Una notizia che riporta indietro di oltre trent’anni la memoria politica di Manfredonia. È morto Francesco Castriotta, per molti semplicemente Franco e, ancora più familiarmente, “Franchino”. Fu sindaco della città all’inizio degli anni Novanta, in una fase particolarmente delicata della politica italiana, ma il suo nome è rimasto legato anche ad altro: alla musica, alle bande, alla Festa patronale e a una vita cittadina che andava ben oltre le stanze del Comune.
La notizia della sua scomparsa è circolata domenica 20 settembre 2026 e in poche ore sono arrivati i primi messaggi di cordoglio.
Francesco Castriotta e gli anni da sindaco
Il nome di Castriotta compare ancora oggi nell’Albo ufficiale dei sindaci del Comune di Manfredonia.
Il primo periodo alla guida dell’amministrazione iniziò nell’ottobre 1990 e terminò il 29 agosto 1991. Il giorno successivo prese avvio un secondo mandato, concluso il 10 giugno 1992.
Quasi due anni consecutivi alla guida della città.
Non furono anni qualsiasi.
Il sistema politico italiano stava entrando in uno dei passaggi più complessi della sua storia recente. Il Partito Comunista Italiano aveva lasciato il posto al Partito Democratico della Sinistra, mentre nel Paese cominciavano a cambiare equilibri che sembravano immutabili da decenni.
Castriotta si trovò quindi ad amministrare Manfredonia proprio dentro quella fase di passaggio.
Nel febbraio del 1992, quando l’arresto di Mario Chiesa aprì simbolicamente la stagione di Mani Pulite, era ancora sindaco. Avrebbe lasciato Palazzo San Domenico pochi mesi dopo, nel giugno dello stesso anno.
Sono coordinate storiche che oggi aiutano a capire meglio il periodo nel quale maturò la sua esperienza amministrativa.
Una figura conosciuta anche fuori dalla politica
A Manfredonia, però, Castriotta non era ricordato soltanto per la fascia tricolore.
C’era una parte della sua vita pubblica che aveva poco a che fare con delibere, consigli comunali e maggioranze. Era quella legata alla musica.
La passione per le bande musicali e per le tradizionali casse armoniche era nota. Non era un dettaglio marginale né un interesse coltivato lontano dalla vita della città.
Castriotta fu infatti anche presidente della Festa patronale, uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità manfredoniana.
Musica, bande e festa popolare rappresentavano un mondo al quale era rimasto particolarmente legato. Ed è proprio questo aspetto che sta tornando nei ricordi pubblicati dopo la notizia della morte.
Chi ha vissuto quegli anni difficilmente separa del tutto il politico dall’uomo che partecipava alla vita sociale della città.
Il saluto di Angelo Riccardi
Tra i primi a ricordarlo pubblicamente c’è stato Angelo Riccardi, anche lui ex sindaco di Manfredonia.
Nel messaggio dedicato a Castriotta non c’è soltanto il richiamo al ruolo istituzionale. Riccardi ricorda soprattutto la passione per la musica, l’attenzione verso le bande e quel rapporto particolare con le tradizioni della città.
Il messaggio termina con due parole che hanno poco di istituzionale e molto di personale: “Ciao Franchino”.
È probabilmente questo il passaggio che racconta meglio la dimensione cittadina della figura di Castriotta.
Perché dopo incarichi, stagioni politiche e cambiamenti amministrativi restano spesso i nomi con cui una comunità ha imparato a conoscere una persona.
E “Franchino”, a Manfredonia, era uno di quei nomi.
Gli anni Novanta e una politica molto diversa da quella di oggi
Guardare oggi alla stagione amministrativa di Francesco Castriotta significa osservare un modo di fare politica che appare lontano.
Le sezioni dei partiti avevano ancora un peso enorme. Le appartenenze erano riconoscibili. La vita amministrativa locale era strettamente intrecciata a quella delle grandi organizzazioni politiche nazionali.
Poi tutto cambiò rapidamente.
Tra il 1991 e il 1992 arrivarono la trasformazione del PCI, la nascita del PDS e, subito dopo, la crisi che avrebbe travolto buona parte della cosiddetta Prima Repubblica.
Castriotta fu sindaco esattamente in quel punto della storia.
Un particolare che rende la sua esperienza interessante anche al di là della dimensione locale: amministrò Manfredonia mentre intorno stava cambiando l’intero quadro politico italiano.
Il rapporto con Manfredonia
Il tempo trascorso dalla conclusione del suo mandato non aveva cancellato il ricordo della sua presenza pubblica.
Anzi.
Nelle ore successive alla notizia della morte, il riferimento alla politica si è mescolato quasi subito con quello alla musica e alle feste cittadine.
Nel caso di Francesco Castriotta le due dimensioni sembrano essersi sovrapposte.
Sindaco, certamente. Ma anche uomo molto vicino a manifestazioni che a Manfredonia rappresentano da generazioni un momento di identità comune.
Cosa si sa sulla morte di Francesco Castriotta
Al momento le informazioni diffuse sulla scomparsa restano essenziali.
La morte dell’ex sindaco è stata resa nota oggi, 21 settembre 2026, ma non sono state comunicate ufficialmente le cause del decesso.
Il ricordo di un ex primo cittadino
Francesco Castriotta appartiene a una generazione politica che ha vissuto Manfredonia in anni molto diversi dagli attuali.
Il ricordo che emerge oggi tiene insieme due immagini.
Quella dell’ex sindaco che guidò Manfredonia dal 1990 al 1992 e quella, decisamente più quotidiana, di “Franchino”, appassionato di musica e presente nella vita delle feste cittadine.
Sono passati più di trent’anni da quel periodo amministrativo.
Eppure la notizia della sua morte ha riaperto una pagina della memoria collettiva di Manfredonia che, evidentemente, non era stata dimenticata.
FAQ
Chi era Francesco Castriotta?
Francesco Castriotta è stato sindaco di Manfredonia nei primi anni Novanta. Era conosciuto anche come Franco o “Franchino” e aveva un forte legame con il mondo della musica e delle tradizioni cittadine.
Quando è stato sindaco di Manfredonia?
Ha guidato il Comune dal 23 ottobre 1990 al 10 giugno 1992, attraverso due periodi amministrativi consecutivi.
Di cosa è morto Francesco Castriotta?
Le cause della morte non sono state rese note.
Quando si terranno i funerali?
Non risultano ancora comunicazioni ufficiali su data, luogo e orario delle esequie.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






