Palermo, Marco “Attilino” Landino morto a 43 anni dopo un malore: l’addio dei Warriors al trascinatore della Nord

Daniela Devecchi

Palermo, Marco “Attilino” Landino morto a 43 anni dopo un malore: l’addio dei Warriors al trascinatore della Nord

Marco Landino, conosciuto nella curva Nord del Palermo come “Attilino”, è morto a 43 anni dopo un malore. Sabato 26 settembre si è sentito male. Le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso, avvenuto nella stessa giornata. La notizia ha raggiunto anche gli amici che quella sera erano allo stadio Renzo Barbera per la partita d’addio al calcio di Fabrizio Miccoli.

A comunicare la scomparsa sono stati i Warriors Ultras Palermo, il gruppo di cui Landino era uno dei membri più carismatici. Sotto il messaggio pubblicato sulla pagina Facebook si sono raccolti saluti, condoglianze e ricordi personali: gli anni trascorsi in curva, un episodio rimasto nella memoria, le esperienze condivise lontano dagli spalti.

I funerali sono annunciati per martedì 29 settembre alle 12, nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, in via Sampolo, a Palermo.

Il messaggio dei Warriors per Attilino

Il gruppo ha affidato il proprio saluto a parole che richiamano l’immagine di un guerriero:

«Non piangete la sua fine, perché ora siede nella sala dei re, bevendo idromele in corni dorati, in attesa della battaglia finale. Nobis Attilino!!!».

La fotografia scelta per ricordarlo lo ritrae sulla transenna della curva, a torso nudo, con una sciarpa rosanero, mentre incita i tifosi. È in quella posizione, davanti agli altri sostenitori, che molti amici continuano a rivederlo.

Nei commenti ricorre anche il soprannome “Attila”. Giuseppe Tomasino lo saluta ricordandolo come compagno di «mille battaglie»; Giuseppe Marsala scrive di essere fiero di essergli stato amico. Altri messaggi sono brevissimi, affidati al nome Marco o a un ultimo saluto tra fratelli di curva.

Le testimonianze restituiscono soprattutto il suo modo di partecipare al tifo: fisico, energico, capace di coinvolgere chi gli stava accanto. Un tratto che emerge anche dal racconto di chi lo aveva frequentato per anni.

Il ricordo della balaustra della curva Nord

Tra gli episodi citati sotto il post c’è quello raccontato da Marco Damiani, che torna con la memoria a una partita di molti anni fa:

«Indimenticabile, ricordo che una volta di tanti anni fa è caduto dalla balaustra della Nord finendo giù, come se nulla fosse si è rialzato ed è risalito… una potenza».

Un ricordo legato alle giornate sugli spalti e alla sua esuberanza. L’episodio appartiene al passato e non ha alcun collegamento documentato con il malore di sabato.

Anche Alessandro Cilano, gestore del lido L’ombelico del mondo a Mondello, con il quale Landino aveva condiviso anni di esperienze in curva, lo descrive attraverso quella stessa energia: «Era instancabile, una forza della natura, un trascinatore».

Nel suo ricordo trovano spazio anche i periodi difficili attraversati dall’amico. Il ritratto di Landino non si esaurisce così nell’immagine del tifoso sulla transenna: accanto alla forza con cui si mostrava sugli spalti, chi lo conosceva conserva memoria delle sue fragilità.

Gli ultimi tempi a Mondello e il ricordo del periodo militare

Negli ultimi tempi Marco Landino si vedeva spesso a Mondello. Aveva lavorato al lido dell’amico Cilano, dando una mano in spiaggia, e aveva collaborato anche in una trattoria della piazza.

Sono attività che raccontano un altro pezzo della sua quotidianità, oltre alla frequentazione dello stadio e all’appartenenza ai Warriors.

Fra i messaggi pubblicati dopo la notizia della morte compare inoltre quello di Salvatore Puzzo, che richiama un’esperienza diversa: «R.i.p. Attilino, ricorderò quei bei momenti passati da militare».

Il commento non precisa luoghi o anni, ma aggiunge un ricordo personale a quelli dei compagni di curva. Nel cordoglio si incontrano così persone che avevano conosciuto Landino in momenti differenti della sua vita.

I saluti da Padova e Siracusa

Tra le condoglianze arrivano anche messaggi da altre città. Massimiliano Vedovato scrive da Padova e rivolge un abbraccio ai «fratelli palermitani». Antonio Palermo lascia un saluto da Siracusa.

Sono interventi personali, ai quali si affianca quello di Fulco Naccari:

«Oltre la rivalità, oltre i colori, un abbraccio fin lassù Attilino».

La conversazione sotto il post comprende anche domande sulle circostanze della scomparsa. Nei commenti disponibili non compare però una spiegazione della causa del decesso: si parla di un malore, senza indicazioni sulla sua natura.

Martedì l’ultimo saluto in via Sampolo

L’appuntamento per le esequie, come accennato in precedenza, è stato ribadito anche da Alessandro Cilano nei commenti alla pagina dei Warriors: martedì alle 12, nella chiesa in via Sampolo, all’angolo con via Autonomia Siciliana.

Sarà il momento del saluto per familiari, amici e compagni di tifo. Intanto, sotto la fotografia scelta dai Warriors, continuano a trovare posto le parole di chi lo aveva conosciuto. Antonino Santamarina gli dedica una promessa semplice: «Non sarai mai dimenticato, Attilino».