Scioperi Trenitalia, settembre non è il vero problema: cosa succede a inizio ottobre

Daniela Devecchi

Scioperi Trenitalia, settembre non è il vero problema: cosa succede a inizio ottobre

Chi viaggia spesso in treno lo sa: basta leggere la parola “sciopero” e parte subito la ricerca del proprio Frecciarossa, dell’Intercity o del Regionale. Stavolta, però, fermarsi alla prima data che compare online può essere fuorviante.

Gli ultimi giorni di settembre stanno infatti creando parecchia confusione. Ci sono proteste locali, uno sciopero che era stato annunciato e poi revocato, lavori sulla rete ferroviaria che non hanno nulla a che vedere con le agitazioni sindacali. In mezzo a tutto questo c’è però una data che merita più attenzione delle altre: venerdì 2 ottobre 2026.

È lì che la situazione cambia davvero, perché lo sciopero previsto coinvolge il settore ferroviario su scala nazionale.

Cosa sta succedendo

Partiamo da oggi, 21 settembre.

In Emilia-Romagna è in corso uno sciopero del personale Trenitalia della Divisione Customer Operations. L’astensione va dalle 9.01 alle 17 e interessa Bologna Centrale, Reggio Emilia, la stazione AV Mediopadana e Rimini.

Detto così può sembrare il classico sciopero che mette a rischio decine di treni. Non è esattamente così.

Il personale coinvolto lavora soprattutto nei servizi destinati ai viaggiatori all’interno delle stazioni. Di conseguenza possono esserci difficoltà nelle biglietterie, nei punti informativi e nell’assistenza al pubblico, ma la protesta non riguarda direttamente macchinisti e capitreno.

I convogli, quindi, non risultano fermati da questa specifica agitazione.

È una differenza tutt’altro che secondaria. Chi oggi deve partire da Bologna o Reggio Emilia potrebbe trovare un servizio meno completo in stazione, ma questo non significa automaticamente vedere il proprio treno cancellato.

Lo sciopero è stato proclamato dalle organizzazioni regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil e Orsa Ferrovie.

E quei treni modificati sulla Bologna-Verona?

Qui c’è un’altra piccola trappola.

Proprio in questi giorni sulla linea Bologna-Verona sono in programma lavori che possono comportare modifiche agli orari, cancellazioni di alcune corse regionali e autobus sostitutivi.

Facile pensare: “È colpa dello sciopero”.

In realtà no.

Si tratta di lavori programmati sulla rete da RFI. Le due cose avvengono nello stesso periodo, ma hanno origini completamente diverse.

Per un viaggiatore cambia poco quando si ritrova davanti un treno modificato, è vero. Però per capire cosa sta accadendo — e soprattutto quanto durerà — la distinzione conta parecchio.

Il pasticcio del 25 e 26 settembre

Poi ci sono il 25 e il 26 settembre, due date che continuano a comparire in diversi calendari pubblicati sul web.

Qui bisogna fare un po’ di pulizia.

Era stato annunciato uno sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato da CSLE, che avrebbe dovuto interessare anche il comparto ferroviario. Quell’agitazione, però, è stata successivamente revocata.

Chi oggi trova ancora online titoli che parlano genericamente di treni a rischio il 25 o il 26 settembre potrebbe quindi leggere un’informazione ormai superata.

Ma c’è una complicazione.

Il 26 settembre non sarà comunque una giornata completamente priva di proteste nel settore ferroviario.

Il 26 settembre c’è un’altra protesta in Campania

In Campania è infatti prevista un’astensione del personale del Consorzio Stabile Bacnet & Facility, impegnato in attività svolte nell’ambito degli appalti RFI.

Parliamo di servizi legati, tra le altre cose, alla pulizia, al decoro e alla gestione di impianti e stazioni.

Lo sciopero interessa le prime quattro ore di ogni turno di lavoro ed è stato proclamato da Cobas Lavoro Privato.

Anche in questo caso sarebbe sbagliato trasformare la notizia in un generico “sciopero Trenitalia”.

Non è questo.

È una protesta che tocca il mondo ferroviario, ma non equivale allo stop nazionale dei treni.

Ed è proprio questa sovrapposizione di sigle, società e categorie professionali a rendere il calendario di settembre molto meno semplice di quanto possa apparire a una prima occhiata.

Poi arriva il 2 ottobre

Il vero punto di attenzione per chi deve viaggiare arriva pochi giorni dopo.

Venerdì 2 ottobre 2026 è previsto uno sciopero plurisettoriale nazionale proclamato da CSLE e tra i comparti coinvolti c’è anche quello ferroviario.

L’astensione, per le ferrovie, dovrebbe svolgersi dalle 11 alle 14.

Tre ore. Sulla carta non sembrano molte.

Chi conosce però il funzionamento della rete ferroviaria sa che un’interruzione non sempre finisce esattamente nel momento in cui termina lo sciopero.

