Indossava il salvagente quando è stato trovato privo di sensi in acqua. Inutili i tentativi di rianimazione.
Roberto Bruni, 44 anni, di Albano Laziale, è morto nel pomeriggio di domenica sul lago di Castel Gandolfo. Era uscito in kayak. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato colto da un malore e, successivamente, caduto in acqua. L’intervento dei soccorritori, sfortunatamente, è stato vano.
L’allarme vicino alle scogliere
La segnalazione è arrivata intorno alle 17, nel tratto conosciuto come “la culla del Lago”, lungo via Spiagge del Lago. A richiamare l’attenzione di alcuni bagnanti e del titolare di un ristorante è stato il corpo dell’uomo, che galleggiava a una cinquantina di metri dalla riva.
Bruni avrebbe noleggiato l’imbarcazione in uno stabilimento della zona prima di prendere il largo. Aveva il giubbotto salvagente, che lo avrebbe mantenuto in superficie, permettendo alle persone presenti di individuarlo.
Resta da stabilire che cosa sia accaduto nei momenti precedenti all’avvistamento. Il malore durante la pagaiata è l’ipotesi emersa nella ricostruzione iniziale, ancora in attesa di accertamenti.
Il recupero e i tentativi di rianimazione
Un’imbarcazione di passaggio ha raggiunto il quarantaquattrenne e lo ha trasportato verso una spiaggia privata. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Carabinieri della stazione locale e l’elisoccorso, atterrato nelle vicinanze.
Il personale sanitario ha eseguito le manovre di rianimazione, proseguendo per diversi minuti. Nonostante i tentativi, per Bruni non c’è stato nulla da fare.
Disposta l’autopsia a Tor Vergata
La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Tor Vergata. Il magistrato di turno della Procura di Velletri ha disposto l’esame autoptico per determinare la causa della morte.

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