Predazzo perde una figura che per molti anni ha rappresentato un punto di riferimento nel mondo del volontariato e della protezione della comunità. È morto Giovanni Boninsegna, conosciuto anche con il soprannome “Volpin”. Aveva 85 anni. Boninsegna aveva ricoperto l’incarico di comandante per ben sedici anni, un periodo particolarmente lungo che racconta meglio di qualsiasi formula il rapporto costruito con il Corpo e con il paese.
Giovanni Boninsegna e i 16 anni alla guida dei pompieri di Predazzo
A confermare la durata del suo incarico è un documento del Comune di Predazzo pubblicato nel 2009. In quelle pagine, dedicate al rinnovo dei vertici dei Vigili del Fuoco Volontari, Giovanni Boninsegna viene ricordato come l’uomo che aveva guidato il Corpo per sedici anni.
Un dato che assume un peso particolare in una realtà come quella trentina, dove i corpi volontari dei vigili del fuoco sono da generazioni parte integrante della vita dei paesi. Non significano soltanto interventi durante incendi, incidenti o emergenze. Dietro la divisa ci sono formazione, esercitazioni, reperibilità, manutenzione dei mezzi e una presenza costante nelle occasioni in cui il territorio ha bisogno di uomini pronti a intervenire.
Boninsegna aveva attraversato per anni questa dimensione da una posizione di responsabilità. Sedici anni da comandante significano decisioni, coordinamento degli uomini, emergenze affrontate e un rapporto quotidiano con un’organizzazione che vive soprattutto sulla disponibilità dei volontari.
Il suo nome, anche dopo la conclusione del servizio operativo, non era però scomparso dalla vita del Corpo.
Anche dopo il comando era rimasto vicino ai Vigili del Fuoco
Nel periodico comunale di Predazzo dell’aprile 2010 Giovanni Boninsegna compare infatti tra i vigili onorari presenti all’assemblea annuale del Corpo Volontario dei Vigili del Fuoco.
Alla riunione avevano partecipato 27 vigili sui 30 allora in organico, insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale e del Distretto. Tra i vigili onorari veniva indicato anche il suo nome.
Un particolare che aiuta a ricostruire il legame mantenuto negli anni con quella realtà. L’uscita dal servizio attivo, per chi ha trascorso una parte così importante della propria vita nel volontariato, raramente coincide con una separazione netta. Restano i rapporti personali, la memoria degli interventi condivisi, le generazioni di volontari viste entrare in caserma e un patrimonio di esperienza che continua a far parte della storia del Corpo.
Nel caso di Boninsegna, quella storia ha avuto anche una continuità familiare.
Il figlio Terens diventò comandante nel 2009
Nel gennaio del 2009 l’assemblea straordinaria dei Vigili del Fuoco Volontari di Predazzo elesse infatti Terens Boninsegna nuovo comandante.
Il periodico comunale dell’epoca sottolineò esplicitamente il passaggio generazionale, definendolo “figlio d’arte” proprio perché il padre Giovanni aveva già guidato il Corpo per sedici anni.
Un dettaglio che restituisce una fotografia molto concreta di ciò che il volontariato dei pompieri rappresenta nei centri della Val di Fiemme. Ci sono storie che attraversano le famiglie e passano da una generazione all’altra quasi naturalmente, legando servizio, territorio e appartenenza.
Terens sarebbe stato successivamente confermato alla guida del Corpo: ancora nel 2014 il periodico comunale di Predazzo lo indicava come comandante in occasione del rinnovo del direttivo.
Per Giovanni Boninsegna, dunque, la caserma e il mondo dei Vigili del Fuoco non rappresentavano soltanto un capitolo personale ormai concluso, ma una presenza rimasta dentro la storia della sua famiglia.
Predazzo saluta “Volpin”
La conferma della morte di Giovanni Boninsegna è arrivata anche attraverso le informazioni necrologiche locali: 85 anni, Predazzo, 21 settembre, con accanto al nome quel soprannome, “Volpin”, attraverso il quale era conosciuto nel paese.
Nei piccoli centri i soprannomi familiari hanno spesso una forza particolare. Identificano una casa, una storia, un pezzo di paese molto prima che servano spiegazioni o biografie. Anche per questo la notizia della morte di un uomo che aveva avuto un ruolo pubblico così lungo supera inevitabilmente la dimensione privata.
Resta soprattutto il tratto più facilmente misurabile della sua esperienza: sedici anni alla guida dei Vigili del Fuoco Volontari di Predazzo. Non pochi mesi, non una parentesi. Un periodo abbastanza lungo da attraversare cambiamenti nel Corpo, vedere arrivare nuovi volontari e assumersi la responsabilità di un servizio essenziale per la comunità.
Poi gli anni da vigile onorario e il passaggio del testimone a una nuova generazione.
Una storia legata al volontariato di montagna
La vicenda di Giovanni Boninsegna si inserisce in una tradizione che in Trentino ha radici profonde. Nei paesi di montagna il volontariato antincendio non è soltanto una struttura chiamata a intervenire quando scatta un’emergenza. È anche una presenza sociale riconoscibile, costruita negli anni attraverso persone che mettono a disposizione tempo e competenze.
I documenti conservati dal Comune permettono oggi di ricostruire almeno una parte di quella storia personale: il lungo comando, la successiva presenza tra i vigili onorari e la continuità rappresentata dal figlio Terens.
Sono tracce amministrative, apparentemente fredde. Letta nel suo insieme, però, quella documentazione racconta qualcosa di molto semplice: Giovanni Boninsegna ha legato una parte importante della propria vita ai Vigili del Fuoco Volontari di Predazzo.
Con la sua morte si chiude così una pagina che appartiene non soltanto alla sua famiglia ma anche alla memoria di un Corpo e di un paese che per molti anni lo hanno conosciuto alla guida dei propri pompieri.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






