A Partinico, nel Palermitano Rosalia La Manna, 37 anni, e suo figlio Vincenzo Troia sono stati trovati senza vita nel garage situato sotto l’abitazione della famiglia, in via Lorenzo Perosi.
Due morti avvenute una dietro l’altra, secondo la prima ricostruzione. Il ragazzo sarebbe sceso nel locale. La madre, non vedendolo tornare, lo avrebbe raggiunto. Nessuno dei due è più riuscito a risalire.
È questa la sequenza sulla quale stanno lavorando i carabinieri, mentre i vigili del fuoco cercano di stabilire con precisione cosa abbia reso l’aria del garage irrespirabile.
Chi erano Rosalia La Manna e Vincenzo Troia
I nomi emersi nelle ore successive alla scoperta sono quelli di Rosalia La Manna e Vincenzo Troia.
Rosalia aveva 37 anni ed era legata al mondo agricolo. Secondo le informazioni pubblicate dalle cronache locali, era titolare di un’azienda agricola a Partinico e si occupava anche di produzione di olio.
Vincenzo era suo figlio.
La famiglia lavorava dunque con la terra, con ritmi e attività legati alle stagioni. Ed è proprio un gesto collegato al lavoro nei campi che potrebbe essere all’origine di quella discesa nel garage.
Vincenzo sarebbe sceso per prendere le reti
Uno degli elementi più dolorosi emersi nelle prime ore riguarda il motivo per cui Vincenzo sarebbe entrato nel locale.
Secondo la ricostruzione riportata dalle cronache del posto, il ragazzo sarebbe sceso nel garage per recuperare delle reti utilizzate per la raccolta delle olive.
Un’operazione apparentemente normale.
Nel locale, però, erano presenti alcune cisterne legate alle attività agricole della famiglia. Le prime notizie hanno fatto riferimento in particolare alla lavorazione dell’uva e alla presenza di esalazioni all’interno dell’ambiente.
Vincenzo sarebbe rimasto sopraffatto in pochissimo tempo.
Quando non lo ha visto tornare, la madre si sarebbe preoccupata.
Rosalia scende a cercare il figlio
Rosalia avrebbe raggiunto il garage dopo essersi accorta che il figlio non risaliva.
Lì sarebbe stata colpita dalla stessa condizione che aveva già fatto perdere i sensi a Vincenzo. Anche per lei non ci sarebbe stato modo di uscire dal locale.
Quando sono arrivati i soccorsi era ormai troppo tardi.
Il personale del 118 non ha potuto fare altro che constatare la morte di madre e figlio. Sono intervenuti anche i carabinieri e i vigili del fuoco, chiamati non soltanto per il recupero ma anche per mettere in sicurezza l’ambiente.
Nel garage l’aria era irrespirabile
Ed è proprio ciò che i vigili del fuoco avrebbero trovato nel locale a fornire uno degli elementi più importanti dell’indagine.
Nel garage non vi sarebbe stata una quantità di ossigeno sufficiente per respirare in sicurezza.
La situazione era tale che gli uomini del nucleo specializzato NBCR dei vigili del fuoco hanno dovuto utilizzare autorespiratori e bombole per entrare.
Dentro quell’ambiente, dunque, anche i soccorritori avrebbero corso seri rischi senza le necessarie protezioni.
Resta però un punto fondamentale da chiarire: che cosa abbia provocato esattamente la morte di Rosalia e Vincenzo.
Le prime notizie hanno parlato di esalazioni provenienti da cisterne utilizzate per l’uva e della possibile presenza di gas prodotti durante i processi di fermentazione. Gli accertamenti servono però proprio a stabilire la natura dell’ambiente trovato nel garage e la causa precisa dei due decessi.
Le indagini dei carabinieri
I carabinieri hanno avviato gli accertamenti nell’immobile di via Lorenzo Perosi.
Le verifiche devono ricostruire ogni passaggio: quando Vincenzo sia entrato nel garage, quanto tempo sia trascorso prima che la madre lo raggiungesse e soprattutto quale sostanza o quale alterazione dell’aria abbia reso impossibile respirare all’interno del locale.
Le prime informazioni raccolte dagli investigatori orientano verso un incidente.
Non risultano, nelle notizie disponibili nelle prime ore, elementi che facciano pensare a un gesto volontario. Saranno comunque gli accertamenti tecnici a fornire un quadro definitivo.
Intanto, attorno alla casa della famiglia si sarebbero radunate numerose persone dopo che la notizia ha iniziato a circolare in paese.
Una tragedia che riporta alla mente un precedente
C’è anche un particolare che rende quanto accaduto ancora più inquietante.
A Partinico, secondo quanto ricordato dalle cronache di queste ore, in passato si era già verificata una tragedia simile, nella quale avevano perso la vita due fratelli.
Anche in quel caso il pericolo era stato collegato a esalazioni in un ambiente chiuso.
Il processo di fermentazione dell’uva può produrre anidride carbonica. In locali scarsamente ventilati il gas può accumularsi e sostituire progressivamente l’ossigeno nell’aria. Proprio per questo cantine, vasche e ambienti chiusi utilizzati durante la vinificazione richiedono particolare attenzione.
Nel caso di Partinico, però, spetterà agli specialisti stabilire se sia stato realmente questo il meccanismo che ha provocato la morte di madre e figlio.
Partinico sotto choc
Restano due nomi e una storia familiare spezzata in pochi minuti.
Rosalia La Manna e Vincenzo Troia erano madre e figlio. Vivevano a Partinico e la loro famiglia era impegnata nell’attività agricola.
Lui sarebbe entrato nel garage per prendere alcune reti. Lei sarebbe scesa poco dopo perché il figlio non tornava.
Un gesto quotidiano seguito da un altro gesto istintivo, quello di una madre che va a cercare suo figlio.
Poi il silenzio.
Ora saranno gli accertamenti a spiegare esattamente cosa sia successo dentro quel garage di via Lorenzo Perosi e quale sia stata la causa che non ha lasciato scampo a entrambi.
FAQ
Chi erano la madre e il figlio morti a Partinico?
La donna si chiamava Rosalia La Manna, aveva 37 anni. Il figlio si chiamava Vincenzo Troia.
Dove sono stati trovati Rosalia La Manna e Vincenzo Troia?
I due sono stati trovati senza vita in un garage sotto l’abitazione della famiglia, in via Lorenzo Perosi a Partinico, in provincia di Palermo.
Perché Vincenzo Troia era sceso nel garage?
Secondo una delle prime ricostruzioni, sarebbe entrato nel locale per recuperare le reti utilizzate per la raccolta delle olive.
Perché Rosalia La Manna è scesa nel garage?
La donna sarebbe andata a cercare il figlio dopo essersi accorta che non tornava dal locale.
Come sono morti madre e figlio?
Le indagini sono ancora in corso. Le prime verifiche indicano un ambiente diventato irrespirabile e la possibile presenza di esalazioni legate alle cisterne presenti nel garage. La causa precisa dovrà essere accertata definitivamente.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






