Norberto Crivelli è morto, lutto a Sorengo: addio all’ex presidente del Partito Svizzero del Lavoro

Daniela Devecchi

Norberto Crivelli è morto, lutto a Sorengo: addio all’ex presidente del Partito Svizzero del Lavoro

La scomparsa lunedì 28 settembre. Aveva 83 anni ed era ancora impegnato nel Consiglio comunale di Sorengo. Il messaggio del POP alla famiglia e alla moglie Sonja: «La sua assenza pesa, ma il suo esempio resta».

È morto Norberto Crivelli, ex presidente del Partito Svizzero del Lavoro, docente e geologo. Aveva 83 anni. La scomparsa risale a lunedì 28 settembre 2026; a darne notizia sono stati il POP Ticino e il partito nazionale, che hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia e alla moglie Sonja Crivelli.

A Sorengo sedeva ancora in Consiglio comunale. L’ultima rielezione era arrivata nell’aprile 2024, dopo una lunga attività politica che lo aveva portato dalla militanza studentesca agli incarichi nazionali. Nel messaggio dei compagni, però, il ricordo delle cariche lascia spazio anche agli incontri, ai racconti e alla disponibilità con cui aveva continuato a partecipare alla vita del partito.

«Norberto è stato l’anima del Partito, sempre presente», si legge nel comunicato. Una presenza che il POP ricorda anche negli anni difficili, quando difendere le proprie posizioni significava lavorare dalle retrovie.

Gli anni alla guida del Partito del Lavoro

La sua formazione politica era cominciata nei movimenti studenteschi tra Locarno e Ginevra. Il percorso successivo lo aveva condotto nel Partito del Lavoro, fino alla responsabilità di segretario politico della sezione ticinese, ricoperta dal 1987 al 1994.

Sette anni che coincisero con una frattura nella storia dei partiti comunisti europei: il crollo del blocco sovietico e il dibattito sul futuro di quelle organizzazioni. Nel saluto diffuso dopo la morte, i compagni insistono sulla fermezza con cui Crivelli aveva mantenuto le proprie convinzioni.

La dimensione nazionale arrivò con la presidenza del Partito Svizzero del Lavoro, dal 2009 al 2013. Fu inoltre attivo nel contesto della Sinistra Europea, senza abbandonare il lavoro politico in Ticino.

Il comunicato attribuisce alla difesa degli ultimi e degli sfruttati il senso della sua militanza. È il giudizio del partito su un dirigente che aveva attraversato stagioni diverse, continuando a riconoscersi nella tradizione comunista e in una lettura marxista della società.

Sorengo, l’impegno proseguito dopo gli incarichi nazionali

La conclusione della presidenza nazionale non aveva segnato il ritiro dalla politica. Alle comunali del 14 aprile 2024, Crivelli era stato rieletto nel Consiglio comunale di Sorengo con 254 voti personali, nella lista Sinistra Unita Sorengo.

Quello stesso anno aveva assunto la presidenza del Consiglio comunale. In questa veste gli era toccato anche il compito di rivolgere il saluto della comunità ai nuovi diciottenni.

Il suo nome compare inoltre nei lavori delle commissioni. Sono documenti su questioni locali, con progetti da esaminare, costi da valutare e alternative da discutere. Raccontano una parte meno visibile dell’attività pubblica, rimasta nei suoi impegni anche dopo gli anni alla testa del partito svizzero.

Uno di questi atti riguarda la ristrutturazione dello stabile allora adibito a scuola dell’infanzia. Nel settembre 2025, Crivelli figurava tra i firmatari del rapporto di maggioranza della Commissione della gestione favorevole alla soluzione geotermica per l’impianto.

La professione scientifica e le scelte sull’ambiente

Geologo e docente, Crivelli aveva affiancato alla politica un lavoro legato allo studio e all’insegnamento. Il POP ricorda questo aspetto della sua vita, sottolineando il rapporto tra analisi scientifica e convinzioni ecologiste.

Nel documento comunale del 16 settembre 2025, sottoscritto insieme ad altri membri della commissione, la scelta della geotermia veniva sostenuta considerando la durata dell’investimento e la possibilità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Il rapporto esaminava anche i maggiori costi iniziali rispetto alle alternative. I firmatari ritenevano che i benefici nel medio e lungo periodo giustificassero la soluzione proposta.

Non si trattava di un’iniziativa personale di Crivelli, ma di una posizione condivisa nell’ambito del lavoro amministrativo. La sua firma documenta l’adesione a una scelta precisa, nella quale le valutazioni economiche si accompagnavano a quelle ambientali.

Quelle parole ai diciottenni di Sorengo

Nel settembre 2024, parlando ai giovani diventati maggiorenni, Crivelli aveva affrontato il tema delle responsabilità senza fermarsi ai diritti e ai doveri previsti dalla legge.

«Non si diventa adulti in un giorno», aveva detto. Riconosceva un percorso fatto anche di ostacoli, esitazioni e difficoltà. Ai ragazzi chiedeva di non scoraggiarsi.

Poi il discorso si spostava sul mondo lasciato dalle generazioni precedenti. Le guerre, la fame, le spese militari e il riscaldamento del pianeta erano le questioni sulle quali richiamava l’attenzione. Non offriva rassicurazioni: invitava invece a prendere posizione, attribuendo ai giovani un ruolo nelle mobilitazioni per la pace e per il clima.

«Non abbiate paura. Siate coraggiosi», era l’esortazione.

La parte finale riguardava i sogni. Crivelli ne difendeva il valore anche quando la loro realizzazione resta incerta: coltivarli, sosteneva, aiuta a non spegnersi. In un appuntamento istituzionale aveva scelto così di parlare anche delle attese personali di chi gli stava davanti.

Il ricordo della famiglia e dei compagni

Il messaggio diffuso dal POP Ticino e dal Partito Svizzero del Lavoro rivolge le condoglianze alla famiglia, con un pensiero particolare per Sonja, sua moglie, anch’essa impegnata in politica.

Di Crivelli vengono ricordati l’empatia e il modo di raccontare le esperienze vissute. Il commiato descrive un uomo che sapeva coinvolgere chi lo ascoltava e ravvivare il confronto negli incontri tra compagni.

Al 29 settembre, le informazioni raccolte non indicano la causa della morte e non forniscono dettagli verificati sui funerali.

Il Comitato cantonale del POP Ticino e il Comitato Centrale del partito nazionale affidano l’ultimo saluto a poche parole: «La sua assenza pesa, ma il suo esempio resta». E, in chiusura: «Ciao Norberto, che la terra ti sia lieve. La lotta continua».