Gavorrano, Maria Di Domenico muore nello schianto sull’Aurelia: stava tornando a Genova con i figli

Serena Comito

Gavorrano, Maria Di Domenico muore nello schianto sull'Aurelia: stava tornando a Genova con i figli

Mancavano ancora diverse centinaia di chilometri. Quella parte di viaggio che si fa di notte apposta, per trovare la strada libera, con i passeggeri che si addormentano e chi guida che tiene il ritmo guardando il navigatore.

La Jeep Compass procedeva verso nord sull’Aurelia, tra Gavorrano e Scarlino. A bordo quattro familiari: Maria Di Domenico, 71 anni, i suoi due figli e il genero, che era al volante. Destinazione Genova, dove la famiglia vive da decenni. Alle spalle la Puglia, la provincia di Bari dove la donna era nata.

A casa non è arrivata.

L’una e quattordici

La chiamata al 118 è partita alle 1.14 della notte tra domenica e lunedì.

Secondo una prima ricostruzione, all’altezza di quel tratto la vettura avrebbe improvvisamente sbandato verso destra finendo contro il guardrail. Da lì è iniziata una carambola: il mezzo si è ribaltato, ha attraversato la carreggiata urtando anche la barriera opposta e si è fermato dopo essersi rimesso sulle ruote.

Maria Di Domenico è stata sbalzata fuori dall’abitacolo.

Le cause dello sbandamento non sono state chiarite. Saranno gli accertamenti della polizia stradale a stabilire cosa abbia fatto perdere il controllo della Jeep, e sarà sempre l’autorità a definire con precisione la causa del decesso.

I tre feriti e l’auto sequestrata

I tre uomini, di 35, 40 e 41 anni, sarebbero usciti autonomamente dall’abitacolo.

Sono stati stabilizzati sul posto e trasportati in codice giallo all’ospedale Misericordia di Grosseto, dove il giorno successivo risultavano ancora ricoverati.

Sul luogo si sono portate l’automedica, l’ambulanza India di Follonica, la Pubblica Assistenza e la Croce Rossa di Follonica, i vigili del fuoco del distaccamento locale e la polizia stradale per rilievi e gestione del traffico. In un primo momento era stato attivato anche l’elisoccorso Pegaso 2.

La Jeep è stata posta sotto sequestro per consentire gli accertamenti sulla dinamica.

Il viaggio in Puglia, secondo quanto riferito, sarebbe stato legato alla partecipazione a un funerale. Il dato non ha avuto conferme ufficiali.

Lo stesso tratto di tre anni fa

C’è un elemento che in Maremma ha colpito più di altri, ed è la geografia.

Nell’estate del 2023, in quello stesso tratto dell’Aurelia, un’altra vettura urtò il guardrail e venne proiettata fuori dalla carreggiata. Morirono due coniugi residenti nel Sanminiatese, Giovanni Cardinali e Monica Rosi, di 54 e 46 anni.

Su quella vicenda è aperto un procedimento giudiziario: la procura ha chiesto il rinvio a giudizio di otto persone, tra dirigenti e tecnici Anas e soggetti legati alla ditta appaltatrice, nell’ambito di accertamenti che riguardano anche la barriera stradale. Nessuna di queste persone è stata condannata e per tutte vale la presunzione d’innocenza; il procedimento è in fase preliminare.

Va detto con altrettanta chiarezza che tra le due vicende non è stato stabilito alcun collegamento. Cosa abbia determinato l’uscita di strada di lunedì notte è materia dei rilievi in corso, e ogni altra considerazione oggi sarebbe soltanto una suggestione.