Matteo Maino è morto a 45 anni ad Appiano Gentile, in provincia di Como, dopo un incidente avvenuto nella serata di mercoledì 23 settembre. La scoperta è arrivata soltanto diverse ore più tardi.
Una tragedia sulla quale restano ancora alcuni punti da chiarire. La Procura di Como sta infatti valutando gli accertamenti necessari per stabilire con precisione la dinamica dell’incidente e le cause della morte.
Matteo Maino morto ad Appiano Gentile: l’incidente nella serata di mercoledì
Secondo la ricostruzione finora emersa, Maino stava percorrendo via della Resistenza ad Appiano Gentile in sella a una moto da cross. L’incidente sarebbe avvenuto in prima serata, intorno alle 20. Il tutto, in un tratto che attraversa la zona dei boschi del Parco Pineta.
Il quarantacinquenne procedeva in direzione Tradate quando sarebbe avvenuto un contatto con una Range Rover Evoque che viaggiava nel senso opposto.
Gli accertamenti svolti dopo il ritrovamento hanno evidenziato un particolare importante. In effetti, la moto da cross non era immatricolata, era priva di targa e non aveva fari.
Proprio la mancanza di illuminazione potrebbe aver avuto un ruolo nella vicenda, ma saranno gli accertamenti investigativi a stabilire cosa sia realmente accaduto in quei pochi istanti.
Il possibile urto con la Range Rover
La ricostruzione dell’incidente non è ancora definitiva.
Secondo quanto emerso dai primi rilievi, il manubrio della moto avrebbe colpito lo specchietto della Range Rover. Lo specchietto è stato successivamente trovato sulla carreggiata, nei pressi del punto nel quale si ritiene possa essere avvenuto il contatto.
Dopo l’urto Maino avrebbe continuato per un breve tratto, perdendo poi il controllo della moto.
Il mezzo è finito fuori dalla carreggiata, nella vegetazione che costeggia la strada. Il quarantacinquenne sarebbe stato sbalzato dalla sella, terminando la caduta nella boscaglia.
È proprio la posizione nella quale sono finiti sia l’uomo sia la moto a spiegare uno degli aspetti più drammatici della vicenda: per ore nessuno si è accorto della sua presenza.
La testimonianza dell’automobilista: si sarebbe fermato dopo aver sentito il colpo
Un elemento importante è arrivato dal conducente della Range Rover.
L’uomo si è presentato agli agenti dopo aver visto quanto stava accadendo nella zona del ritrovamento e ha riferito la propria versione dei fatti.
Secondo il suo racconto, la sera precedente avrebbe sentito un colpo contro lo specchietto della propria automobile. Avrebbe quindi rallentato, fermato la vettura poco più avanti e sarebbe sceso per controllare.
Sulla strada, però, non avrebbe visto nessuno.
Non avendo trovato né il motociclista né la moto, avrebbe ritenuto che l’altro mezzo avesse proseguito la marcia. Ragion per cui, si sarebbe quindi allontanato.
Soltanto la mattina successiva, venuto a conoscenza del ritrovamento, avrebbe collegato quanto accaduto al rumore sentito la sera precedente.
Si tratta della versione fornita dall’automobilista agli investigatori e, come tale, dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti in corso.
Matteo Maino rimane nella boscaglia per tutta la notte
Passano le ore e nessuno vede Matteo Maino.
La moto e il corpo si trovano fuori dalla sede stradale, nascosti dalla vegetazione. Il quarantacinquenne rimane così nella boscaglia per tutta la notte.
La scoperta avviene soltanto la mattina seguente.
Secondo le prima ricostruzioni, alcuni ciclisti avrebbero notato un telefono cellulare sulla strada. Quel telefono diventa il primo indizio che qualcosa, in quel punto, non torna.
Fermandosi e guardando verso la vegetazione, viene individuata la moto. Poco distante c’è anche Matteo.
Scattano i soccorsi, ma è ormai troppo tardi.
Quando il personale sanitario arriva sul posto, per il quarantacinquenne non c’è più nulla da fare. Il decesso risalirebbe a diverse ore prima.
