Perugia in lutto per Ugo Cesare Gambini: il mondo bancario e imprenditoriale saluta un punto di riferimento

Daniela Devecchi

Perugia in lutto per Ugo Cesare Gambini: il mondo bancario e imprenditoriale saluta un punto di riferimento

La notizia della morte di Ugo Cesare Gambini ha colpito in modo particolare il mondo economico e professionale perugino. Aveva 72 anni e per decenni il suo nome era stato legato alle banche, alle aziende e a quella fitta rete di rapporti costruiti nel tempo con imprenditori, colleghi e professionisti del territorio.

Gambini era nato il 14 settembre 1954 e aveva compiuto gli anni soltanto pochi giorni prima della scomparsa. La data di nascita compare anche nella documentazione del Registro Imprese e consente di chiarire un punto sul quale, nelle prime ore, erano circolate informazioni diverse.

A Perugia, intanto, sono arrivati messaggi di cordoglio da chi lo aveva conosciuto sul lavoro e da chi aveva condiviso con lui rapporti personali durati anni. La sua morte lascia soprattutto il ricordo di una figura molto presente nel mondo bancario umbro, ma poco incline a mettere in mostra il proprio ruolo.

Gli anni nella Cassa di Risparmio di Perugia

La carriera di Ugo Cesare Gambini era iniziata nel settore bancario.

Aveva lavorato alla Cassa di Risparmio di Perugia e, negli anni Ottanta, aveva prestato servizio anche nella filiale di Ellera.

Con il tempo si era avvicinato sempre di più alle aziende.

Il rapporto con il tessuto imprenditoriale sarebbe diventato uno degli elementi centrali della sua attività. Non soltanto numeri, affidamenti e bilanci.

Negli anni successivi la sua attività era proseguita nell’ambito della Banca dell’Umbria, nata dall’evoluzione della Cassa di Risparmio di Perugia, e quindi in Banca Intesa.

Il legame con le imprese non si era mai interrotto

A un certo punto arrivò una scelta diversa.

Prima della pensione, Gambini lasciò l’attività bancaria tradizionale e continuò a seguire alcune aziende come professionista autonomo. A raccontarlo è stato anche Vincenzo Silvestrelli, che con lui aveva lavorato e che, dopo la notizia della morte, ne ha tracciato un ricordo molto personale.

Il rapporto con il mondo imprenditoriale non si era dunque chiuso con l’uscita dalla banca.

Negli anni Gambini aveva infatti assunto incarichi in diverse società. Il suo nome compare, tra l’altro, nel consiglio di amministrazione di Liomatic e nella documentazione societaria relativa a SACI.

Proprio SACI Industrie ha diffuso, dopo la sua morte, un messaggio di cordoglio nel quale Gambini viene ricordato come componente del Consiglio di Amministrazione, collaboratore e amico.

Parole che riportano l’attenzione non soltanto sul professionista, ma sulla persona.

Chi lo aveva incontrato negli ambienti bancari e aziendali lo descrive infatti come un uomo preparato, concreto, molto disponibile. Uno di quei professionisti che tendono a farsi ricordare più per il modo in cui lavorano che per il titolo riportato sul biglietto da visita.

Il ricordo di chi aveva lavorato con lui

Tra le testimonianze comparse dopo la scomparsa c’è quella di Vincenzo Silvestrelli, presidente dell’associazione EticaMente ed ex collega di Gambini.

Il loro rapporto professionale risaliva agli anni Ottanta.

Nel ricordo di Silvestrelli emerge un uomo legato al proprio lavoro, ma anche molto attento alle persone. Un carattere discreto, lontano dalla ricerca di visibilità e dalla necessità di esibire incarichi e conoscenze.

C’è poi un aspetto più intimo.

Gambini aveva una fede religiosa profonda e una particolare devozione per San Pio da Pietrelcina. Anche questo tratto, però, viene raccontato come qualcosa di vissuto senza ostentazione.

Nel corso degli anni aveva messo le proprie competenze a disposizione anche al di fuori dell’ambiente strettamente bancario. Tra gli episodi ricordati c’è il sostegno dato all’Associazione del Lauro di Perugia per l’acquisizione di una sede.

Un dettaglio piccolo, almeno all’apparenza, ma che dice molto del rapporto che aveva con le persone che gli chiedevano una mano.

La famiglia e gli ultimi giorni

Ugo Cesare Gambini lascia la moglie Maria Laura, giornalista, e i figli Michele e Giovanni.

Dopo la morte, la famiglia ha affidato ai social un messaggio nel quale ha ricordato il coraggio con cui aveva affrontato l’ultimo periodo della sua vita. La stampa locale ha riferito che Gambini era malato da tempo.

Non sono state diffuse informazioni sulla patologia.

Ed è un dato importante da mantenere nei suoi limiti: si sa che aveva affrontato una lunga malattia, ma non risultano comunicazioni pubbliche più precise sulle sue condizioni.

La camera ardente era stata allestita a Ponte San Giovanni, presso l’Arof di via Simonucci, dove nelle ore successive alla scomparsa si sono recati amici e conoscenti.

L’ultimo saluto è stato fissato per martedì 22 settembre alle 10 nel Duomo di Perugia.

Perugia saluta una figura conosciuta nel mondo del credito

Con la morte di Ugo Cesare Gambini si chiude una storia professionale che ha attraversato diversi decenni della vita economica umbra.

Dalla Cassa di Risparmio di Perugia agli incarichi nelle aziende, passando per Banca dell’Umbria e Banca Intesa, il filo conduttore era rimasto quasi sempre lo stesso: il rapporto con le imprese.

È probabilmente per questo che la sua scomparsa ha avuto una risonanza che va oltre il semplice cordoglio personale.

Gambini apparteneva a una generazione di bancari cresciuta quando il rapporto con il territorio aveva ancora un peso enorme. Si conoscevano gli imprenditori, si seguivano le aziende negli anni, si costruivano rapporti destinati spesso a durare anche fuori dagli uffici.

Il fatto che, dopo aver lasciato la banca, alcuni clienti avessero continuato a rivolgersi a lui racconta forse più di qualsiasi curriculum il tipo di fiducia che era riuscito a costruire.

Nelle ore successive alla morte, i ricordi hanno seguito quasi tutti la stessa direzione.

Poche frasi solenni. Molti riferimenti al carattere, alla disponibilità, alla competenza.

E soprattutto a quella discrezione che, nel caso di Ugo Cesare Gambini, sembra essere rimasta una costante fino alla fine.