Le liste sono partite e per oltre un milione di famiglie italiane comincia la fase decisiva. Dal 24 settembre i Comuni possono accedere agli elenchi predisposti dall’INPS per individuare i beneficiari Carta Dedicata a te 2026. Il contributo è di 500 euro per quest’anno, con una seconda quota prevista nel 2027, ma avere un ISEE inferiore a 15mila euro non basta, da solo, per avere la certezza di ricevere la Carta.
È proprio questo il punto che rischia di creare maggiore confusione. Non tutti i nuclei che rispettano il limite ISEE entreranno necessariamente nell’elenco definitivo: esistono criteri di priorità, incompatibilità e un numero prestabilito di carte disponibili. E soprattutto, al 25 settembre, la procedura non è ancora conclusa.
Beneficiari Carta Dedicata a te 2026: le liste sono arrivate ai Comuni
Il passaggio più importante è scattato alle 14 del 24 settembre 2026.
Da quel momento i Comuni possono accedere all’applicativo INPS e consultare gli elenchi dei potenziali beneficiari presenti sul proprio territorio.
Questo non significa, però, che quelle disponibili oggi siano già le graduatorie definitive.
Le amministrazioni comunali devono effettuare le verifiche previste e consolidare gli elenchi entro le 14 del 13 ottobre 2026. Soltanto dopo questa fase l’iter potrà proseguire verso la definizione dei beneficiari effettivi e la trasmissione delle informazioni necessarie a Poste Italiane.
Per chi aspetta il contributo, quindi, queste sono settimane decisive.
Quante famiglie riceveranno i 500 euro
Il numero complessivo è già stabilito: per il 2026 sono previste 1.177.597 carte.
La misura presenta inoltre una differenza importante rispetto alle precedenti edizioni. Per il biennio 2026-2027 viene formata un’unica lista dei beneficiari, utilizzata per entrambe le annualità secondo quanto previsto dalla disciplina della Carta.
Il valore previsto è di 500 euro per il 2026, ai quali si aggiungeranno altri 500 euro nel 2027, fatte salve le condizioni e le disposizioni previste per la seconda annualità.
Il sostegno può dunque raggiungere complessivamente 1.000 euro per nucleo nel biennio.
Ma chi entra prima in graduatoria?
ISEE sotto 15mila euro: perché potrebbe non bastare
Il requisito economico principale è un ISEE ordinario non superiore a 15.000 euro.
C’è però una differenza sostanziale tra avere i requisiti per essere presi in considerazione ed essere effettivamente destinatari della Carta.
Il numero delle tessere è limitato e l’INPS forma gli elenchi applicando un ordine di priorità.
In cima vengono collocati i nuclei composti da almeno tre persone nei quali sia presente almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2012. All’interno di questa fascia viene data precedenza ai nuclei con l’ISEE più basso.
Successivamente vengono considerati i nuclei di almeno tre persone con almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2008, anche in questo caso seguendo l’ordine crescente dell’ISEE.
La terza fascia comprende gli altri nuclei formati da almeno tre componenti, sempre partendo da quelli con l’indicatore economico più basso.
Il risultato è piuttosto semplice: due famiglie entrambe sotto la soglia dei 15mila euro possono non avere lo stesso esito.
La composizione del nucleo e la posizione raggiunta nella graduatoria territoriale possono fare la differenza.
Per ottenere la Carta bisogna presentare domanda?
No. Ed è uno degli aspetti più importanti della misura.
Per entrare tra i beneficiari Carta Dedicata a te 2026 non deve essere presentata alcuna domanda.
Non bisogna inoltrare una richiesta all’INPS e nemmeno recarsi al Comune per compilare un modulo.
L’individuazione avviene automaticamente sulla base delle informazioni presenti nelle banche dati, a partire dall’ISEE e dalla composizione del nucleo familiare.
Tutti i componenti della famiglia devono risultare iscritti nell’Anagrafe della popolazione residente e devono essere rispettate le altre condizioni stabilite dalla normativa.
Presentarsi agli sportelli prima della conclusione della procedura, quindi, non consente di ottenere una posizione migliore nella graduatoria.
Chi è escluso dalla Carta Dedicata a te
Non conta soltanto quanto è basso l’ISEE.
La normativa prevede infatti alcune incompatibilità che possono determinare l’esclusione del nucleo anche quando la situazione economica rientra nella soglia prevista.
La Carta non spetta, tra gli altri casi previsti, ai nuclei che percepiscono Assegno di Inclusione o Carta acquisti, oltre alle altre misure di sostegno economico alla povertà e all’inclusione sociale indicate dalla disciplina.
Le incompatibilità riguardano inoltre determinate prestazioni percepite da uno dei componenti del nucleo.
Tra queste rientrano NASpI, DIS-COLL e Cassa integrazione guadagni, insieme agli altri strumenti incompatibili espressamente previsti.