L’ipotesi della morte sul colpo
Anche sulle cause precise della morte serviranno gli accertamenti medico-legali.
Una delle ipotesi è che Maino abbia riportato un gravissimo trauma durante la caduta nella boscaglia. È stata inoltre avanzata la possibilità che abbia battuto violentemente la testa contro una pianta o un ceppo.
Durante la caduta avrebbe perso anche il casco. Le lesioni riportate sarebbero state estremamente gravi e che la morte potrebbe essere avvenuta praticamente sul colpo.
Chi era Matteo Maino
Matteo Maino aveva 45 anni e viveva ad Appiano Gentile.
Era conosciuto nella zona e, secondo le informazioni pubblicate dalla stampa locale, era figlio del titolare della Maino Sas di Lurate Caccivio, azienda attiva nella produzione di macchinari destinati al settore alimentare.
Aveva perso entrambi i genitori ed era padre di un bambino.
Un dettaglio che rende ancora più dolorosa una vicenda già difficile da raccontare: nelle informazioni emerse dopo l’identificazione viene descritto il forte legame di Matteo con il figlio.
L’identificazione non è stata immediata
Anche dare un nome all’uomo trovato nella boscaglia ha richiesto tempo.
Maino non avrebbe avuto con sé documenti di identità e la moto, non essendo immatricolata, era priva di targa. Gli investigatori non disponevano quindi degli elementi normalmente utilizzati per risalire rapidamente al proprietario di un veicolo.
Tra gli oggetti utili agli accertamenti c’era però proprio il cellulare ritrovato sulla strada.
Gli agenti della Polizia locale di Appiano Gentile hanno lavorato per ricostruire l’identità della vittima e il riconoscimento è stato completato nelle ore successive.
Da quel momento la tragedia ha avuto un nome: Matteo Maino.
La Procura di Como vuole chiarire la dinamica
Le indagini dovranno ora ricostruire esattamente ciò che è avvenuto nella serata di mercoledì.
Sul tratto di via della Resistenza interessato dall’incidente non risulterebbero presenti telecamere capaci di fornire immagini utili della collisione. Diventano quindi particolarmente importanti i rilievi effettuati sulla strada, le condizioni dei due mezzi e le testimonianze raccolte.
Il magistrato di turno della Procura di Como, Alessandra Bellù, sta valutando gli accertamenti tecnici da disporre. È prevista anche l’autopsia sul corpo di Maino.
L’esame potrà fornire elementi utili per stabilire la natura delle lesioni e chiarire definitivamente la causa del decesso.
Resta inoltre da ricostruire con precisione il contatto tra la moto e la Range Rover e verificare la testimonianza resa dal conducente dell’automobile.
Una notte intera prima della scoperta
È il tempo trascorso tra l’incidente e il ritrovamento a rendere particolarmente drammatica la morte di Matteo Maino.
Un urto avvenuto quando ormai stava facendo buio, la moto finita oltre la carreggiata, il corpo nascosto dalla vegetazione e una strada tornata apparentemente vuota.
Poi, la mattina successiva, quel telefono notato sull’asfalto.
Da lì la scoperta della moto e, pochi metri più in là, del quarantacinquenne.
Adesso saranno gli accertamenti della Procura a mettere in ordine gli ultimi passaggi di quella sera e a stabilire con esattezza come Matteo Maino abbia perso la vita.
FAQ
Quanti anni aveva Matteo Maino?
Matteo Maino aveva 45 anni.
Dov’è morto Matteo Maino?
L’incidente è avvenuto lungo via della Resistenza ad Appiano Gentile, in provincia di Como.
Quand’è avvenuto l’incidente?
L’incidente è avvenuto nella serata di mercoledì 23 settembre 2026.
Com’è stato trovato Matteo Maino?
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, alcuni ciclisti avrebbero notato un cellulare sulla strada. Successivamente sono stati individuati la moto nella vegetazione e il corpo del quarantacinquenne.
Sono stati fissati i funerali di Matteo Maino?
Non risultano data, luogo e orario delle esequie.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






