Il modulo è arrivato a giugno, dentro la busta con la comunicazione delle somme dovute. Molti lo hanno archiviato in un cassetto e non ci hanno più pensato, perché la prima rata l’avevano già pagata a luglio.
Il problema è che la seconda scade mercoledì 30 settembre, e su questa data l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha messo nero su bianco una precisazione che vale la pena leggere due volte.
Il 5 ottobre non esiste
C’è una convinzione diffusa, e sbagliata, secondo cui sulle rate della rottamazione ci siano sempre cinque giorni di respiro.
Non è così. Il margine di tolleranza previsto dalla norma si applica soltanto in due situazioni: al pagamento in unica soluzione, che comunque è scaduto il 31 luglio, e all’ultima rata del piano.
Quella del 30 settembre è una rata intermedia. Il termine è perentorio. Chi si presenta al tabaccaio il 2 ottobre pensando di essere nei tempi, non lo è.
Una sola eccezione: chi ha scelto di chiudere la partita in due sole rate. In quel caso il 30 settembre coincide con l’ultima rata del piano, e i cinque giorni valgono.
Chi rischia davvero la decadenza
Qui bisogna distinguere, perché la quinquies ha regole diverse dalle edizioni precedenti e sono più morbide.
Saltare una rata intermedia, da sola, non fa decadere dal beneficio. L’arretrato però non sparisce: resta lì e si somma.
La decadenza scatta quando, alla scadenza di una rata, risultano due rate non pagate o versate solo in parte.
Tradotto in pratica: chi non ha versato il 31 luglio e non versa nemmeno il 30 settembre perde la rottamazione. Non parzialmente, del tutto. Tornano sanzioni, interessi di mora e aggio, e il debito riprende la strada ordinaria della riscossione.
Per questo, per chi è in arretrato, mercoledì non è una scadenza qualunque: è il momento in cui si decide se l’agevolazione resta in piedi.
E attenzione a un dettaglio che sfugge: chi ha saltato luglio non deve limitarsi a pagare il modulo di settembre. Va verificato l’importo necessario a riportare il piano in regola, perché un versamento insufficiente, ai fini della decadenza, conta come un versamento mancato.
Come si paga e dove si recuperano i moduli
L’importo non si calcola da soli. È quello indicato nella Comunicazione delle somme dovute, spedita dall’Agenzia entro la fine di giugno insieme ai moduli precompilati.
Chi non ha più la documentazione può recuperarla dall’area riservata del portale di Agenzia delle entrate-Riscossione, accedendo con Spid, Cie o Carta nazionale dei servizi. In alternativa la si può richiedere via email dall’area pubblica, allegando un documento di riconoscimento.
Il versamento si effettua attraverso i canali telematici di banche, Poste Italiane e degli altri prestatori di servizi di pagamento aderenti a pagoPA, oppure di persona in banca, negli uffici postali, nelle ricevitorie e dai tabaccai.
C’è anche un servizio online che consente di selezionare soltanto alcune delle cartelle contenute nella comunicazione, per chi non vuole o non può pagare tutto.
Cosa prevede la quinquies, in breve
Un ripasso per chi arriva adesso.
La misura è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2026, la numero 199 del 2025. Riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, e nello specifico le somme derivanti da omesso versamento di imposte emerse dai controlli automatici e formali sulle dichiarazioni, di contributi previdenziali dovuti all’Inps — esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento — e di sanzioni per violazioni del Codice della strada.
Chi aderisce paga solo il capitale e le spese di notifica: cadono sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione.
Il piano può arrivare a 54 rate bimestrali, distribuite su nove anni, con un importo minimo di 100 euro per rata e interessi al 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026.
Le domande si sono chiuse il 30 aprile 2026 e non è prevista alcuna riapertura: chi non ha aderito entro quella data non può più entrare.
Il prossimo appuntamento
Superata la scadenza di mercoledì, la terza e ultima rata del 2026 cade il 30 novembre. Anche quella senza tolleranza, salvo che coincida con l’ultima del piano.
Dal 2027 in avanti il calendario si stabilizza su sei scadenze all’anno: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Nove anni di appuntamenti fissi, che è poi il prezzo della dilazione più lunga mai concessa in una definizione agevolata.
Le domande che si fanno tutti
Quando scade la seconda rata della rottamazione quinquies?
Mercoledì 30 settembre 2026. Il termine è perentorio.
Ci sono i cinque giorni di tolleranza?
No, non per questa rata. Il margine vale solo per il pagamento in unica soluzione e per l’ultima rata del piano.
Se salto una rata perdo l’agevolazione?
Non automaticamente. La decadenza scatta quando alla scadenza di una rata risultano due rate non pagate o pagate solo in parte.
Ho saltato la rata di luglio: cosa devo fare?
Verificare l’importo necessario a mettere in regola il piano e versarlo entro il 30 settembre. Pagare solo la rata di settembre potrebbe non bastare, e un versamento insufficiente equivale a un versamento omesso.
Si può ancora aderire alla rottamazione quinquies?
No. Le domande si sono chiuse il 30 aprile 2026 e non sono state riaperte.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






