fra privati. Si ampliò invece il numero degli interlocutori: agli assistiti si aggiunsero enti locali, uffici regionali e organizzazioni professionali.

Mondovì rimase la sede principale. A Torino il lavoro si sviluppò attraverso il collegamento con l’avvocato Giovanni Martino, mentre la struttura monregalese cresceva per competenze e collaborazioni.

Nel 1996 iniziò a esercitare la figlia Alessandra. Il passaggio successivo arrivò nel marzo 2012, con la costituzione dell’associazione professionale fra padre e figlia e la sede dello studio in corso Europa. Due percorsi che si erano così riuniti nella stessa attività.

Il lavoro sulle norme che regolano il territorio

Una parte importante della carriera di Golinelli si comprende guardando agli strumenti sui quali aveva lavorato. Fra questi, le varianti parziali ai piani regolatori e le conferenze di copianificazione, con il confronto fra Comune, Provincia e Regione sulle modifiche urbanistiche.

Si tratta di procedure che entrano nel lavoro ordinario delle amministrazioni. Stabiliscono come affrontare una trasformazione, quali passaggi seguire e come coordinare le decisioni degli enti coinvolti. È su questo terreno che si era concentrata la sua consulenza.

Dagli anni Ottanta Golinelli partecipò all’aggiornamento della legislazione urbanistica piemontese. Si occupò del Regolamento edilizio tipo regionale, della legge regionale 19 del 1999 e degli aspetti applicativi degli accordi di programma.

SeguĂŹ anche il lavoro giuridico relativo allo sportello unico per le attivitĂ  produttive. Agli incarichi sulle norme si affiancavano pareri, circolari e provvedimenti: documenti attraverso i quali le disposizioni trovano applicazione nei singoli procedimenti.

Il suo contributo riguardava dunque tanto la preparazione degli strumenti quanto le questioni emerse nel loro utilizzo. Un’attività svolta a contatto con gli uffici, chiamati a tradurre le previsioni legislative in atti amministrativi.

Gli incarichi in Piemonte e Valle d’Aosta

Il raggio delle collaborazioni si era esteso oltre il Piemonte. In Valle d’Aosta Golinelli lavorò alla legge urbanistica regionale e alla parte giuridica del Piano territoriale paesaggistico. Partecipò inoltre all’osservatorio regionale che ne seguiva l’applicazione.

Prestò consulenza per la pianificazione delle Province di Torino, Asti e Vercelli, oltre che per Comuni, associazioni di enti locali e Comunità montane.

Fra gli incarichi figura quello per il Parco nazionale del Gran Paradiso, relativo agli aspetti giuridici del Piano e del regolamento di gestione. La pianificazione di un’area protetta si aggiungeva così alle esperienze maturate con le amministrazioni territoriali.

Collaborò anche con Confindustria Piemonte, con gli ordini degli architetti e degli ingegneri e con i collegi dei geometri. Soggetti diversi, che incontravano la disciplina urbanistica da prospettive professionali e istituzionali differenti.

L’insegnamento, dagli istituti tecnici al Politecnico

Prima e accanto agli incarichi di consulenza ci fu la scuola. Golinelli insegnò diritto negli istituti tecnici di Cuneo e Mondovì, un’esperienza alla quale si aggiunse in seguito la docenza universitaria a contratto.

Al Politecnico di Torino tenne corsi di diritto urbanistico nell’ambito della formazione in pianificazione. Svolse inoltre attività didattica presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino e il FORMEZ.

Le lezioni si rivolgevano quindi a destinatari differenti: studenti, personale amministrativo e professionisti. La materia rimaneva quella affrontata nel lavoro quotidiano, fra disciplina edilizia, pianificazione e competenze degli enti.

Alla formazione affiancò la scrittura, con pubblicazioni giuridiche e contributi per riviste specializzate in urbanistica ed edilizia.

La partecipazione alla vita pubblica monregalese

Per Mondovì, Golinelli era stato anche una figura della politica locale. Negli anni Settanta partecipò all’esperienza del gruppo “Il Belvedere”, mantenendo il proprio impegno pubblico nei decenni successivi.

Nel 1994 si candidò alla Camera dei deputati con il Patto per l’Italia. La candidatura apparteneva a un percorso politico sviluppato parallelamente alla professione, fino agli anni Novanta.

Lo studio e gli incarichi regionali non avevano quindi esaurito il suo rapporto con la città. A questi si erano affiancati l’insegnamento e la partecipazione al confronto amministrativo.

La scomparsa chiude un percorso professionale iniziato oltre sessant’anni fa. A Mondovì resta la storia dello studio fondato nel 1961 e poi condiviso con la figlia Alessandra; su scala regionale, quella degli incarichi attraverso i quali Golinelli aveva contribuito al lavoro giuridico sulla pianificazione del territorio.