Trieste perde una delle sue figure culturali più riconoscibili. Ugo Pierri è morto martedì 22 settembre 2026 all’età di 89 anni, dopo una lunga malattia. Pittore, illustratore, poeta, scrittore e autore satirico, aveva attraversato decenni di vita cittadina con uno sguardo personale, spesso pungente, mai accomodante.
La sua era una presenza difficile da incasellare. Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute erano diventate piĂą delicate, ma il suo nome continuava a comparire nella vita culturale triestina, tra libri, mostre e iniziative artistiche.
Ugo Pierri è morto a 89 anni
Nato a Trieste nel 1937, Pierri aveva 89 anni. La notizia della morte è arrivata nella mattinata del 22 settembre.
Le informazioni rese pubbliche parlano di una lunga malattia, senza indicare una diagnosi precisa. Non sono stati diffusi ulteriori particolari sulle cause del decesso.
Già nei mesi scorsi erano emersi alcuni problemi di salute. In un’intervista pubblicata nel marzo 2026, Pierri era stato incontrato nella sua casa triestina dopo un periodo difficile. Era tornato da poco nella sua abitazione e aveva alle spalle quelle che erano state descritte come alcune “traversie di salute”.
Con lui c’era la moglie Afra, compagna di una vita e presenza importante anche nella storia personale che lo avrebbe portato, molti anni prima, dalla passione per il calcio alla carriera artistica.
Pittore, scrittore e poeta: una vita dentro la cultura triestina
Definire Ugo Pierri soltanto un pittore sarebbe riduttivo.
Nel corso della sua lunga attivitĂ si era occupato di pittura, illustrazione, poesia, narrativa e satira, costruendo un linguaggio immediatamente riconoscibile. La cittĂ di Trieste era spesso al centro del suo lavoro, non necessariamente come sfondo, ma come materia viva da osservare, raccontare e talvolta provocare.
Un passaggio importante della sua formazione fu l’incontro con Anita Pittoni, scrittrice, editrice e animatrice di uno dei più vivaci ambienti culturali triestini del Novecento.
Pierri frequentò quel mondo da giovane, entrando in contatto con intellettuali e artisti. Il rapporto con la Pittoni è documentato anche da lettere, disegni e altri materiali conservati negli archivi cittadini.
Era l’inizio di un percorso destinato a durare decenni.
Prima dell’arte c’era il calcio
C’è però un capitolo della vita di Pierri meno conosciuto e molto lontano dagli atelier.
Da giovane sognava di diventare calciatore professionista.
Dopo le prime esperienze a Trieste approdò al Treviso, allora impegnato in Serie C. Vi rimase per quattro anni, giocando come ala sinistra con il numero 11.
A raccontarlo era stato lui stesso soltanto pochi mesi fa.
Proprio durante gli anni trascorsi a Treviso accadde qualcosa che avrebbe finito per cambiare la sua vita. Pierri conobbe Afra, la donna che sarebbe poi diventata sua moglie. Le mostrò alcuni suoi disegni e, attraverso la famiglia di lei, quelle opere finirono nelle mani dello scrittore Giovanni Comisso.
Comisso le apprezzò.
Il pallone, a poco a poco, smise di essere il centro della sua vita. La pittura prese il suo posto.
Quella che all’inizio sembrava una passione parallela diventò la sua strada.
La satira e “Ossetia”
Tra i lavori maggiormente legati alla figura di Pierri c’è “Ossetia – L’eco del popolo oppresso”, foglio satirico diventato nel tempo uno dei simboli della sua produzione.
Attraverso disegni, testi e provocazioni osservava politica, societĂ , personaggi pubblici e abitudini quotidiane.
La satira, per Pierri, non era semplicemente uno stile. Era un modo di guardare il mondo.
Le sue opere potevano essere ironiche, dure, persino scomode. Non cercavano necessariamente il consenso. Era proprio questa libertĂ a renderlo una figura difficile da confondere con altre.
Il rapporto con Trieste rimase centrale. Una cittĂ che conosceva bene e che non esitava a raccontare anche nei suoi lati piĂą contraddittori.
Il suo nome era ancora presente nelle iniziative culturali del 2026
Nonostante i problemi di salute, Ugo Pierri era rimasto presente nella vita culturale cittadina anche nel 2026.
A gennaio, al Museo LETS, era stato presentato il volume Un caffè? Un viaggio nei caffè triestini, arricchito dalle sue illustrazioni.
