A Soragna il nome dei Meli Lupi non appartiene soltanto ai libri di storia. È scritto sulla Rocca, attraversa secoli di vicende del paese ed è rimasto, fino a pochi giorni fa, legato alla vita quotidiana di Diofebo Meli Lupi di Soragna. Il principe è morto a 85 anni. La notizia della scomparsa è stata diffusa domenica 20 settembre e in poche ore ha superato i confini della provincia di Parma.
Il paese ha proclamato il lutto cittadino. Ora si prepara all’ultimo saluto.
La camera ardente viene ospitata proprio nella Rocca di Soragna, la dimora nella quale Meli Lupi viveva e che per decenni aveva continuato ad aprire al pubblico.
Con la sua morte scompare una figura difficile da racchiudere soltanto nei titoli nobiliari, per quanto numerosi fossero.
Un cognome che attraversa la storia di Soragna
Diofebo Meli Lupi era conosciuto come Principe del Sacro Romano Impero e di Soragna. A questo titolo se ne aggiungevano altri: Marchese, Grande di Spagna, Conte Palatino, Patrizio Veneto e Nobile di Bologna.
Formule che sembrano appartenere a un’altra epoca. Nel suo caso, però, erano il risultato di una storia familiare lunga secoli.
Il legame tra i Meli Lupi e Soragna affonda le radici nel Medioevo. Il passaggio decisivo arrivò nel 1709, quando l’imperatore Giuseppe I elevò Soragna a Principato del Sacro Romano Impero. Il potere feudale sarebbe poi tramontato, mentre il casato avrebbe continuato a custodire la grande Rocca nel cuore del paese.
Ed è lì che la figura di Diofebo Meli Lupi finiva quasi per confondersi con il luogo.
Non viveva in una residenza trasformata esclusivamente in museo. La Rocca era la sua casa. Allo stesso tempo continuava a essere visitata da turisti, scolaresche e appassionati di storia. Poteva capitare che il padrone di casa comparisse personalmente tra una sala affrescata e un ritratto di famiglia, fermandosi a parlare con chi era entrato per una visita.
Un principe che, quando si parlava dei suoi titoli, preferiva ridimensionare tutto con poche parole: si definiva un contadino.
Nato a Varese, gli studi a Milano e gli anni trascorsi a Londra
Diofebo Meli Lupi era nato a Varese nel 1941.
Aveva studiato Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e aveva svolto il servizio militare come ufficiale di complemento negli Alpini. In seguito si era trasferito per alcuni anni a Londra. Lì aveva lavorato nel settore finanziario.
Il ritorno in Italia segnò un cambio di vita. Dopo la morte del padre tornò a occuparsi delle proprietà familiari e dell’azienda agricola, senza abbandonare gli interessi coltivati negli anni precedenti.
Parlava più lingue, amava viaggiare e aveva frequentato ambienti molto diversi tra loro. La vita nella Rocca, però, rimase il centro della sua quotidianità.
L’agricoltura non era per lui soltanto una proprietà ereditata. La seguiva personalmente. Ed è anche da qui che nasceva quella definizione di “contadino” utilizzata quasi come contrappeso all’interminabile sequenza di titoli che accompagnava il suo nome.
La passione per lo sport e quel titolo europeo nella motonautica
C’è un altro pezzo della sua biografia che racconta un personaggio lontano dallo stereotipo del nobile chiuso nelle stanze di un castello.
Diofebo Meli Lupi fu campione europeo di motonautica.
Amava anche il ciclismo e lo sci e continuò a praticare attività sportiva a lungo. Accanto allo sport c’era la musica, in particolare la lirica. La Rocca ospitò concerti, appuntamenti culturali, serate ed eventi che negli anni portarono a Soragna personalità italiane e straniere.
Per un periodo Meli Lupi entrò anche nelle case degli italiani attraverso la televisione. Fu ospite del Maurizio Costanzo Show, dove la sua figura attirava inevitabilmente curiosità: un uomo con titoli risalenti al Sacro Romano Impero che parlava con naturalezza di agricoltura, sport e vita di tutti i giorni.
Lady Diana e gli incontri degli anni londinesi
Negli anni raccontò anche un episodio riguardante Lady Diana Spencer.
Meli Lupi sosteneva di averla conosciuta durante il periodo trascorso a Londra, prima che Diana diventasse una delle donne più famose al mondo. Secondo il suo racconto, sarebbe stata lei stessa a confidargli che avrebbe sposato il principe Carlo.
Resta un ricordo personale riferito dal principe, non un episodio certificato dalla famiglia reale britannica. È però indicativo dell’ambiente frequentato durante quegli anni.
Un legame più concreto con la famiglia reale si ritrova invece nella storia della Rocca: nel 1988 la principessa Margaret, sorella della regina Elisabetta II, arrivò a Soragna e fu ospite della dimora dei Meli Lupi.
La leggenda di Donna Cenerina dentro la Rocca
Chi ha visitato la Rocca di Soragna probabilmente ha sentito parlare almeno una volta di Donna Cenerina.
Il nome appartiene a Cassandra Marinoni, moglie di Diofebo II Meli Lupi, morta nel Cinquecento dopo essere stata gravemente ferita. Da secoli una leggenda sostiene che il suo fantasma continui ad apparire nel palazzo, soprattutto prima di avvenimenti dolorosi per la famiglia.
Diofebo Meli Lupi non evitava il racconto. Al contrario, lo riportava volentieri ai visitatori, contribuendo a trasformare la storia di Donna Cenerina in uno degli episodi più conosciuti legati alla Rocca.
Storia e leggenda, in quella casa, hanno sempre convissuto.
Nessun figlio e il nodo della successione
Diofebo Meli Lupi non aveva figli. Lascia la sorella Isabella e i nipoti Maria Consolata e Manfredo Radicati di Primeglio.
La sua scomparsa apre inevitabilmente anche il capitolo della successione, sia per quanto riguarda il patrimonio sia per ciò che resta dei titoli storici della famiglia. Sono due questioni diverse e, senza indicazioni formali, non è corretto sovrapporle o anticiparne l’esito.
La Rocca, del resto, non è un semplice immobile. È una dimora storica rimasta per secoli all’interno della stessa vicenda familiare e rappresenta uno dei simboli di Soragna.
L’ultimo saluto nella sua Soragna
Martedì 22 e mercoledì 23 settembre la camera ardente nella Rocca è aperta dalle 15 alle 18. Mercoledì sera, alle 20.30, si terrà il Rosario.
Poi il feretro lascerà quella casa così strettamente legata alla vita del principe.
I funerali saranno celebrati giovedì 24 settembre alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Soragna.
Per il paese non sarà soltanto l’addio al proprietario della Rocca. Se ne va l’uomo che per decenni aveva continuato ad abitare quelle stanze, ad amministrare le terre di famiglia e ad aprire il cancello ai visitatori.
Un principe con titoli lunghi secoli che, quando gli chiedevano di sé, preferiva una parola molto più semplice: contadino.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