È quindi possibile avere un ISEE molto basso e non essere inseriti nell’elenco finale proprio per la presenza di un’altra prestazione nel nucleo familiare.
Quando arrivano i 500 euro della Carta Dedicata a te 2026
Dopo le verifiche arriverà il momento più atteso: l’accredito.
Il calendario indicato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste prevede l’avvio della prima quota da 500 euro a partire dal 4 novembre 2026.
Per il secondo contributo bisognerà invece attendere il 2027: la successiva quota è prevista a partire da aprile 2027.
C’è anche una buona notizia per chi possiede già una Carta Dedicata a te ricevuta nelle precedenti edizioni.
La vecchia tessera non deve necessariamente essere sostituita. Se il titolare viene nuovamente individuato come beneficiario, la Carta già in suo possesso può continuare a essere utilizzata.
Per i nuovi beneficiari saranno invece fornite le indicazioni necessarie per il ritiro.
Come sapere se si è tra i beneficiari
È la domanda che in queste ore interessa maggiormente le famiglie: come controllare se il proprio nucleo ha ottenuto i 500 euro?
Al 25 settembre è ancora presto per parlare di una graduatoria nazionale definitiva.
I Comuni stanno lavorando sugli elenchi ricevuti dall’INPS e devono completare i controlli entro il 13 ottobre.
Conclusa la procedura, saranno le amministrazioni comunali a rendere disponibili gli elenchi secondo le modalità stabilite localmente e a comunicare agli interessati le informazioni necessarie.
Per tutelare la privacy, la pubblicazione può avvenire attraverso codici o altri elementi identificativi anziché riportando pubblicamente nome e cognome dei cittadini.
Conviene quindi controllare soprattutto il sito istituzionale del proprio Comune quando la fase di verifica sarà terminata.
Una scadenza che può far perdere i 500 euro
Essere inseriti nella graduatoria non chiude la partita.
Per conservare il beneficio 2026 bisognerà infatti utilizzare la Carta effettuando almeno un pagamento entro il 16 dicembre 2026.
È una scadenza da segnare con attenzione.
La mancata effettuazione del primo acquisto entro il termine previsto comporta la decadenza dal beneficio relativo all’annualità.
Il particolare interessa soprattutto chi dispone già della tessera delle edizioni precedenti: l’eventuale accredito sulla vecchia Carta potrebbe rendere meno evidente la necessità di rispettare la nuova scadenza.
Cosa si può comprare con i 500 euro
La Carta non è un contributo spendibile liberamente.
Le somme sono destinate all’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Non è invece consentito acquistare bevande alcoliche.
A questo si aggiunge un’altra agevolazione: negli esercizi che aderiscono alle convenzioni previste è riconosciuto ai titolari uno sconto del 15%, cumulabile con le altre promozioni applicate dal punto vendita.
Tra le realtà indicate dal Ministero figurano le associazioni della distribuzione Federdistribuzione, ANCC-Coop e ANCD Conad, oltre a Lidl.
Il calendario: ottobre sarà il mese decisivo
Le prossime settimane chiariranno definitivamente chi riceverà il sostegno.
Il primo passaggio è già avvenuto il 24 settembre, con l’apertura agli enti locali degli elenchi INPS. Il 13 ottobre scadrà il termine per il consolidamento da parte dei Comuni. Poi arriveranno gli ulteriori passaggi previsti dalla procedura, fino all’avvio degli accrediti indicato dal 4 novembre.
Infine c’è il 16 dicembre, termine entro il quale i beneficiari dovranno effettuare il primo acquisto.
Per oltre 1,17 milioni di famiglie, dunque, la risposta definitiva non dipende dalla presentazione di una domanda: dipenderà dall’esito della selezione automatica, dai controlli dei Comuni e dalla posizione occupata secondo i criteri di priorità.
Domande frequenti sui beneficiari Carta Dedicata a te 2026
Come sapere se sono beneficiario della Carta Dedicata a te 2026?
Gli elenchi vengono predisposti dall’INPS e verificati dai Comuni. Terminata la procedura, le amministrazioni comunali comunicheranno l’assegnazione e renderanno disponibili le informazioni per verificare la propria posizione.
Con ISEE sotto 15.000 euro spettano automaticamente 500 euro?
No. Il limite ISEE è un requisito, ma vengono applicati criteri di priorità e devono essere rispettate le condizioni di compatibilità previste dalla misura. Le carte disponibili sono 1.177.597.
Bisogna fare domanda all’INPS?
No. L’individuazione dei beneficiari avviene automaticamente e non è prevista una domanda da presentare.
Quando vengono accreditati i 500 euro?
L’avvio della prima quota da 500 euro è indicato a partire dal 4 novembre 2026. La quota successiva è prevista a partire da aprile 2027.
Chi prende la NASpI può ricevere la Carta Dedicata a te?
La NASpI rientra tra le prestazioni considerate incompatibili secondo le condizioni previste per la misura quando è percepita da un componente del nucleo familiare.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






