Alessandro Di Battista morto? L’annuncio sui social e la verità dopo il ricovero a Roma

Daniela Devecchi

Alessandro Di Battista morto? L'annuncio sui social e la verità dopo il ricovero a Roma

Alessandro Di Battista non è morto. La notizia comparsa sui social nella serata del 26 settembre era falsa ed è stata successivamente rettificata, con le scuse all’ex parlamentare e alla sua famiglia. L’annuncio è arrivato mentre Di Battista stava affrontando la convalescenza dopo il malore accusato a Cuba, l’intervento chirurgico e il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma.

Ad oggi, non emergono conferme attendibili di un decesso. Le informazioni documentate raccontano invece il ritorno a casa del 18 settembre e un successivo videomessaggio nel quale l’ex deputato del Movimento 5 Stelle aveva descritto un miglioramento delle proprie condizioni.

La falsa notizia pubblicata sui social

Una card con l’annuncio della morte è comparsa online il 26 settembre. Una comunicazione sbagliata, arrivata dopo settimane durante le quali la salute di Di Battista era stata al centro dell’attenzione per la gravità del malore e per le difficoltà del rientro in Italia.

Alla pubblicazione è seguita una rettifica. L’accaduto è stato attribuito a un errore tecnico, accompagnato dalle scuse rivolte a Di Battista, ai familiari e ai lettori.

Non era una comunicazione della famiglia e non corrispondeva a un aggiornamento sanitario. Questo è il punto dal quale partire per ricostruire l’episodio: la vicenda ospedaliera è reale, mentre l’annuncio del decesso è stato smentito.

La successione delle date permette anche di distinguere le notizie relative alla fase più difficile del ricovero da quelle successive. Le condizioni iniziali avevano suscitato forte preoccupazione, ma nel frattempo erano intervenuti il trasferimento a Roma, le dimissioni e le dichiarazioni dello stesso Di Battista sul recupero.

Il malore a Cuba e il primo ricovero

L’emergenza sanitaria risale al 28 agosto 2026. Di Battista si trovava a Cuba per lavorare ad alcuni reportage quando ha accusato un forte mal di testa seguito da un malore.

È stato inizialmente ricoverato a Santa Clara e poi trasferito all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana. Le sue condizioni erano state descritte come gravi e la situazione aveva richiesto assistenza sul posto.

Nei giorni successivi era stato predisposto il rientro in Italia, ma un peggioramento del quadro clinico aveva modificato il programma. I medici cubani avevano deciso di sottoporlo a un intervento chirurgico, rinviando il trasferimento.

L’ex parlamentare era quindi rimasto ricoverato all’Avana anche dopo l’operazione, in attesa che fosse possibile affrontare il viaggio. Le notizie sulla terapia intensiva appartengono a questa fase: riproporle senza la loro collocazione temporale rischia di confonderle con la situazione successiva al ritorno a casa.

Il trasferimento a Roma e le cure al Gemelli

Il 12 settembre Di Battista è tornato in Italia a bordo di un’aeroambulanza. Una volta atterrato all’aeroporto di Ciampino, è stato trasferito al Policlinico Gemelli di Roma per proseguire il percorso sanitario.

Il ricovero nella capitale ha rappresentato un passaggio ulteriore dopo l’assistenza ricevuta a Cuba. Il rientro non coincideva ancora con la conclusione delle cure: prima delle dimissioni sono trascorsi altri giorni in ospedale.

Il 18 settembre è arrivato l’annuncio del ritorno a casa, affidato direttamente ai social. Di Battista ha pubblicato una fotografia insieme a Luca Di Giuseppe, presidente dell’associazione Schierarsi, che gli era stato vicino anche durante la permanenza sull’isola.

Nel messaggio ha ringraziato il personale del Gemelli e tutte le persone che gli avevano manifestato affetto. Ha inoltre accennato al percorso ancora da affrontare, spiegando che ne avrebbe parlato nelle settimane successive.

Il videomessaggio: «Ogni giorno mi sento meglio»

Un nuovo aggiornamento è arrivato il 22 settembre, quando Di Battista si è mostrato in un videomessaggio e ha parlato dei progressi della convalescenza.

«Mi sento più in forze. Ogni giorno mi sento meglio», ha detto. Ha anche espresso il desiderio di tornare a raccontare quanto gli era accaduto e il lavoro svolto a Cuba, riconoscendo ai medici cubani un ruolo decisivo nel superamento dell’emergenza.

Si tratta dell’ultimo aggiornamento diretto individuato nelle fonti verificate per questa ricostruzione. La data è rilevante: quelle parole sono state diffuse quattro giorni prima del falso annuncio e non costituiscono una dichiarazione rilasciata il 28 settembre.

Il ritorno a casa e il miglioramento riferito dall’ex deputato non equivalgono a una certificazione di completa guarigione. Descrivono un recupero in corso, sul quale Di Battista aveva condiviso alcuni elementi senza rendere pubblico ogni dettaglio clinico.