Visite specialistiche, esami e sportelli amministrativi potrebbero subire rallentamenti o sospensioni venerdì 2 ottobre 2026, quando lo sciopero nazionale proclamato dalla CSLE, con adesione FI-SI, coinvolgerà anche la sanità. L’astensione è prevista per l’intera giornata e riguarda personale del comparto e della dirigenza. Emergenze, pronto soccorso e prestazioni essenziali resteranno garantiti.
Le comunicazioni diffuse dalle aziende sanitarie delineano le prime conseguenze possibili per gli utenti. Nessuna cancellazione generalizzata degli appuntamenti è stata annunciata: il funzionamento dei singoli servizi dipenderà dall’adesione del personale e dall’organizzazione predisposta nelle strutture.
Il calendario comprende anche una mobilitazione distinta all’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, dove i dipendenti sono chiamati allo sciopero per l’8 e il 9 ottobre. Date, promotori e rivendicazioni differenti, che non vanno sovrapposti.
Il 2 ottobre coinvolti infermieri, OSS, medici e amministrativi
Lo sciopero CSLE ha carattere nazionale e plurisettoriale. La sanità rientra dunque in una protesta che interessa anche altri ambiti del lavoro pubblico e privato.
Per il settore sanitario, l’avviso pubblicato dall’AUSL di Bologna il 23 settembre indica una platea estesa: infermieri, operatori sociosanitari, tecnici sanitari, ostetriche, professionisti della riabilitazione e amministrativi. Sono comprese anche la dirigenza medica, sanitaria e veterinaria e quella non sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.
L’USL Toscana nord ovest, nella comunicazione del 25 settembre, richiama inoltre il possibile coinvolgimento dei servizi affidati a imprese esterne. Le ripercussioni potrebbero quindi riguardare sia l’attività assistenziale sia alcune funzioni necessarie per accedere alle prestazioni.
L’inclusione di una categoria nella proclamazione non equivale, tuttavia, all’adesione di tutti i suoi lavoratori. È questa la ragione per cui gli avvisi rivolti ai cittadini parlano di eventuali disservizi, senza anticipare un blocco uniforme degli ospedali.
Le ragioni della mobilitazione: salari e costo della vita
Le rivendicazioni del 2 ottobre riguardano soprattutto il potere d’acquisto. Tra le richieste figurano interventi sui prezzi dei carburanti e degli alimenti, una riduzione della pressione fiscale e aumenti degli stipendi che consentano di affrontare le spese quotidiane.
La piattaforma comprende anche una maggiore indipendenza energetica e politiche a sostegno delle imprese italiane, incluse quelle agricole.
Si tratta quindi di una mobilitazione con obiettivi economici e sociali più ampi delle sole questioni ospedaliere. Attribuirla esclusivamente al rinnovo del contratto della sanità o a una specifica vertenza medica non descriverebbe correttamente le motivazioni rese pubbliche dai promotori.
Quali prestazioni potrebbero subire disagi
Le criticità segnalate dalle aziende riguardano soprattutto le attività programmate e i servizi amministrativi. L’avviso dell’USL Toscana nord ovest menziona esami, ambulatori, prenotazioni e accettazione, con possibili conseguenze nelle strutture ospedaliere e territoriali.
ASL3 Liguria precisa che le prestazioni prenotate potrebbero essere soggette a interruzioni o sospensioni. L’AUSL di Piacenza ha a sua volta avvertito della possibilità di disagi nella normale attività.
Per chi ha una visita fissata il 2 ottobre, la proclamazione dello sciopero non costituisce di per sé una disdetta. È opportuno consultare gli avvisi della propria azienda sanitaria e chiedere informazioni al CUP o al servizio interessato, verificando eventuali comunicazioni ricevute sulla prenotazione.
Al 28 settembre non è disponibile, nelle informazioni raccolte, un quadro nazionale delle prestazioni che saranno effettivamente rinviate. Non è quindi possibile quantificare in anticipo gli appuntamenti coinvolti.
Pronto soccorso e assistenza urgente restano operativi
La continuità delle cure indispensabili è il punto comune alle comunicazioni delle aziende. Durante l’astensione saranno assicurati i servizi minimi essenziali attraverso l’organizzazione delle attività e i contingenti di personale previsti.
Restano tutelati il pronto soccorso, le emergenze e l’assistenza non differibile. L’USL Toscana nord ovest richiama espressamente la priorità per i pazienti più gravi e non dimissibili, oltre ai servizi di base necessari alla cura dei degenti.
L’avviso comprende inoltre l’assistenza domiciliare e le attività urgenti di prevenzione. La garanzia delle prestazioni essenziali va distinta dal regolare funzionamento di ogni servizio ordinario: uno sciopero può comportare rinvii senza interrompere l’assistenza alle persone che necessitano di cure immediate.
AOU Sassari, sciopero dall’8 al 9 ottobre
A Sassari la protesta avrà una durata di due giornate consecutive: dalle ore 00:00 dell’8 ottobre alle ore 24:00 del 9 ottobre 2026. Il comunicato dell’AOU, pubblicato il 23 settembre, indica il coinvolgimento di tutto il personale dipendente.
La proclamazione riunisce le organizzazioni del comparto, la RSU aziendale e diverse sigle della dirigenza sanitaria. Tra queste figurano CISL FP, FP CGIL, UIL FP, FIALS, ANAAO ASSOMED, CIMO FESMED, AAROI EMAC e FASSID.
Le contestazioni sindacali riguardano sovraffollamento, condizioni di lavoro, procedure di assunzione e stabilizzazione, premi di risultato e riconoscimenti economici. Sono rivendicazioni legate alla situazione dell’azienda sassarese, separate dalla piattaforma nazionale del 2 ottobre.
Un’assemblea è convocata per martedì 29 settembre, dalle 10:30 alle 14, nell’Aula Magna Barbieri dell’Università di Sassari, per affrontare l’organizzazione della mobilitazione. L’AOU preannuncia possibili riduzioni o sospensioni delle prestazioni durante lo sciopero, confermando la tutela dei servizi essenziali.
Gli altri appuntamenti di ottobre
Nel calendario compare anche lo sciopero generale regionale del 14 ottobre in Toscana, proclamato dalla CGIL, con una manifestazione a Massa dedicata alla libertà di manifestare e alla contestazione degli effetti dei “Pacchetti Sicurezza”.
Per il 30 ottobre è invece registrato uno sciopero generale nazionale USI-CIT del personale pubblico e privato, previsto per l’intera giornata, con esclusioni nei trasporti.
Per entrambe le date, le conseguenze concrete sull’assistenza sanitaria dovranno essere precisate attraverso gli avvisi delle singole aziende. Per i cittadini con visite o esami già fissati, saranno quelle comunicazioni a indicare eventuali variazioni e modalità di accesso alle prestazioni.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






