A Salizzole, la storia della donazione di sangue passa anche dal nome di Arrigo Scapini. È morto a 98 anni uno dei promotori della nascita di Fidas Verona, protagonista di un impegno associativo durato decenni. Il paese gli ha dato l’ultimo saluto il 23 settembre, nella chiesa parrocchiale, con la partecipazione dei donatori e dei loro labari.
Il suo nome compare nell’atto costitutivo dell’associazione provinciale. Scapini rappresentava il Gruppo Samaritano, del quale era vicepresidente. Accanto a lui figuravano Sergio Rosa per il Gruppo Francescano e Silvano Salvagno per il San Camillo de Lellis: tre realtà che decisero di unire le proprie esperienze e costruire un’organizzazione comune.
Il legame con Salizzole e gli anni alla guida dei donatori
Nato a Salizzole il 10 maggio 1928, Scapini aveva mantenuto un legame profondo con il paese e con il volontariato locale. Fu il primo presidente della sezione dei donatori, guidata per 25 anni, e contribuì anche alla fondazione della sezione locale dell’Aido.
Nel dicembre 2025 il Comune gli aveva assegnato una benemerenza per l’impegno sociale. Un riconoscimento arrivato dopo una lunga attività sul territorio, dedicata alla promozione del dono e alla partecipazione alla vita della comunità .
Tra gli episodi che raccontano quel periodo c’è la sua Fiat 124 grigia. Scapini vi montava un megafono e, insieme alle figlie, percorreva il paese e le frazioni per invitare alla raccolta di sangue. L’annuncio arrivava direttamente nelle strade, con un mezzo semplice e una presenza riconoscibile.
Il suo contributo alla nascita della sezione era stato ricordato anche dal donatore Paolo Battistella, che aveva indicato Scapini tra i fondatori insieme al fratello Guido Battistella e a Vittorino Soave. Nomi legati alle prime fasi di un’attività che avrebbe coinvolto nel tempo altre famiglie e nuove generazioni.
La nascita di Fidas Verona e l’unione dei tre gruppi
L’associazione provinciale nacque dall’incontro di realtà con origini differenti. Il Gruppo Francescano era stato costituito nel 1952; il Samaritano nel 1955, per iniziativa di lavoratori dell’officina locomotive delle Ferrovie dello Stato di Verona Porta Vescovo; il San Camillo de Lellis nel 1962.
Quando si arrivò all’unificazione, ciascun gruppo aveva già alle spalle molti anni di attività , proprie sezioni e una storia riconosciuta dai donatori.
La costituzione formale di Fidas Verona risale al 30 settembre 1997, mentre la piena operatività cominciò il 1° gennaio 1998. Scapini partecipò a quel passaggio come vicepresidente del Samaritano, insieme a Rosa e Salvagno.
La scelta richiese un lavoro di raccordo tra esperienze associative consolidate. L’obiettivo era dare una struttura comune alla donazione sul territorio veronese, conservando il contributo dei gruppi che avevano costruito la rete originaria.
I dati storici dell’associazione documentano lo sviluppo successivo: dalle 14.742 donazioni del 1998 si passò alle 21.362 del 2011. Numeri riferiti a quel periodo, che descrivono la crescita avvenuta negli anni dopo l’unificazione.
Ad aprile era presente nella nuova sede provinciale
Il 18 aprile 2026 Scapini aveva partecipato all’inaugurazione della nuova sede provinciale di Fidas Verona, in via Ca’ di Cozzi 41, nel quartiere Saval.
Alla cerimonia erano presenti rappresentanti delle sezioni, istituzioni e responsabili del sistema trasfusionale. Scapini figurava tra gli storici promotori dell’associazione intervenuti al taglio del nastro.
I locali, acquistati dall’ex Comunità montana della Lessinia, comprendevano uffici, spazi per i materiali destinati alla promozione delle donazioni e una sala riunioni. Per Fidas Verona si trattava della prima sede di proprietà .
A quasi trent’anni dalla firma dell’atto costitutivo, Scapini era dunque presente anche a questo appuntamento. La sua partecipazione è uno degli episodi più recenti che documentano il rapporto mantenuto con l’associazione.
Le telefonate dopo le raccolte e il ricordo dei volontari
A ricordare la continuità del suo interesse è Davide Perazzani, presidente della sezione di Salizzole. Dopo le raccolte domenicali, Scapini telefonava per sapere come fossero andate. Seguiva le attività e conservava memoria di persone ed episodi del passato.
Segnalava inoltre la scomparsa dei donatori storici, perché la sezione potesse partecipare ai funerali con il labaro.
Anche Nicola Martelletto, presidente provinciale di Fidas Verona, ha ricordato una telefonata: quella ricevuta da Scapini subito dopo la propria elezione. Silvano Salvagno, primo presidente dell’associazione provinciale, ne ha invece sottolineato il ruolo nella decisione di portare il Samaritano dentro Fidas Verona.
Sono testimonianze che riguardano momenti diversi della sua attività : la costruzione dell’associazione, il rapporto con chi ne ha assunto la guida e l’attenzione alle raccolte locali.
L’ultimo saluto nella chiesa di Salizzole
Ad annunciare la scomparsa sono state le figlie Giovanna, Marta e Maria Grazia, rispettivamente con Luciano, Giuliano e Paolo, insieme alla sorella Maria, ai nipoti, ai pronipoti e agli altri familiari.
I funerali si sono svolti mercoledì 23 settembre nella chiesa parrocchiale di Salizzole. L’orario indicato nell’annuncio funebre era le 15.30.
Al saluto della famiglia si è unito quello dei donatori. I labari presenti nella chiesa di Salizzole hanno accompagnato il congedo da una persona che aveva contribuito a costruire la loro associazione.
Le domande sulla scomparsa di Arrigo Scapini
Chi era Arrigo Scapini?
Era uno dei promotori e firmatari della costituzione di Fidas Verona. Rappresentava il Gruppo Samaritano, del quale era vicepresidente, e aveva guidato per 25 anni la sezione di Salizzole.
Quanti anni aveva?
Aveva 98 anni. Era nato a Salizzole il 10 maggio 1928.
Quando si sono svolti i funerali?
Il 23 settembre 2026 nella chiesa parrocchiale di Salizzole. L’annuncio funebre indicava le 15.30.
È stata comunicata la causa della morte?
No.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