Pochi mesi dopo, a marzo, al Knulp era stata organizzata una lettura scenica tratta da un suo racconto.
E c’è un particolare che oggi assume inevitabilmente un significato diverso.
Pierri figurava anche tra gli artisti della mostra “The Magic Box – L’Architettura dell’Inconscio”, ospitata al Knulp di Trieste tra giugno e settembre 2026.
La mostra si è conclusa il 20 settembre, appena due giorni prima della sua morte.
Mentre le sue condizioni di salute si facevano piĂą difficili, le sue opere continuavano dunque a essere esposte e viste dal pubblico.
I libri e gli anni della scrittura
Accanto alla pittura c’era sempre stata la scrittura.
Pierri pubblicò nel corso degli anni poesie, racconti, testi illustrati e opere difficili da ricondurre a un unico genere.
Tra i titoli della sua produzione figurano Aiku Lokali, Football Party, Noi parrocchiani, La gabbia del pane. Racconto di un fannullone, Icaro depennato, Mamie Blu e Ossetia.
Nel 2019 era uscito Nelograd, racconto lungo ambientato in un’osteria della periferia triestina.
L’anno successivo pubblicò Il tempo difficile, raccolta poetica nata nel periodo della pandemia.
Pittura e scrittura, nella sua esperienza, non erano due attivitĂ separate. Erano due modi diversi di osservare lo stesso mondo.
La solidarietĂ attraverso i suoi quadri
Tra gli episodi più recenti della sua vita c’è anche un gesto lontano dai riflettori.
Nel 2024 Pierri aveva donato una ventina di acquerelli alla Comunità di San Martino al Campo, realtà triestina impegnata nell’assistenza alle persone in difficoltà .
Le opere erano state messe a disposizione per raccogliere fondi.
Un gesto concreto che raccontava un altro lato dell’artista, quello legato all’attenzione per chi viveva situazioni di fragilità .
La moglie Afra, la figlia Miriam e il cordoglio
Dopo la notizia della morte sono arrivati i primi messaggi pubblici di cordoglio.
Tra questi quello di Rifondazione Comunista Trieste, che ha ricordato la collaborazione di Pierri con Il Lavoratore, il suo impegno culturale e i numerosi rapporti costruiti negli anni nell’ambiente artistico cittadino.
Nel messaggio vengono ricordati anche i familiari: la moglie Afra, la figlia Miriam, i nipoti e il genero.
Non sono state invece rese note, almeno nelle prime ore successive alla morte, informazioni ufficiali sulla data e sul luogo dei funerali.
Ugo Pierri e quel legame mai interrotto con Trieste
Il tratto piĂą evidente della lunga carriera di Ugo Pierri resta probabilmente il rapporto con la sua cittĂ .
Trieste era il luogo in cui era nato, quello in cui aveva scelto di tornare e quello che continuava a osservare.
Non sempre con indulgenza.
La raccontava attraverso personaggi, disegni, racconti e battute. Ne conosceva le abitudini, le debolezze, le atmosfere e certe contraddizioni difficili da spiegare a chi la cittĂ la guarda soltanto da fuori.
Pochi mesi prima della morte, durante una delle ultime interviste, aveva anche ironizzato sul modo in cui avrebbe voluto essere raccontato. Nessuna celebrazione eccessiva, nessun ritratto trasformato in qualcosa di troppo solenne.
Era coerente con tutto il resto.
Con la morte di Ugo Pierri si chiude così una storia artistica durata decenni. Restano i quadri, i libri, i disegni, la satira e le tracce lasciate in quella Trieste che non aveva mai smesso di osservare.
FAQ su Ugo Pierri
Quando è morto Ugo Pierri?
Ugo Pierri è morto martedì 22 settembre 2026 a Trieste. Aveva 89 anni.
Quanti anni aveva Ugo Pierri?
Aveva 89 anni ed era nato a Trieste nel 1937.
Qual è stata la causa della morte di Ugo Pierri?
Le informazioni rese pubbliche parlano di una lunga malattia. Non è stata comunicata una diagnosi specifica.
Chi era la moglie di Ugo Pierri?
La moglie si chiama Afra. I due si erano conosciuti durante gli anni in cui Pierri viveva a Treviso.
Ugo Pierri aveva giocato a calcio?
Sì. Prima di dedicarsi all’arte aveva giocato per alcuni anni nel Treviso in Serie C, nel ruolo di ala sinistra.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






