Morto a 90 anni Pietro Battara, storico portiere della Sampdoria. Proprio lui, che venne poi conosciuto dai tifosi blucerchiati con il soprannome di “Batman”.
Chi era Pietro Battara
Da bambino si trasferì con la famiglia in provincia di Modena, per poi tornare a casa al termine della Seconda guerra mondiale. Iniziò a giocare nei campetti degli oratori torinesi, prima dell’approdo nel calcio professionistico con il Vicenza. Quella squadra che farà una scelta che cambierà per sempre la sua vita: lo cederà alla Sampdoria.
Le 243 presenze in blucerchiato
A Genova la titolarità arrivò dopo alcune stagioni. Con l’arrivo in panchina di Fulvio Bernardini, Battara divenne una presenza stabile tra i pali.
Dotato di struttura fisica, riflessi e coraggio nelle uscite, si impose come punto di riferimento. La stagione più significativa fu quella del ’66, con la promozione in Serie A, seguita dalle salvezze nella massima serie, con prestazioni ricordate in particolare nelle sfide contro il Napoli al San Paolo.
Dal Bologna al ritiro
Nel 1972 lasciò la Sampdoria per il Bologna. Nel 1974 chiuse la carriera da calciatore.
Il maestro dei portieri
Dopo il ritiro intraprese la strada della preparazione specifica dei portieri, tra i primi in Italia a dedicarsi a questo ruolo in modo strutturato. Frequentò Coverciano e tornò alla Sampdoria nello staff tecnico guidato da Vujadin Boškov, suo ex compagno di squadra.
In quella veste contribuì alla crescita di diversi portieri, tra cui Gianluca Pagliuca, che lo ha ricordato con riconoscenza sottolineandone il ruolo di maestro nel proprio percorso.
Il soprannome Batman
Il soprannome “Batman” è rimasto legato alla sua figura, associato alla maglia nera con colletto e polsini blu, entrata nella memoria collettiva dei tifosi blucerchiati per le parate e le uscite coraggiose.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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