Parità di genere nella sanità: il percorso di Istituto Santa Chiara tra welfare, cura e organizzazione

Serena Comito

Una certificazione può restare un adempimento formale oppure diventare l’occasione per rivedere davvero il modo in cui un’organizzazione lavora. È su questo secondo piano che si colloca il percorso avviato da Istituto Santa Chiara, realtà sanitaria privata anche convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, presente con più sedi in Puglia e nel Lazio.

Dalla certificazione ai cambiamenti organizzativi

Nel luglio 2026 Istituto Santa Chiara ha ottenuto la certificazione per la parità di genere secondo la UNI/PdR 125:2022. Il percorso è nato nell’ambito di un bando nazionale promosso da Unioncamere, grazie al quale la struttura ha ottenuto un voucher per la certificazione. La verifica è stata affidata a ICDQ Srl, ente accreditato Accredia, mentre NexumStp ha affiancato l’Istituto nella costruzione del modello e nella gestione dell’iter.

Il punto più interessante, però, non è il certificato in sé. Il lavoro ha coinvolto un’organizzazione di circa 150 dipendenti distribuiti tra le sedi sanitarie di Lecce, San Vito dei Normanni, Castrignano de’ Greci, Maglie e Merine di Lizzanello, oltre alle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale di Roma e Lecce.

Maternità, paternità e responsabilità di cura

Tra gli interventi messi al centro del progetto figurano la tutela della maternità e della paternità, le responsabilità di cura e l’introduzione di soluzioni organizzative flessibili e strumenti di welfare rivolti alla cura dei figli e dei familiari. Sono aspetti che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei lavoratori e che spostano il tema della parità dal piano delle dichiarazioni a quello dell’organizzazione concreta.

L’Amministratrice Unica Francesca Torretti ha collegato il risultato alla costruzione di un ambiente di lavoro inclusivo e alla convinzione che la qualità dell’assistenza passi anche dal benessere e dalla crescita professionale delle persone che lavorano nelle strutture dell’Istituto.

Un percorso costruito da più soggetti

NexumStp ha seguito il progetto con la supervisione del presidente Paolo Stern e il coordinamento di Paola Caroleo e Valeria Giammei; Claudio Cavaliere ha svolto il ruolo di auditor interno. All’interno di Istituto Santa Chiara il percorso ha coinvolto l’Alta Direzione, la responsabile della Politica per la Parità di Genere, il Comitato Guida, il team di supporto e il personale aziendale.

Anche il passaggio di verifica ha avuto un ruolo sostanziale. ICDQ ha valutato la conformità dell’organizzazione ai requisiti previsti dalla prassi UNI/PdR 125. Il presidente Cosimo Pellegrino ha descritto l’audit come un’occasione di confronto che può accompagnare le organizzazioni nel miglioramento continuo, oltre la semplice verifica formale.

La certificazione come punto di partenza

È probabilmente qui che il progetto assume un significato più ampio. In una realtà sanitaria, dove organizzazione del lavoro e qualità della cura sono inevitabilmente collegate, intervenire su flessibilità, responsabilità familiari e pari opportunità significa agire anche sulle condizioni nelle quali le persone lavorano ogni giorno. La certificazione fotografa un risultato raggiunto; la parte più difficile viene dopo, quando quelle misure devono continuare a funzionare nella pratica.