Perché Carlo Acutis è sepolto ad Assisi e non a Milano? La storia della sua tomba, spostata due volte

Serena Comito

Perché Carlo Acutis è sepolto ad Assisi e non a Milano? La storia della sua tomba, spostata due volte

Era nato a Londra, era cresciuto a Milano, è morto a Monza. Di Assisi, sulla carta, non era niente.

Eppure è lì che riposa, in una chiesa di piazza del Vescovado davanti a cui passano ogni anno centinaia di migliaia di persone. E non ci è finito per caso né per decisione di qualcun altro: lo aveva chiesto lui, prima di morire, a quindici anni.

La richiesta fatta da vivo

Per capire la scelta bisogna tornare a quando Carlo aveva nove anni.

I genitori comprarono ad Assisi una casa per le vacanze. Da quel momento il ragazzo cominciò a passarci le estati, a girare per i luoghi francescani, a conoscerli uno per uno. Non è un dettaglio da depliant turistico: quella frequentazione diventò una devozione personale a san Francesco che durò tutta la vita, e la vita in questo caso è stata brevissima.

Quando si ammalò, nell’ottobre del 2006, la leucemia lo portò via in pochissimi giorni. Prima di morire chiese di essere sepolto nella città di Francesco e Chiara. Il rettore del santuario, padre Marco Gaballo, lo ha ripetuto più volte in questi anni: fu una richiesta esplicita, formulata da lui.

Milano, dove aveva frequentato le elementari e le medie dalle Marcelline e poi il liceo classico all’Istituto Leone XIII dei gesuiti, non è mai entrata nel discorso.

Due traslazioni in tredici anni

Qui c’è un passaggio che quasi nessuno racconta per intero, e invece è la parte interessante.

La prima sepoltura non fu ad Assisi. Il corpo venne inizialmente inumato nel cimitero di Ternengo, un paesino del Biellese legato alle origini della famiglia.

Solo nel gennaio 2007, pochi mesi dopo la morte, le spoglie furono trasferite nel cimitero di Assisi, rispettando la volontà espressa dal ragazzo. E lì rimasero per dodici anni, in una tomba normale, mentre il processo diocesano avviato a Milano nel 2013 procedeva e il nome di Carlo cominciava a circolare ben oltre i confini italiani.

La seconda traslazione è del 6 aprile 2019: il corpo viene portato nella chiesa di Santa Maria Maggiore, cioè il Santuario della Spogliazione, dove si trova tuttora. La processione fece tappa notturna nella cattedrale di San Rufino, dove il coro diocesano cantò un inno scritto apposta per l’occasione.

Attenzione, perché su questa data si sbaglia spesso: parecchi siti indicano il 2020, confondendo la traslazione con la beatificazione, che avvenne invece il 10 ottobre di quell’anno.

Perché proprio il Santuario della Spogliazione

La scelta della chiesa non è stata casuale più di quanto lo fosse quella della città.

Santa Maria Maggiore si affaccia su piazza del Vescovado, ed è il luogo legato all’episodio più celebre della giovinezza di Francesco: la spogliazione. Davanti al padre Pietro di Bernardone e al vescovo Guido, il futuro santo si tolse gli abiti e li restituì, rinunciando all’eredità e a tutto quello che ne conseguiva.

Il parallelo con un ragazzo morto a quindici anni che aveva scelto la fede come asse della propria esistenza l’ha reso il luogo più adatto agli occhi della diocesi. Il vescovo Domenico Sorrentino ci ha costruito sopra anche un libro, Carlo Acutis. Sulle orme di Francesco e Chiara.

Cosa si vede davvero davanti a quella tomba

Il monumento sepolcrale, opera dell’artista Eraldo Marini, si trova nella navata destra. Il corpo è visibile dietro un vetro, e l’immagine che ha fatto il giro del mondo è quella di un adolescente in tuta, jeans e scarpe da ginnastica.

Poi c’è la storia dell’incorruttibilità, che gira parecchio e che è sbagliata.

Il corpo di Carlo Acutis non è incorrotto. La Chiesa non lo ha mai sostenuto, e chiunque scriva il contrario sta copiando da qualcun altro. Davanti al vetro i pellegrini si trovano di fronte a un rivestimento di cera, modellato sulle fattezze del ragazzo. È una tecnica vecchia, usata da secoli per i corpi dei santi esposti alla venerazione, e serve a una cosa sola: permettere a chi arriva di vederlo come era da vivo.

Le code, in ogni caso, non le ha scoraggiate nessuna precisazione. Nel 2025 la chiesa metteva in conto qualcosa come due milioni di visitatori.

Dal cimitero di paese a piazza San Pietro

Il percorso verso gli altari è stato rapido per gli standard della Chiesa.

Servo di Dio dal 2012, venerabile nel 2018, beato il 10 ottobre 2020 proprio ad Assisi. La canonizzazione era fissata per il 27 aprile 2025, ma la morte di papa Francesco la fece rinviare. Si è celebrata il 7 settembre 2025 in piazza San Pietro, insieme a quella di Pier Giorgio Frassati, davanti a circa settantamila persone.

I due miracoli riconosciuti riguardano un bambino brasiliano, Matheus, guarito da un’anomalia congenita del pancreas, e una studentessa costaricana a Firenze, Valeria, rimessasi da un gravissimo trauma cranico dopo che la madre aveva pregato proprio su quella tomba ad Assisi.

La memoria liturgica cade il 12 ottobre. E quest’anno quella data ha un peso in più: sono vent’anni esatti dalla morte.

Se avete intenzione di andarci

Il santuario è in piazza del Vescovado, a pochi minuti a piedi dalla basilica di San Francesco. Si entra liberamente, senza prenotazione e senza biglietto.

Gli orari seguono la stagione. D’inverno, da novembre a marzo, si apre alle 8 e si chiude alle 19. Dalla primavera all’autunno, cioè da aprile a ottobre, l’apertura si anticipa alle 7. In entrambi i casi non c’è pausa a metà giornata.

Consiglio spiccio: nei fine settimana e attorno al 12 ottobre l’afflusso cresce parecchio, quindi la prima mattina resta la fascia migliore.

Le domande che si fanno tutti

Dove si trova la tomba di Carlo Acutis?
Nella chiesa di Santa Maria Maggiore ad Assisi, conosciuta come Santuario della Spogliazione, in piazza del Vescovado. Il monumento sepolcrale è nella navata destra.

Perché non è sepolto a Milano, dove è cresciuto?
Perché aveva chiesto espressamente di essere sepolto ad Assisi, città a cui era legato dall’infanzia per la devozione a san Francesco.

Il corpo di Carlo Acutis è incorrotto?
No. Quello che si vede è un rivestimento in cera modellato sul suo volto e sul suo corpo, secondo una pratica antica e diffusa. Di incorruttibilità non ha mai parlato nessuno, tantomeno la Chiesa.

Quanto costa entrare e quando è aperto?
Non si paga nulla. Apertura alle 8 nei mesi invernali, alle 7 da aprile a ottobre; la chiusura è sempre alle 19.

Quando è stato proclamato santo?
Il 7 settembre 2025, in piazza San Pietro, insieme a Pier Giorgio Frassati. La memoria liturgica è il 12 ottobre.