Don Domenico Zannier è morto, Valvasone e il ricordo da Montereale: «Una grave e repentina malattia»

Daniela Devecchi

Don Domenico Zannier è morto, Valvasone e il ricordo da Montereale: «Una grave e repentina malattia»

Da oltre trentacinque anni guidava la parrocchia di Valvasone. Una testimonianza ne ricorda la presenza anche nell’infanzia dei ragazzi di Montereale Valcellina: «Mi ha donato attenzione, supporto e affetto».

Per chi era cresciuto accanto a lui, don Domenico Zannier era rimasto il sacerdote delle messe da chierichetto, delle processioni e del catechismo. La notizia della sua morte, diffusa nella mattinata di lunedì 28 settembre 2026, ha raggiunto Valvasone, dove guidava la parrocchia del Santissimo Corpo di Cristo dal 1990, e riaperto ricordi legati anche a Montereale Valcellina.

In una testimonianza di cordoglio, una persona che racconta di averlo conosciuto durante l’infanzia riferisce di aver appreso da amici di Valvasone che il sacerdote è morto a causa di una «grave e repentina malattia». Si tratta di un’informazione riportata nel ricordo personale, non accompagnata, nel materiale disponibile, da una conferma ufficiale sulle circostanze del decesso.

Il messaggio restituisce soprattutto il rapporto tra don Domenico e uno dei ragazzi che avevano frequentato la chiesa con lui. Un legame descritto attraverso gesti di attenzione, insegnamenti e affetto, rimasto vivo anche quando la pratica religiosa aveva smesso di occupare lo stesso posto nella vita adulta.

Il ricordo da Montereale Valcellina: «È stato un faro di riferimento»

La testimonianza aggiunge un tassello alla storia del sacerdote, finora documentata soprattutto attraverso il lungo incarico a Valvasone. L’autore ricorda don Domenico a Montereale Valcellina, accanto a Silvano Scarpat, indicato nel messaggio come diacono dell’epoca.

«Per la mia infanzia e di tutti i cittadini di Montereale Valcellina don Domenico è stato un faro di riferimento», scrive. È il linguaggio partecipe di un ricordo personale: non una ricostruzione degli incarichi ecclesiastici, ma la memoria di una presenza importante negli anni della crescita.

Seguono le immagini di quella frequentazione: messe, funerali, processioni, catechismo. L’autore racconta di aver fatto il chierichetto con lui innumerevoli volte e di aver ricevuto insegnamenti utili ad affrontare la vita.

Il passaggio più netto riguarda ciò che era rimasto di quel rapporto al di là della fede. Pur dichiarando di non essere un cattolico praticante, l’autore riconosce al sacerdote un ruolo nella propria formazione umana:

«Don Domenico mi ha donato attenzione, supporto e affetto».

Il saluto finale torna a un particolare semplice, il sorriso: «Ciao don, non scorderò mai il tuo splendido sorriso». La testimonianza consente di raccontare questo legame con Montereale, ma non permette da sola di stabilire le date e la natura esatta del servizio svolto dal sacerdote nella località.

Parroco a Valvasone dal 1990

Il riferimento cronologico certo è il 1990, anno dal quale la documentazione parrocchiale indica don Domenico Zannier alla guida della comunità del Santissimo Corpo di Cristo di Valvasone.

Oltre trentacinque anni nello stesso paese costituiscono il tratto più lungo del suo percorso finora ricostruibile. Il suo nome compare nelle attività della parrocchia, negli appuntamenti religiosi e nelle iniziative legate al Duomo.

Nel 2012 era arrivata un’ulteriore responsabilità. Con decreto del 3 agosto, efficace dal 15 settembre successivo, monsignor Zannier era stato nominato amministratore parrocchiale di San Martino al Tagliamento, mantenendo l’ufficio di parroco di Valvasone.

La nomina documenta dunque un ministero esteso anche alla comunità vicina. Per gli anni precedenti all’arrivo a Valvasone, il ricordo da Montereale rappresenta una testimonianza da affiancare alla ricostruzione biografica, senza attribuire incarichi o periodi non ancora accertati.

La festa della Sacra Tovaglia nel marzo 2026

Tra gli interventi più recenti firmati da don Domenico figura la presentazione della festa della Sacra Tovaglia del 25 marzo 2026.

Il sacerdote annunciava la celebrazione presieduta dal vescovo Giuseppe Pellegrini, con i sacerdoti della forania di Spilimbergo, e invitava le comunità di Gruaro e dell’unità pastorale Valvasone–San Giorgio. Un’attenzione particolare era rivolta ai bambini che si preparavano alla prima comunione e ai loro genitori.

La ricorrenza richiama il miracolo eucaristico che la tradizione colloca a Gruaro nel 1294. La reliquia, successivamente giunta a Valvasone, è custodita nel Duomo del Santissimo Corpo di Cristo.

Nel testo trovava spazio anche la mostra “Lettere dal cielo” sui bambini di Gaza, allestita nella vicina chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Don Domenico ricordava inoltre la disponibilità del centro parrocchiale e del chiostro per i gruppi in visita, accostando alla presentazione religiosa le informazioni pratiche sull’accoglienza.

Le parole per il portale del Duomo

Il rapporto con il patrimonio artistico del paese emerge nel contributo scritto per il catalogo delle formelle bronzee di Edo Janich, realizzate per il portale del Duomo.

Don Domenico vi ripercorreva la lunga gestazione dell’opera: una comunicazione della Commissione diocesana per l’arte sacra risaliva al 5 agosto 1980, mentre le prime quattro formelle erano del 1982.

Per raccontare il tempo necessario a concludere il progetto, ricorreva anche all’ironia, accostando il cantiere locale a quello della Sagrada Familia di Barcellona. Ringraziava poi istituzioni, sostenitori e collaboratori che avevano contribuito al completamento.

Il suo augurio finale era rivolto a quanti avrebbero ammirato il portale negli anni successivi:

«A tutti l’augurio di gustare l’opera che oggi consegniamo alla storia».

Il nome del sacerdote compare anche tra i consiglieri dell’Associazione per i Concerti di Musica Antica di Valvasone, ulteriore testimonianza del suo legame con le attività culturali nate attorno al patrimonio della comunità.

L’ultima celebrazione documentata e le notizie sui funerali

Tra le presenze recenti ricostruite figura quella del 13 dicembre 2025, quando il Duomo ospitò l’incontro natalizio della sezione Friuli Venezia Giulia dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Don Domenico partecipò come parroco ospitante e concelebrante alla liturgia presieduta dall’arcivescovo emerito di Udine Andrea Bruno Mazzocato.

Al momento della verifica del 28 settembre non sono disponibili indicazioni confermate sulla data e sull’orario dei funerali. Anche il riferimento alla malattia resta attribuito alla testimonianza di cordoglio, senza ulteriori dettagli sanitari accertati.

Accanto alla storia degli incarichi, il messaggio arrivato da Montereale conserva un’altra misura del suo servizio: il ricordo di un ragazzo diventato adulto, che oggi riconosce nell’attenzione ricevuta da don Domenico una parte della propria crescita.