Andrea Tempestini, morto il vicedirettore di Libero: addio al giornalista della redazione di Milano. Aveva 40 anni

Daniela Devecchi

Andrea Tempestini, morto il vicedirettore di Libero: addio al giornalista della redazione di Milano. Aveva 40 anni

È morto Andrea Tempestini, 40 anni, vicedirettore e digital editor di Libero. Il suo percorso professionale era legato alla redazione di Milano. Vi era arrivato nel 2010, occupandosi negli anni dell’informazione online fino ad assumere la responsabilità del sito.

La notizia della scomparsa è emersa oggi 29 settembre 2026. Non sono disponibili informazioni verificate sulla causa della morte né indicazioni sulle esequie.

Dalla formazione a Milano e Urbino alla responsabilità del digitale

Tempestini si era laureato in Scienze umanistiche per la comunicazione all’Università Statale di Milano. Successivamente, aveva proseguito la formazione all’Istituto per la Formazione al giornalismo di Urbino.

Il suo ingresso a Libero risaliva al 2010. Dopo un’esperienza a Libero Mercato, il passaggio al digitale lo aveva portato a occuparsi del coordinamento del sito, delle strategie SEO e dei podcast. Politica ed economia erano i principali settori della sua attività giornalistica.

Nell’organigramma della testata figurava come vicedirettore e digital editor: un ruolo che affiancava il lavoro sui contenuti alla gestione dell’edizione online.

Le interviste e gli articoli pubblicati a settembre

Il suo lavoro trovava spazio anche nei video e nelle interviste. Tra i contenuti pubblicati nelle ultime settimane compare la conversazione con David Parenzo, uscita il 16 settembre e dedicata, tra gli altri argomenti, alle primarie del centrosinistra e a Silvia Salis.

Il 18 settembre era stato pubblicato un suo articolo sulla «sottovalutata magia dell’Autogrill e dei suoi panini». Un’incursione nelle abitudini di viaggio e nell’alimentazione quotidiana, accanto ai temi politici ed economici di cui si occupava abitualmente.

Al 24 settembre risale invece un contenuto tratto dall’intervista al pilota Giulio Spinelli, che aveva raccontato un’esperienza di avvistamento di fenomeni aerei non identificati durante un volo tra New York e Parigi. La conversazione affrontava la testimonianza del pilota e le domande sollevate da quanto osservato in volo.

Queste date documentano la pubblicazione dei contributi, senza indicare necessariamente il momento in cui erano stati scritti o registrati.

Anche il riferimento a Milano riguarda il percorso professionale di Tempestini e la sede della redazione: non costituisce una conferma del luogo in cui è avvenuta la morte.

Per i funerali, l’eventuale camera ardente e le modalità dell’ultimo saluto si attendono comunicazioni pubbliche. Restano invece documentati sedici anni di attività nella testata, dall’arrivo nel 2010 al ruolo di vicedirettore e responsabile del digitale.