L’annuncio firmato da Paola, Francesco e Andrea: «Una brutta malattia lo ha portato via da noi». Dagli acquisti per le corse alla guida di Brembo Racing, una carriera nell’industria e i ricordi di chi aveva lavorato con lui.
La notizia della morte di Fulvio Ferretti arriva con un messaggio pubblicato sul suo profilo social. A scriverlo sono Paola, Francesco e Andrea: «Questo post purtroppo non è scritto da Fulvio», spiegano prima di comunicare la scomparsa. Il manager, protagonista di un lungo percorso tra Ferrari, Brembo e Bugatti Rimac, aveva incrociato anche Reggio Emilia attraverso il progetto automobilistico Silk-Faw.
«Una brutta malattia lo ha portato via da noi», si legge nell’annuncio. Non vengono precisate la natura della patologia né la durata. Accanto alle parole di dolore, un’indicazione lasciata dallo stesso Ferretti: la richiesta di pubblicare una particolare fotografia. Una scelta che le persone a lui vicine hanno rispettato nell’ultimo saluto.
L’annuncio e quella fotografia scelta da Fulvio
«Ha dato chiare indicazioni su cosa fare… Una di queste era pubblicare questa foto!». È il passaggio che rende il messaggio particolarmente personale. Alla comunicazione della morte segue il racconto di una volontà precisa, affidata a chi avrebbe dovuto dare la notizia.
Il post prosegue con poche parole: «Loro due… Finalmente insieme…». Il testo non chiarisce l’identità dell’altra persona ritratta. Rimane il significato attribuito a quell’immagine da chi l’ha condivisa, insieme all’augurio che Fulvio possa avere trovato sollievo dal dolore.
Sotto l’annuncio si raccolgono i messaggi di amici, conoscenti e persone incontrate durante il lavoro. Alcuni ricordano gli anni di scuola, altri le riunioni a Maranello, altri ancora gli insegnamenti ricevuti. Ne emerge un ritratto che affianca alla carriera industriale rapporti mantenuti nella memoria anche dopo la fine di un’esperienza professionale.
Da Electrolux alla Gestione Sportiva Ferrari
La formazione di Ferretti passa dal Politecnico di Torino, dove studia ingegneria. Il suo percorso professionale comincia in Electrolux, nell’ambito delle forniture, degli acquisti e della gestione della filiera industriale. Sono responsabilità che richiedono conoscenza dei processi produttivi e un confronto continuo con i fornitori.
Nel 1996 arriva il passaggio a Piaggio, con un incarico negli acquisti della divisione veicoli. Tre anni più tardi entra in Ferrari, nella Gestione Sportiva, come Purchasing Manager della Racing Division.
Il periodo tra il 1999 e il 2005 lo porta a lavorare nell’organizzazione delle competizioni. L’approvvigionamento di materiali e componenti si inserisce in un’attività nella quale tempi, qualità e affidabilità hanno un peso determinante.
Nel 2005 Ferretti passa alla responsabilità della business unit After Market. Il lavoro si sposta verso le attività successive alla vendita, ampliando il suo campo d’azione oltre l’esperienza maturata nelle corse. La permanenza in Ferrari lascia anche legami personali che riaffiorano nei saluti pubblicati dopo la scomparsa.
Gli ex colleghi: «Gentilezza e competenza negli anni di Ferrari»
Tra le testimonianze compare quella di Stefano Sbettega, che ricorda il tratto di strada condiviso: «È stato bello poter fare un pezzo di percorso insieme a Maranello».
Stefano Serapini richiama invece un aspetto concreto del lavoro quotidiano: «Tante riunioni in Ferrari dove volevamo migliorare i processi, avevamo visioni simili sui cambiamenti da apportare». È il ricordo di un confronto professionale fatto di proposte e obiettivi comuni.
Anche Chiara Zagnoli lega il suo saluto a quell’esperienza: «Sei stato un esempio di gentilezza e competenza negli anni di Ferrari».
Sono testimonianze individuali, diverse per tono e contenuto, che restituiscono alcuni tratti ricorrenti: la preparazione, il modo di rapportarsi agli altri e la disponibilità a condividere ciò che aveva imparato. Un altro commento, firmato Manfredini Gian Paolo, lo esprime direttamente: «Da lui ho imparato tanto e non posso dimenticarlo».
La direzione di Brembo Racing e gli incarichi commerciali
Nel 2008 Ferretti assume la guida di Brembo Racing. L’esperienza lo mantiene nel settore delle competizioni, questa volta dalla parte di un’azienda specializzata nei sistemi frenanti.
Il suo incarico trova riscontro anche nella documentazione aziendale dell’epoca. Nel gennaio 2010, in occasione della presentazione del disco carboceramico da competizione CCM-R, Brembo lo indica come direttore della divisione Racing e segnala una sua videointervista dedicata alle caratteristiche del prodotto.
Dopo Brembo, il percorso prosegue in Bitron, con responsabilità nelle vendite e nel marketing, e successivamente in Metra. Agli incarichi negli acquisti e nelle attività industriali si aggiungono così funzioni commerciali, con attenzione allo sviluppo del business e ai rapporti con i clienti.
La successione delle esperienze racconta un professionista che aveva lavorato in ambiti differenti dell’impresa automobilistica e manifatturiera, dalle forniture alla gestione di una divisione, fino alle vendite.
Il legame con Reggio Emilia attraverso Silk-Faw
Il collegamento professionale con Reggio Emilia passa dal progetto Silk-Faw, dedicato allo sviluppo di automobili ad alte prestazioni e legato al previsto insediamento di Gavassa.
Ferretti entra in questa fase del proprio percorso portando l’esperienza accumulata negli acquisti e nel motorsport. Nel maggio 2022 risulta tra i manager del progetto con il ruolo di Director of Procurement.
La gestione delle forniture rappresenta il filo che collega questo incarico alle prime esperienze industriali e al lavoro svolto in Ferrari. Il progetto reggiano costituisce quindi un passaggio della sua carriera, prima dell’esperienza nel gruppo Bugatti Rimac.
L’orgoglio per il lavoro sulla Bugatti Bolide
Nel profilo professionale di Ferretti compare l’incarico di Senior Advisor to CPO in Bugatti Rimac. Fra i progetti ai quali era legato figura la Bugatti Bolide, vettura destinata alla pista.
Condividendo un aggiornamento sul completamento dell’ultima Bolide, Ferretti aveva espresso pubblicamente l’orgoglio di avere fatto parte della squadra coinvolta in quella pagina della storia del marchio.
Il riferimento al gruppo di lavoro trova una corrispondenza nei messaggi arrivati dopo la sua morte. Chi lo aveva conosciuto professionalmente torna soprattutto sulle relazioni: il confronto durante le riunioni, i suggerimenti, l’esempio ricevuto. Accanto ai nomi delle aziende rimangono episodi riconoscibili per chi li ha vissuti con lui.
Causa della morte e funerali: le informazioni disponibili
Il messaggio firmato da Paola, Francesco e Andrea attribuisce la scomparsa a una malattia, senza fornire ulteriori dettagli clinici. Non indica il giorno esatto del decesso.
L’ultimo saluto resta affidato alle parole di chi gli era vicino e alla fotografia che aveva chiesto di pubblicare. Per chi aveva lavorato con lui, il ricordo assume anche la forma di un’assenza molto concreta, riassunta da un ex collega: «Mi mancheranno i tuoi suggerimenti».

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






