Livorno perde una delle figure che, per decenni, hanno accompagnato la vita politica e sociale della città . È morta Edy Simonini, aveva 81 anni. Il suo nome era legato soprattutto al quartiere San Marco-Pontino, alle iniziative della sinistra livornese e a quelle Feste dell’Unità alle quali aveva dedicato tempo, energie e una presenza costante. La notizia della scomparsa ha fatto rapidamente il giro della città , suscitando numerosi messaggi di cordoglio.
Non era una personalità conosciuta per incarichi istituzionali di primo piano. La sua storia era diversa. Simonini apparteneva a quella generazione per la quale l’attività politica si svolgeva soprattutto nelle sezioni, nei quartieri, tra riunioni, feste, incontri pubblici e rapporti costruiti giorno dopo giorno.
Chi era Edy Simonini
Per molti anni Edy Simonini è stata un punto di riferimento del circolo PD San Marco-Pontino di Livorno, del quale è stata segretaria. La sua presenza alla guida del circolo è documentata almeno dagli anni Duemila e ancora nel 2018 il Partito Democratico della Toscana la indicava come segretaria in occasione di un’iniziativa pubblica dedicata alla storia antifascista e alla memoria del territorio.
Ma la sua storia politica era cominciata molto prima della nascita del Partito Democratico.
In alcune interviste concesse in occasione del centenario della nascita del Partito Comunista d’Italia, celebrato a Livorno nel gennaio del 2021, Simonini aveva raccontato un legame con la tradizione comunista iniziato quando era giovanissima.
Aveva respirato quell’ambiente fin dall’infanzia e non aveva mai nascosto le proprie radici. Nel 2021, parlando con il Corriere Fiorentino, si definiva ancora «orgogliosamente comunista» e raccontava il valore che attribuiva alla conservazione della memoria storica della vecchia sezione San Marco-Pontino.
Il padre partigiano e una storia iniziata in famiglia
Dietro quell’impegno c’era anche una vicenda familiare.
Il padre di Edy, Alfredo Simonini, era stato partigiano. I racconti della Resistenza, della politica e degli anni difficili attraversati dalla generazione precedente erano entrati molto presto nella vita della figlia.
Da lì era nato un rapporto con la politica che sarebbe proseguito per decenni. Non soltanto partecipazione alle campagne elettorali o agli appuntamenti di partito, ma un lavoro quotidiano sul territorio.
A San Marco-Pontino Simonini contribuì anche a custodire documenti, fotografie, vecchie tessere e materiali legati alla storia politica del quartiere. Il circolo rappresentava per lei qualcosa di più di una semplice sede.
Era un luogo nel quale conservare una memoria collettiva che a Livorno assume un significato particolare: proprio nella città toscana, il 21 gennaio 1921, nacque il Partito Comunista d’Italia.
La famiglia: il marito Nedo e la figlia Silvia
Accanto a Edy Simonini c’era il marito Nedo Ghelardi, anche lui presente per molti anni nella vita politica e associativa cittadina.
La coppia compare insieme anche nei documenti della Socrem di Livorno: nel 2022 entrambi figuravano tra i soci benemeriti dell’associazione, riconoscimento destinato a chi aveva raggiunto trent’anni di appartenenza.
Della famiglia fa parte anche la figlia Silvia Ghelardi, che negli anni ha condiviso con i genitori diversi momenti di partecipazione politica. Nel gennaio 2021 madre e figlia erano state intervistate insieme mentre preparavano le iniziative dedicate ai cento anni dalla nascita del Partito Comunista d’Italia.
Era proprio nella dimensione familiare che Simonini descriveva una parte importante della propria vita. Politica e casa, per lei, non erano due mondi completamente separati.
Le Feste dell’Unità , una presenza durata anni
Tra le immagini che in queste ore stanno tornando sui social ce n’è una che racconta bene quella storia.
Risale al 2023, all’ippodromo Caprilli di Livorno. Edy Simonini e il marito Nedo Ghelardi ricevettero una targa per il lungo impegno nell’organizzazione delle Feste dell’Unità .
Una fotografia che oggi assume inevitabilmente un significato diverso.
A ricordarla è stato anche Federico Mirabelli, assessore al Lavoro del Comune di Livorno ed esponente del PD, che ha richiamato proprio quel momento nel suo messaggio di cordoglio. Simonini è stata ricordata come una presenza profondamente legata al Pontino e alla sua storia politica.
Le Feste dell’Unità erano state per decenni una parte importante della militanza locale: montare gli spazi, organizzare le iniziative, accogliere le persone, seguire il lavoro spesso invisibile che precedeva ogni appuntamento pubblico.
Ed era proprio in quel lavoro lontano dai riflettori che Simonini aveva costruito una parte importante del rapporto con il suo quartiere.
Il legame con San Marco-Pontino
Per capire il peso della sua scomparsa nella comunità livornese bisogna partire proprio da lì.
Il circolo San Marco-Pontino ha una storia profondamente intrecciata con quella della sinistra cittadina. Nel corso degli anni Simonini ne è diventata uno dei volti più riconoscibili.
Già nel 2010 risultava confermata alla guida del circolo Pontino. Anni dopo era ancora presente nell’organizzazione di incontri, dibattiti e iniziative pubbliche.
Anche quando il numero degli iscritti e il modo di fare politica erano profondamente cambiati rispetto ai decenni precedenti, il rapporto con quella sede non si era interrotto.
Nel 2021 ricordava ancora le vecchie bandiere, i documenti conservati e la necessità di non disperdere quel patrimonio storico.
I messaggi di cordoglio dopo la morte
La notizia della morte ha provocato numerose reazioni negli ambienti politici e associativi livornesi.
Oltre a Federico Mirabelli, diversi esponenti del Partito Democratico hanno ricordato Simonini pubblicamente. I messaggi insistono soprattutto sulla continuità del suo impegno e sul rapporto costruito negli anni con il quartiere.
La sua figura viene ricordata non tanto attraverso incarichi o cariche, quanto attraverso la presenza quotidiana: le riunioni, le feste, le iniziative e la disponibilità all’interno del circolo.
È probabilmente questo l’elemento che emerge con maggiore chiarezza dalle testimonianze pubblicate dopo la sua morte.
Una storia rimasta legata a Livorno
Ottantuno anni e una vita trascorsa in gran parte dentro la stessa comunità .
La storia di Edy Simonini attraversa epoche politiche molto diverse: dalle radici nel vecchio PCI fino al Partito Democratico, passando per una trasformazione profonda della società e dello stesso modo di vivere i partiti.
Il filo rimasto quasi immutato è quello con Livorno e con San Marco-Pontino.
Non gli incarichi nazionali, non i palazzi della politica. Una sezione, un quartiere, le Feste dell’Unità e decenni trascorsi tra persone che spesso la conoscevano semplicemente come Edy.
È soprattutto lì che, dopo la notizia della sua morte, resta oggi il ricordo più forte.
FAQ
Quanti anni aveva Edy Simonini?
Edy Simonini aveva 81 anni.
Chi era Edy Simonini?
Era una storica esponente della sinistra livornese ed era stata per anni segretaria del circolo PD San Marco-Pontino.
Chi era il marito di Edy Simonini?
Il marito era Nedo Ghelardi, anch’egli impegnato per molti anni nella vita politica e associativa livornese.
Edy Simonini aveva figli?
Nelle fonti pubbliche è documentata la figlia Silvia Ghelardi, che ha condiviso con la famiglia diverse iniziative politiche e culturali.
Qual è stata la causa della morte di Edy Simonini?
La causa della morte non è stata resa pubblicamente nota.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