Un treno cancellato alle 12 può avere ripercussioni su una corsa delle 15. Un convoglio può trovarsi in una località diversa rispetto a quella prevista. Lo stesso vale per il personale.

Per questo motivo i problemi, quando ci sono, possono trascinarsi anche nelle ore successive.

Saranno cancellati Frecce, Intercity e Regionali?

È ancora presto per dirlo corsa per corsa.

Ed è forse questa l’informazione più importante per chi possiede già un biglietto: non significa che tutti i treni tra le 11 e le 14 verranno cancellati.

Molto dipenderà dall’adesione effettiva allo sciopero e dalle comunicazioni che Trenitalia e le altre imprese ferroviarie diffonderanno avvicinandosi alla data.

Potrebbero esserci variazioni sui Regionali, sugli Intercity e sui collegamenti a lunga percorrenza. Ma stabilire oggi quali treni partiranno e quali no sarebbe prematuro.

Meglio quindi evitare corse al cambio biglietto.

Se il viaggio è fissato per il 2 ottobre, la cosa più sensata sarà controllare il numero del proprio treno quando verranno pubblicati gli aggiornamenti definitivi.

C’è anche il discorso dei treni garantiti

Durante gli scioperi ferroviari non si ferma necessariamente tutto.

Per i treni regionali, nei giorni feriali, esistono fasce nelle quali vengono assicurati servizi minimi. Sono generalmente quelle comprese tra le 6 e le 9 del mattino e tra le 18 e le 21.

Nei giorni festivi cambia la fascia mattutina, che normalmente va dalle 7 alle 10.

Per i treni nazionali a lunga percorrenza viene invece predisposto un elenco delle corse garantite.

È il motivo per cui due persone che viaggiano nello stesso giorno di sciopero possono vivere situazioni completamente diverse: una partire regolarmente, l’altra ritrovarsi con una corsa cancellata.

Se il treno è già partito?

C’è poi un aspetto che molti scoprono soltanto quando si trovano in viaggio.

Se un convoglio è già partito quando comincia lo sciopero, può proseguire verso la destinazione finale quando questa è raggiungibile entro un’ora dall’inizio dell’agitazione.

Oltre quel limite, la corsa può essere interrotta prima della destinazione prevista.

Non è quindi sufficiente sapere soltanto che “lo sciopero comincia alle 11”.

Bisogna guardare l’orario del proprio treno, la tratta e soprattutto gli aggiornamenti forniti dall’azienda ferroviaria.

Perché ogni volta sembra impossibile capire se i treni partiranno

Perché uno sciopero proclamato non è necessariamente uno sciopero che si svolgerà esattamente come annunciato settimane prima.

Può essere revocato. Può cambiare durata. Può interessare soltanto una regione, una singola azienda o una determinata categoria di lavoratori.

Settembre 2026 ne è un esempio perfetto.

Il 21 settembre abbiamo una protesta Trenitalia in Emilia-Romagna che interessa soprattutto i servizi nelle stazioni.

Lo sciopero generale inizialmente previsto tra il 25 e il 26 settembre è stato invece revocato.

Il 26 settembre resta una diversa agitazione nel sistema degli appalti RFI in Campania.

E pochi giorni dopo, il 2 ottobre, arriva una mobilitazione nazionale nella quale compare anche il settore ferroviario.

Non sono la stessa cosa. E trattarle come se lo fossero significa creare più allarme che informazione.

Chi deve viaggiare cosa deve controllare

Se il viaggio è previsto in questi giorni, la prima cosa da fare è guardare il proprio collegamento specifico.

Non soltanto “c’è sciopero oppure no?”.

Serve sapere quale azienda è coinvolta, quale personale incrocia le braccia, dove si svolge la protesta e in quali ore.

Per chi parte il 2 ottobre, questa verifica diventerà particolarmente importante a ridosso della data.

È quello, più della fine di settembre, il giorno che al momento merita di essere segnato sul calendario.

C’è uno sciopero Trenitalia il 21 settembre?

Sì, in Emilia-Romagna. Coinvolge il personale Customer Operations dalle 9.01 alle 17 nelle sedi di Bologna Centrale, Reggio Emilia, Reggio Emilia AV Mediopadana e Rimini. Non è però uno sciopero che riguarda direttamente macchinisti e capitreno.

Il 26 settembre i treni si fermano?

Lo sciopero generale inizialmente previsto tra il 25 e il 26 settembre è stato revocato. Rimangono però agitazioni differenti, tra cui quella del personale impegnato negli appalti RFI in Campania.

Quando bisogna fare più attenzione?

La data da monitorare è venerdì 2 ottobre 2026, quando lo sciopero nazionale coinvolgerà anche il settore ferroviario dalle 11 alle 14.

Ci saranno sicuramente treni cancellati?

Non è possibile saperlo in anticipo per ogni singola corsa. Bisognerà controllare gli aggiornamenti ufficiali e verificare il numero del proprio treno avvicinandosi al 2 ottobre.