Festa dei nonni 2026, quando è: la data, perché si celebra, se è festivo e cosa dice la legge

Serena Comito

Festa dei nonni 2026, quando è: la data, perché si celebra, se è festivo e cosa dice la legge

Segnatevelo: venerdì 2 ottobre. In Italia la data non cambia mai, anche se ogni anno qualcuno la confonde con quella americana o con la giornata istituita dal Vaticano, che sono altre due cose.

E no, non si resta a casa: è una ricorrenza nazionale, non un giorno di festa.

Il 2 ottobre e quella sostituzione all’ultimo momento

La Festa dei nonni è entrata nel calendario italiano con la legge 31 luglio 2005, numero 159, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 12 agosto dello stesso anno. Vent’anni tondi, quindi: è una delle ricorrenze civili più giovani che abbiamo.

La data scelta non è casuale. Il 2 ottobre il calendario cattolico celebra gli Angeli custodi, e l’accostamento è esattamente quello che il legislatore aveva in mente: figure che proteggono senza farsi notare, che ci sono quando servono e che raramente chiedono qualcosa in cambio.

Curiosamente, però, nel disegno di legge originario la data era un’altra: il 26 luglio, giorno dei santi Gioacchino e Anna, i genitori di Maria e quindi i nonni materni di Gesù, patroni tradizionali della categoria. A far cambiare idea contribuì un piccolo comune emiliano, Noceto, in provincia di Parma, che già nel novembre 2004 approvò un atto con cui proponeva lo spostamento al 2 ottobre e lo inviò alle sedi istituzionali. La proposta passò.

È un giorno festivo? No, e la legge lo dice esplicitamente

Qui va fatta chiarezza, perché è la domanda più cercata insieme alla data.

Il 2 ottobre non è un giorno festivo. La stessa legge 159 precisa che la ricorrenza non produce gli effetti civili previsti per le festività nazionali. Tradotto: scuole aperte, uffici aperti, negozi aperti, giornata lavorativa a tutti gli effetti.

Riconoscimento ufficiale e giorno rosso sul calendario sono due cose diverse, e la Festa dei nonni appartiene alla prima categoria.

Cosa prevede la legge, oltre alla data

Il testo è breve ma non si limita a fissare un giorno.

Istituisce il Premio nazionale del nonno e della nonna d’Italia, che il Presidente della Repubblica assegna ogni anno a dieci nonni, individuati attraverso una graduatoria compilata da una commissione dei ministeri competenti.

Affida poi a regioni, province e comuni il compito di promuovere iniziative di valorizzazione del ruolo dei nonni. Ed è il motivo per cui ogni 2 ottobre spuntano feste nei centri anziani, incontri nelle biblioteche comunali e iniziative negli oratori.

Un’attenzione specifica riguarda le scuole, invitate a organizzare attività dedicate. Nelle materne e nelle primarie è ormai un appuntamento fisso: il disegno, il biglietto, la poesia imparata a memoria, il nonno che arriva in aula e non sa bene dove mettersi.

Il nontiscordardimé, il fiore che se le canta da solo

Il fiore ufficiale della ricorrenza è il nontiscordardimé, quel fiorellino azzurro a cinque petali che cresce lungo i corsi d’acqua.

La scelta non ha bisogno di grandi spiegazioni: il nome fa tutto da sé. È un fiore piccolo e poco appariscente, ma resiste, e tornare a vederlo ogni anno nello stesso posto è più o meno il senso della giornata.

L’origine americana: una nonna di quaranta nipoti

Prima dell’Italia c’erano gli Stati Uniti, e c’era una donna del West Virginia che si chiamava Marian McQuade.

Madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti, lavorava con gli anziani dal 1956 e nel 1970 avviò una campagna per ottenere una giornata nazionale dedicata ai nonni. Ci mise otto anni: nel 1978 il presidente Jimmy Carter proclamò il National Grandparents Day, fissandolo alla prima domenica successiva al Labor Day.

Ecco perché negli Stati Uniti la data cambia ogni anno, mentre da noi è fissa.

Attenzione a non confonderla con la Giornata mondiale

Esiste una terza ricorrenza, e genera parecchia confusione.

È la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da papa Francesco nel 2021, che cade la quarta domenica di luglio e si collega proprio alla memoria dei santi Gioacchino e Anna.

È una celebrazione ecclesiale, valida per tutta la Chiesa, e non ha nulla a che vedere con la festa civile italiana del 2 ottobre. Due date, due nature diverse.

Cosa fare, senza spendere una fortuna

Sulla parte pratica si può stare leggeri.

I fiori funzionano sempre, e il nontiscordardimé è la scelta tematicamente corretta. Una pianta piccola dura più di un mazzo. Le foto stampate — quelle vere, di carta — sono il regalo che nelle case dei nonni finisce sempre in cornice.

Sui biglietti, un consiglio: evitate le frasi copiate dal primo sito che capita. Una riga scritta male ma vostra, con dentro un ricordo preciso, vale più di qualunque citazione d’autore. Il pranzo della domenica, la macchina venuta a prendervi a scuola, quella cosa che solo lui o lei sapeva fare.

E se i nonni non ci sono più, il 2 ottobre resta comunque una buona giornata per raccontare ai figli chi erano.

Le domande che si fanno tutti

Quando è la Festa dei nonni 2026?
Venerdì 2 ottobre 2026. In Italia la data è fissa e non cambia da un anno all’altro.

Perché la Festa dei nonni si celebra il 2 ottobre?
Perché coincide con il ricordo liturgico degli Angeli custodi. Il disegno di legge iniziale prevedeva il 26 luglio, poi la data fu spostata.

Il 2 ottobre è festivo o si lavora?
Si lavora. La legge 159/2005 stabilisce che la ricorrenza non produce gli effetti civili delle festività nazionali: scuole e uffici restano aperti.

Qual è il fiore della Festa dei nonni?
Il nontiscordardimé, scelto come simbolo ufficiale dalla legge istitutiva.

Che differenza c’è con la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani?
Quest’ultima è una ricorrenza della Chiesa cattolica istituita nel 2021, che cade la quarta domenica di luglio. La Festa dei nonni del 2 ottobre è invece una ricorrenza civile italiana.