Giuseppe Privitera morto a 69 anni, Pozzallo perde una voce della città: giornalista, scrittore ed ex assessore

Daniela Devecchi

Giuseppe Privitera morto a 69 anni, Pozzallo perde una voce della città: giornalista, scrittore ed ex assessore

Conosciuto come Peppe, è scomparso stanotte. Aveva lavorato nell’informazione e nel settore turistico. Non solo. Aveva affiancato all’impegno pubblico la ricerca sulla storia locale. Lascia la moglie e due figlie.La notizia è arrivata a Pozzallo nelle prime ore del mattino: Giuseppe Privitera è morto a 69 anni, nella notte tra venerdì 25 e sabato 26 settembre 2026. Per tutti era Peppe. Giornalista, scrittore, già assessore comunale, aveva attraversato la vita cittadina occupandosi di informazione, turismo e cultura.

La scomparsa è stata improvvisa. Secondo le prime informazioni, sarebbe stato colpito da un infarto fulminante; una ricostruzione sulla quale, al momento, non risultano conferme ufficiali pubbliche. Privitera lascia la moglie e due figlie. Il sindaco Roberto Ammatuna ne ha annunciato la morte, ricordando il contributo dato alla comunità e rivolgendo le condoglianze ai familiari.

Il cordoglio di Pozzallo e le parole di Ammatuna

«Con la sua dipartita Pozzallo perde anche un grande uomo di cultura». È il passaggio con cui Ammatuna ha ricordato l’ex componente della sua giunta nel messaggio diffuso attraverso la pagina del Comune.

Il rapporto fra il sindaco e Privitera precedeva l’esperienza assessorile. Peppe aveva curato la comunicazione durante una precedente sindacatura di Ammatuna ed era stato suo addetto stampa negli anni dei mandati all’Assemblea regionale siciliana. Una collaborazione sviluppata nel tempo, fra attività istituzionale e informazione.

La sua figura era quindi conosciuta in città per ragioni diverse: il lavoro giornalistico, gli incarichi amministrativi, l’interesse per il patrimonio culturale. Nel saluto del primo cittadino questi percorsi si ritrovano accanto al ricordo personale di chi aveva condiviso con lui una parte della propria esperienza politica.

L’ingresso in giunta nel 2018 e le deleghe al turismo e alla cultura

La nomina ad assessore risale al maggio 2018, quando Privitera subentrò a Giorgio Scarso, che aveva lasciato l’incarico. Ammatuna gli affidò le deleghe al Turismo, alla Cultura, allo Spettacolo, alle Attività produttive e alla Programmazione dei fondi europei.

Si trattava di competenze legate anche alla sua esperienza professionale. Al momento della nomina era funzionario direttivo del Servizio turistico regionale di Ragusa e giornalista pubblicista. Aveva inoltre lavorato all’Aapit, l’Azienda autonoma provinciale per l’incremento turistico.

L’esperienza nella giunta comunale viene ricordata nel periodo 2018–2021. Il suo nome compare negli atti amministrativi di quegli anni, fra i componenti dell’esecutivo cittadino. Le deleghe ricevute comprendevano sia la promozione del territorio sia la programmazione di interventi e iniziative: ambiti nei quali il lavoro negli uffici turistici incontrava l’attività politica.

Al momento del suo ingresso, il sindaco aveva indicato proprio nel turismo e nello sviluppo locale i settori sui quali il nuovo assessore sarebbe stato chiamato a lavorare.

Una carriera fra carta stampata e televisione

Il giornalismo aveva accompagnato a lungo la vita professionale di Privitera. Il suo percorso comprendeva collaborazioni con quotidiani e periodici, la direzione responsabile del quindicinale “La Città” e un’esperienza televisiva a Video Mediterraneo.

Aveva continuato a scrivere anche dopo l’attività in giunta, seguendo vicende amministrative, politica regionale e appuntamenti culturali. Nei suoi interventi trovavano spazio questioni concrete del territorio e ricostruzioni legate alla storia di Pozzallo.

Ancora il 25 settembre, il giorno precedente alla diffusione della notizia della morte, era stato pubblicato un suo contributo dedicato alle future elezioni regionali. Un dato che restituisce la continuità del suo lavoro fino agli ultimi giorni, senza consentire di stabilire se quello fosse stato, in assoluto, l’ultimo testo scritto.

L’attività nell’informazione si era sviluppata attraverso mezzi differenti e incarichi diversi, dalla cronaca alla comunicazione istituzionale. Accanto a questo percorso era maturato un interesse specifico per la ricerca storica, confluito anche nella pubblicazione di un libro.

“La penna anonima del fascismo”, il lavoro sulla memoria cittadina

“La penna anonima del fascismo. Pozzallo 1927-1943” è il titolo del volume firmato da Giuseppe Privitera, pubblicato da Martorina Editore. Un’opera di 160 pagine, presentata nelle note biografiche dell’autore come il suo esordio letterario.

La scelta del periodo e del territorio riportava l’attenzione su una parte della storia cittadina. Privitera coltivava interessi per l’archeologia e la storia antica; con questo lavoro aveva affrontato invece gli anni del fascismo a Pozzallo, portando la ricerca locale anche al centro di appuntamenti pubblici.

Nel maggio 2026 era stata annunciata una presentazione presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso, con un confronto fra l’autore e il giornalista Angelo Di Natale e un’introduzione di Nicola Colombo per l’Anppia. Il libro era stato inoltre al centro di un’intervista dedicata alla memoria storica della città.

Scrittura e attività culturale costituivano così un altro capitolo del suo percorso pubblico, accanto al lavoro nel turismo e all’esperienza amministrativa.

Funerali, in attesa delle indicazioni della famiglia

Nelle informazioni disponibili nella mattinata di sabato 26 settembre, non risultano ancora comunicati data, orario e luogo dei funerali. Mancano anche indicazioni verificate su un’eventuale camera ardente.

Il primo annuncio pubblico resta dunque quello della scomparsa, accompagnato dal cordoglio per la famiglia. Per Pozzallo il nome di Peppe Privitera rimane legato a incarichi, articoli e ricerche: tracce di un’attività che, fino agli ultimi giorni, aveva continuato a rivolgersi alla città e alla Sicilia.