Due ambulanze in mezzo alla strada e le pattuglie dei carabinieri, in una delle arterie più trafficate dell’area urbana. È l’immagine che via Nazionale ha restituito lunedì a Corigliano, dopo l’incidente costato la vita a un ragazzo di venticinque anni.
La vittima è Francesco Arturi.
Quello che si sa, e non è molto
Per una volta vale la pena dirlo apertamente: su questo incidente le informazioni disponibili sono poche.
I sanitari del 118 sono intervenuti con due mezzi e hanno tentato di rianimare il giovane, senza riuscirci. Sul posto sono arrivati anche i militari dell’Arma, che hanno avviato i rilievi.
Ma il punto centrale resta aperto. Non è stato chiarito quali mezzi siano stati coinvolti nello scontro, e nemmeno la sequenza dell’impatto. Se sia stata una collisione tra due veicoli, se ce ne fossero altri, come si siano incrociate le traiettorie: sono tutti aspetti che gli accertamenti devono ancora definire.
In una fase come questa non esistono elementi per attribuire responsabilità a chicchessia, e qualsiasi ricostruzione circolante è una supposizione.
Una strada che torna spesso nelle cronache
Via Nazionale attraversa il cuore di Corigliano Scalo ed è la direttrice su cui si concentra buona parte del traffico quotidiano dell’area urbana: negozi, scuole, uffici, il flusso costante verso la statale.
È anche una strada che nelle cronache locali compare con una frequenza che nessuno considera più notevole. Tamponamenti, scontri all’altezza degli incroci, sinistri nel tratto vicino ai plessi scolastici: l’elenco degli ultimi anni è lungo, e stavolta è finito con un morto.
I carabinieri proseguiranno gli accertamenti nelle prossime ore. Per la data dei funerali bisognerà attendere le determinazioni dell’autorità giudiziaria.

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