Michele Ascoli morto a Potenza, addio al pittore della memoria lucana: domani i funerali, pochi mesi fa la sua ultima mostra

Daniela Devecchi

Michele Ascoli morto a Potenza, addio al pittore della memoria lucana: domani i funerali, pochi mesi fa la sua ultima mostra

Potenza piange Michele Ascoli. Il pittore lucano è morto a 91 anni. Lascia una lunga storia artistica legata soprattutto alla Basilicata, ai suoi paesi e ai ricordi di una terra che aveva continuato a dipingere fino agli ultimi anni.

A dare notizia della scomparsa sono stati i familiari.

Michele Ascoli e quel legame mai interrotto con la Basilicata

Era nato a Potenza nel 1935. La pittura era entrata presto nella sua vita, anche se il percorso seguito da giovane non era stato quello che inizialmente avrebbe desiderato.

Ascoli avrebbe voluto frequentare l’Accademia di Belle Arti. Non gli fu possibile e conseguì il diploma in ragioneria. L’arte, però, rimase lì. Continuò a studiare e a dipingere, costruendo negli anni un proprio linguaggio.

Fu allievo di Giuseppe Leone e Aristide Tancredi, dai quali apprese le prime tecniche. Nel suo percorso artistico viene ricordato anche il rapporto con Rocco Falciano.

Poi arrivarono le esposizioni, le personali e le collettive. Ma soprattutto arrivò una pittura immediatamente legata ai luoghi nei quali Ascoli era cresciuto.

I paesi lucani, le case e le pietre diventavano memoria

Per capire Michele Ascoli bisogna guardare i soggetti che tornavano sulle sue tele.

I piccoli centri della Basilicata. Le vecchie abitazioni. I paesaggi, le pietre, le figure umane. E poi Matera, con i suoi Sassi, altro luogo presente più volte nella sua produzione.

Non erano cartoline.

Dietro quei paesaggi c’era il tentativo di trattenere qualcosa che il tempo stava cambiando: l’infanzia, la vita dei paesi e le tracce della civiltà contadina.

Ascoli lavorava a olio e utilizzava la spatola, tecnica che gli permetteva di dare materia alle superfici e profondità alle immagini. Negli anni quel modo di dipingere divenne uno dei suoi tratti riconoscibili.

Non soltanto pittura: la passione per i versi di Scotellaro

Accanto alle tele c’era la poesia.

Ascoli amava leggere e recitare versi ed era conosciuto anche come dicitore. Tra gli autori ai quali era maggiormente legato figurava Rocco Scotellaro.

Nel 2019, durante la Giornata del Maestro organizzata a Potenza, aveva recitato alcune poesie dello scrittore lucano.

Quella passione veniva da lontano. Nel 2024 Ascoli raccontò anche un ricordo della madre: non aveva studiato, ma amava ascoltarlo mentre leggeva poesie. Lui stesso, parlando del proprio rapporto con i versi degli altri, si definiva con ironia un “ladro dei poeti”.

Recitava anche Eduardo De Filippo.

Pittura e poesia finivano quindi per riportarlo spesso nello stesso posto: ai ricordi.

Le pietre che non vedete e la mostra alla Torre Guevara

Ancora nel dicembre del 2024 Ascoli esponeva a Potenza.

Alla Torre Guevara arrivò la personale Le pietre che non vedete. Il titolo raccontava già molto del suo modo di osservare la Basilicata.

Nelle opere tornavano paesi, abitazioni, pietre e segni della vecchia civiltà contadina. Era il mondo che aveva attraversato buona parte della sua produzione e che continuava a cercare sulla tela anche in età avanzata.

Due anni prima della morte, dunque, Michele Ascoli non aveva affatto chiuso il proprio percorso artistico. E non lo avrebbe fatto neppure dopo.

A luglio l’ultima mostra a Potenza

C’è infatti una coincidenza temporale che oggi colpisce più di altre.

Il 14 luglio 2026, soltanto pochi mesi prima della scomparsa, Ascoli inaugurò al Museo Archeologico Provinciale di Potenza una nuova personale.

Si chiamava “Adagio su tele – I sogni che rivivo”.

La mostra rimase aperta fino al 14 agosto. Dentro c’erano ancora i suoi temi: la Basilicata, Matera, i borghi e soprattutto la memoria.

Ascoli aveva 91 anni e continuava a esporre.

Oggi anche quel titolo, I sogni che rivivo, sembra raccontare bene l’ultima parte del suo percorso. Non perché fosse stato pensato come un commiato – non ci sono elementi per sostenerlo – ma perché riportava ancora una volta al centro ciò che aveva accompagnato per decenni la sua pittura: il ricordo.

Il saluto della famiglia a Michele Ascoli

Nel comunicare la morte, i familiari hanno ricordato proprio questo aspetto.

Ascoli viene descritto come un artista lucano conosciuto per le opere dedicate alla memoria, ai paesaggi e ai borghi della Basilicata, attraverso i quali aveva raccontato il mondo della tradizione e dell’infanzia.

Era successo anche nel 2021 con Nitide memorie di brividi e sospiri, esposizione ospitata a Sasso di Castalda. Tra i soggetti comparivano piccoli paesi della regione, personaggi senza volto e ancora i Sassi di Matera.

Nel 2023, invece, al Museo Provinciale di Potenza era arrivata Istanti Indelebili in Itinere.

Cambiano i titoli delle mostre. Il tema, in fondo, resta lo stesso.

“Michele Ascoli, un modesto pittore”

C’è una frase che oggi racconta qualcosa dell’uomo oltre che dell’artista.

Nel 2024 gli fu chiesto che cosa avrebbe voluto trovare scritto su una targa dedicata a lui cento anni dopo.

Ascoli non scelse una definizione solenne.

Rispose:

«Michele Ascoli, un modesto pittore».

Poche parole. Quasi l’opposto di una celebrazione.

Resta invece molto più ampia la traccia lasciata dai suoi quadri: borghi, case, Sassi, paesaggi e ricordi di quella Basilicata che Michele Ascoli aveva continuato a riportare sulla tela.

I funerali saranno celebrati mercoledì 30 settembre alle ore 9.30 nella chiesa di Santa Maria a Potenza.

Il pittore aveva 91 anni.

Al momento non è stata resa pubblica la causa della morte.

FAQ

Chi era Michele Ascoli?

Michele Ascoli era un pittore.

Dov’è morto Michele Ascoli?

Michele Ascoli è morto a Potenza.

È stata resa nota la causa della morte di Michele Ascoli?

No.

Quando si svolgono i funerali di Michele Ascoli?

Mercoledì 30 settembre 2026.

Dove si terranno i funerali di Michele Ascoli?

Nella chiesa di Santa Maria a Potenza.