Il docente insegnava matematica e fisica allo Iess dal 2021. È morto il 24 settembre all’ospedale di Baggiovara. Lunedì i funerali a Sant’Anselmo, poi la sepoltura a Marmirolo.
Sono tornati a scuola anche dopo averla lasciata da tempo. Alcuni sono arrivati da altre città. Venerdì 25 settembre, oltre duecento studenti ed ex alunni hanno partecipato al saluto a Roberto Gialdini, il professore di matematica e fisica dello Iess morto a 36 anni. L’istituto aveva sospeso le lezioni e lasciato le porte aperte. Nessun obbligo di presenza, una giornata dedicata al ricordo insieme a colleghi, familiari e genitori.
Gialdini è morto giovedì sera, 24 settembre, all’ospedale di Baggiovara. Proprio lì era stato ricoverato in seguito a un malore. Secondo la ricostruzione riferita dal dirigente scolastico Ugo Barilli, a provocare l’emorragia cerebrale è stata una malformazione congenita di cui il docente non era a conoscenza.
Il ricovero prima dell’inizio delle lezioni
Il malore lo aveva colpito nei giorni che precedevano la ripresa della scuola. Da allora era rimasto ricoverato a Baggiovara, nel Modenese, assistito nel reparto di Terapia intensiva e Neurorianimazione.
Per lo Iess si apriva un anno di cambiamenti. Il 15 settembre era stata inaugurata la nuova sede alle Officine Reggiane e Gialdini attendeva di iniziare a lavorarci. Aveva fatto in tempo a visitarla. In quelle aule, però, non ha potuto tenere lezione.
La famiglia, nell’annuncio della morte, ha ringraziato il personale sanitario per la professionalità e la sensibilità dimostrate durante il ricovero. Ha rivolto inoltre un ringraziamento ai dottori Francesco Clemente e Marco Ruozzi per la vicinanza ricevuta.
Lo Iess si ferma, gli ex studenti tornano
La notizia della scomparsa ha raggiunto una comunità che conosceva Gialdini da cinque anni. Era arrivato nell’istituto nel 2021 e aveva insegnato a ragazzi che nel frattempo avevano concluso il liceo, oltre a quelli appena tornati sui banchi.
Alla commemorazione di venerdì la partecipazione degli alunni è stata quasi completa, come ha raccontato il preside. Con loro c’erano famiglie e insegnanti. È intervenuto anche il fratello Mauro: un momento che Barilli ha ricordato per la commozione suscitata tra i presenti.
Il dirigente ha descritto un docente attento a sviluppare le capacità degli studenti, senza concentrare tutto sul voto. L’amico e collega Francesco Lenzini ne ha ricordato la generosità e la preparazione professionale, parlando anche del rapporto personale che li univa al di fuori del lavoro.
La sospensione delle lezioni ha permesso di raccogliere questi ricordi nello stesso luogo in cui erano nati: la scuola, con chi aveva condiviso con lui ore di insegnamento, riunioni e anni di studio.
La formazione a Unimore e il lavoro nell’editoria scolastica
Roberto Gialdini era nato il 9 dicembre 1989. Dopo la maturità scientifica aveva studiato all’Università di Modena e Reggio Emilia. Lì aveva conseguito la laurea triennale e quella specialistica in Matematica.
Il profilo pubblicato dall’istituto colloca nel 2019 l’inizio dell’insegnamento di matematica e fisica. Nella stessa scheda è indicata una collaborazione con Zanichelli Editore, nell’area dedicata alle due discipline. L’ingresso allo Iess sarebbe avvenuto due anni dopo.
La documentazione universitaria aggiunge un particolare al suo percorso: già per la tesi magistrale aveva scelto un argomento legato all’insegnamento nelle scuole superiori. Non soltanto lo studio della materia, dunque, ma anche il modo di proporla agli studenti.
Una tesi sul concetto di area per i liceali
Il lavoro conservato nell’archivio di Unimore si intitola “Spunti per il concetto di area per gli studenti dei licei”. La scheda riporta Carlo Benassi come primo relatore e il 10 dicembre 2019 come data dell’appello.
Nel riassunto vengono illustrate proposte che prendono avvio da nozioni familiari, fra cui l’area del rettangolo, per affrontarle a un livello più avanzato. Il percorso comprende le decomposizioni geometriche e i rapporti fra l’area dei poligoni e altri temi matematici.
L’obiettivo dichiarato era trovare argomenti capaci di incuriosire i ragazzi dei licei. È un interesse documentato negli anni della formazione, prima dell’esperienza nella scuola reggiana, dove avrebbe poi insegnato entrambe le materie indicate nel suo profilo: matematica e fisica.
Le testimonianze: «Una guida»
Sulla pagina dell’annuncio funebre sono comparsi messaggi di studenti e famiglie. Un ragazzo lo saluta definendolo «una guida». Altri ricordano il sorriso e la gentilezza, oppure la capacità di accompagnare chi si trovava in difficoltà.
Una studentessa racconta di essere arrivata allo Iess dopo un periodo scolastico difficile, convinta di non avere le capacità necessarie per frequentare il liceo scientifico. Nel messaggio attribuisce al professore un ruolo decisivo nel recuperare fiducia e nel riuscire a vivere la scuola con maggiore serenità.
Sono ricordi diversi dalle sole valutazioni sulla competenza di un insegnante. Riguardano il modo in cui i ragazzi si sentivano in classe, la possibilità di affrontare un errore e di proseguire gli studi senza considerarsi inadatti. Le famiglie intervenute nei messaggi richiamano anche l’attenzione che Gialdini riservava alla persona, oltre al rendimento scolastico.
Il funerale a Sant’Anselmo e gli orari per il saluto
Roberto Gialdini lascia la mamma Vanna, il papà Miller, il fratello Mauro e la cognata Federica.
I funerali si svolgeranno lunedì 28 settembre. La partenza è fissata alle 10 dalla Casa Funeraria Reverberi, in via Terezin 21, per raggiungere la chiesa parrocchiale di Sant’Anselmo. Dopo la funzione religiosa si proseguirà per il cimitero di Marmirolo.
La casa funeraria è aperta sabato 26 settembre dalle 10 alle 18.30. Domenica sarà possibile accedervi dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18; lunedì l’apertura è prevista alle 8.30, fino alla partenza.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






