Emiliano Cocco morto a 45 anni: Pietravairano e Pratella piangono il mister

Serena Comito

Emiliano Cocco morto a 45 anni: Pietravairano e Pratella piangono il mister

Domenica scorsa, allo stadio “Parisi” di Mastrati, la panchina del Pratella era occupata da qualcun altro. I suoi giocatori sapevano perché, e prima del fischio d’inizio hanno srotolato uno striscione con sopra cinque parole: “Forza mister non mollare, siamo tutti con te”.

Non è bastato. Emiliano Cocco è morto martedì pomeriggio, intorno alle 14, al Policlinico Gemelli di Roma. Aveva 45 anni.

Pochi mesi, dalla diagnosi alla fine

La malattia era stata scoperta la scorsa primavera, secondo quanto riferito dalle cronache locali: pochi mesi, non anni.

Da quel momento Cocco aveva cominciato un percorso fatto di consulti e di specialisti diversi, alla ricerca di una terapia che potesse rallentare le cose. Nei giorni scorsi le condizioni erano peggiorate rapidamente, fino al ricovero a Roma.

La notizia della morte ha impiegato pochissimo a raggiungere due paesi che distano meno di dieci chilometri l’uno dall’altro, Pietravairano e Pratella.

Lo sportello dell’anagrafe e il campo

Nella vita quotidiana Cocco era un dipendente del Comune di Pietravairano, il suo paese natale, dove lavorava all’ufficio anagrafe.

È un dettaglio che spiega meglio di qualsiasi altro perché la notizia abbia avuto quell’eco. In un comune di poche migliaia di abitanti, l’impiegato all’anagrafe è la persona da cui prima o poi passano tutti: certificati, residenze, carte d’identità. Poi, il pomeriggio, andava ad allenare.

Una carriera tutta dentro l’Alto Casertano

La sua storia in panchina si legge come una mappa della zona.

Vairano Scalo, Sporting La Pietra, Pietramelara, Tora e Piccilli, Boys Vairano, Vairanese. E i Paumas di Pietravairano, la squadra del suo paese, con cui aveva vinto il campionato di Seconda Categoria: il risultato di cui andava più fiero.

Da oltre un anno allenava il Pratella. E il rapporto funzionava, tanto che a luglio la società lo aveva riconfermato per la stagione 2026/2027 con un comunicato che parlava di un progetto tecnico da proseguire, di sacrifici condivisi e di appartenenza.

Quella stagione, cominciata poche settimane fa, non ha fatto in tempo a viverla.

Il messaggio della società

L’ASD Pratella ha affidato il saluto ai propri canali social, con un testo lungo che ha girato per tutto il pomeriggio. Comincia così: “Ci sono giorni in cui il calcio smette di contare”.

Il club scrive di aver sperato fino all’ultimo in una notizia diversa e di perdere non soltanto un allenatore ma una persona diventata parte della famiglia, e promette che da ora in avanti, a ogni ingresso in campo, ci sarà un pezzo di lui con la squadra.

Anche l’Amministrazione comunale di Pratella ha diffuso una nota di cordoglio, ricordando la passione e la dedizione del tecnico e stringendosi ai familiari, agli amici e alla società sportiva.

I funerali non sono ancora stati fissati.