Natacha Rey sembra essere venuta a mancare pochi giorni fa a causa di un tumore, la donna è diventata famosa anche nel nostro paese per una vicenda particolare che si è rivelato poi diventare uno dei casi più discussi degli ultimi anni in Francia. Ripercorriamolo insieme.
Chi era Natacha Rey e come è nata la controversia
Natacha Rey era una cittadina francese che si è presentata come giornalista indipendente, diventando nota in tutto il Globo quando, ben cinque anni fa, pubblicò una lunga intervista con Amandine Roy in cui venivano formulate affermazioni riguardanti la vita privata e l’identità di Brigitte Macron.
La diffusione di queste dichiarazioni, del tutto infondate, ha dato origine a una narrazione complottista che si è estesa oltre i confini francesi. La famiglia Macron ha contestato le accuse e ha intrapreso iniziative giudiziarie a tutela della propria reputazione.
Il processo per diffamazione: dalla condanna del 2024 all’assoluzione del 2025
Il procedimento avviato dalla Macron ha avuto un primo passaggio decisivo, quando il tribunale di Parigi ha condannato Rey e Roy per diffamazione. Poi, le imputate hanno presentato appello, ovviamente. A quel punto, la Corte d’appello di Parigi ha poi ribaltato la condanna, pronunciando l’assoluzione. La decisione ha avuto grande risonanza perché una parte del pubblico l’ha interpretata, erroneamente, come una conferma delle affermazioni diffuse.
Il ricorso in Cassazione: cosa succede dopo l’assoluzione
Dopo la sentenza del luglio dello scorso anno, la Macron ha annunciato ricorso in Cassazione. Nell’ordinamento francese, la Cassazione non è un terzo grado di merito: verifica principalmente la corretta applicazione delle norme giuridiche e il rispetto delle regole procedurali.
La presunta morte di Natacha Rey e le conseguenze sul procedimento
Secondo quanto diffuso da alcune testate francesi, Natacha Rey sarebbe morta il pochi giorni fa, a Saintes per un tumore, con funerali il 18 settembre.
Il secondo procedimento: le condanne per cybermolestie del gennaio 2026
La vicenda non si è limitata al processo Rey-Roy. Un secondo capitolo riguarda dieci persone accusate di aver diffuso o rilanciato online insulti e affermazioni false sull’identità di Brigitte Macron. Il 5 gennaio, il tribunale penale di Parigi ha pronunciato dieci condanne per cybermolestie.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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