Cercava funghi insieme al marito nei boschi di Neirone. Intorno alle 13 di lunedì 28 settembre, Caterina Scaglia, 81 anni, è caduta e ha battuto la testa. Raggiunta dai soccorritori, è stata trasferita in condizioni gravissime al San Martino di Genova, dove è morta dopo il ricovero.
L’incidente è avvenuto tra San Marco d’Urri e Ognio, nell’entroterra genovese. La donna era genovese, ma frequentava da tempo quella zona, alla quale era legata anche attraverso le abitazioni della famiglia.
L’allarme e l’intervento nel bosco
Quando è partita la richiesta di aiuto, la situazione era già critica. Caterina Scaglia aveva perso conoscenza dopo l’urto alla testa e aveva bisogno di assistenza immediata.
Sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco, la Croce Verde di Lumarzo e gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico Liguria, con personale infermieristico della squadra Tigullio–Val d’Aveto. Per il trasferimento è stato fatto intervenire l’elicottero Drago dalla base di Genova.
Prima di poterla portare via, i sanitari l’hanno medicata e intubata. Intorno, la vegetazione impediva di procedere agevolmente con il recupero: i soccorritori hanno dovuto aprire un varco nella boscaglia per consentire le operazioni con il verricello.
Il volo verso il San Martino è avvenuto in codice rosso. La donna non ha più ripreso conoscenza.
Ancora da chiarire l’origine della caduta
Il trauma riportato nell’incidente è il punto sul quale concordano le ricostruzioni disponibili. Non è invece definito che cosa abbia fatto cadere l’ottantunenne.
Tra le ipotesi figurano un inciampo o una scivolata; non è stato escluso un malore. Si tratta però di possibilità , non di una dinamica definitivamente accertata. La presenza del marito e la familiarità della coppia con quei boschi non permettono, da sole, di ricostruire il momento che ha preceduto l’urto.
Anche sull’orario del decesso le informazioni diffuse non sono uniformi. La morte è sopraggiunta dopo il ricovero; manca un’indicazione univoca che consenta di collocarla con precisione fra la serata del 28 settembre e la notte successiva.
Una famiglia legata all’entroterra
Caterina Scaglia e il marito condividevano la passione per i funghi. Per loro quella parte dell’entroterra non era una meta sconosciuta: la famiglia aveva avuto una casa a San Marco d’Urri e, in seguito, i coniugi ne avevano acquistata un’altra a Lumarzo.
Il sindaco di Neirone, Stefano Sudermania, ha seguito l’intervento e confermato la morte della donna, rivolgendo un pensiero ai suoi cari.
«Ho seguito i soccorsi fin dal primo momento, sono molto dispiaciuto per questa tragedia e siamo vicini alla famiglia», ha dichiarato.
A settembre altri due cercatori morti nel Genovesato
L’incidente di Neirone arriva a pochi giorni dal ritrovamento senza vita di un cercatore di funghi di 70 anni a Torriglia, il 24 settembre. All’inizio del mese, il primo settembre, un uomo di 75 anni era morto a Montebruno.
Sono vicende separate, con circostanze proprie, che hanno richiesto l’intervento delle squadre di soccorso nei boschi della provincia.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






