Giorgio Cher trovato morto in casa a Udine: pochi giorni prima era a Friuli Doc con gli amici. Aveva 49 anni

Daniela Devecchi

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La notizia è arrivata improvvisa, lasciando increduli amici e conoscenti. Giorgio Cher, 49 anni, è stato trovato senza vita nella sua abitazione nella zona di via Cividale, a Udine. Un decesso inatteso, soprattutto perché soltanto pochi giorni prima l’uomo aveva trascorso del tempo con gli amici durante Friuli Doc.

Chi lo aveva incontrato in quelle ore lo ricorda sereno, allegro, perfettamente inserito nella compagnia di sempre. Nessun particolare, almeno apparentemente, aveva lasciato immaginare ciò che sarebbe accaduto di lì a pochi giorni.

Le circostanze della morte non risultano ancora completamente chiarite. Intanto, attorno al nome di Giorgio Cher stanno emergendo i ricordi di chi lo conosceva e aveva condiviso con lui anni di amicizia, viaggi, discussioni e anche esperienze di volontariato.

Giorgio Cher trovato morto nella sua casa a Udine

Giorgio Cher viveva nella zona a est del centro di Udine, nell’area di via Cividale. È lì, nella sua abitazione, che è stato trovato senza vita.

Aveva 49 anni ed era single.

La morte è stata descritta da chi lo conosceva come del tutto inattesa.

L’ultima giornata con gli amici a Friuli Doc

Uno degli ultimi ricordi di Giorgio Cher è legato proprio a Friuli Doc, la manifestazione che ogni anno porta nel centro di Udine migliaia di persone.

A raccontare quelle ore è l’amico Claudio Colella, che aveva incontrato Cher durante la manifestazione.

Giorgio aveva trascorso una parte del fine settimana insieme alla sua compagnia presso lo stand di Casa Matta, in piazza Duomo. Una giornata normale, fatta di incontri, bancarelle, acquisti e conversazioni tra amici.

Niente di particolare. Ed è probabilmente proprio questo aspetto a rendere oggi quel ricordo ancora più doloroso.

Secondo Colella, Giorgio appariva come sempre: allegro e scherzoso. Nessun segnale evidente di un problema, nessun comportamento che potesse far immaginare quanto sarebbe successo poco dopo.

La notizia della morte è arrivata successivamente attraverso un amico comune.

Per chi lo aveva incontrato durante Friuli Doc è stato difficile mettere insieme le due immagini: quella di Giorgio sorridente tra gli amici e quella, arrivata soltanto pochi giorni più tardi, della sua improvvisa scomparsa.

Chi era Giorgio Cher

Dai ricordi delle persone che gli erano vicine emerge il profilo di un uomo con molti interessi e una forte curiosità verso ciò che accadeva attorno a lui.

Giorgio Cher aveva costruito nel corso degli anni numerosi rapporti personali. Era conosciuto per il carattere indipendente e per una personalità ben definita.

Chi trascorreva del tempo con lui racconta soprattutto la facilità con cui riusciva a parlare degli argomenti più diversi.

Non soltanto questioni legate al lavoro o alla vita quotidiana. Cher seguiva anche la politica e i temi sociali, coltivando interessi che gli permettevano di affrontare conversazioni molto diverse tra loro.

Claudio Colella lo ricorda come una persona intelligente e preparata, dotata di una cultura costruita anche attraverso le numerose esperienze vissute negli anni.

Il lavoro nel gruppo Autotorino

Una parte importante della vita di Giorgio Cher era naturalmente legata al lavoro.

Il 49enne lavorava per il gruppo Autotorino, dove ricopriva il ruolo di responsabile di magazzino.

Era considerato competente e preparato nella propria attività professionale.

Un lavoro che richiedeva organizzazione e responsabilità e che Cher aveva affiancato negli anni alle numerose passioni coltivate nel tempo.

La dimensione professionale, però, rappresentava soltanto una parte della sua vita. Al di fuori del lavoro era soprattutto la curiosità a caratterizzarlo.

I viaggi in Europa e nei Paesi dell’Est

Giorgio Cher aveva viaggiato molto.

Tra le mete che aveva frequentato maggiormente figuravano diversi Paesi europei e in particolare i Paesi dell’Est. Viaggi che nel corso degli anni gli avevano consentito di entrare in contatto con luoghi e realtà differenti.

Non erano semplicemente spostamenti o vacanze.

Secondo il ricordo dell’amico, quelle esperienze avevano contribuito a costruire la sua vasta cultura personale e quella capacità di affrontare discussioni su argomenti molto diversi.

Viaggiare, conoscere e osservare erano parte della sua personalità.

Un tratto che emerge con forza dai racconti pubblicati dopo la morte e che aiuta a delineare un’immagine molto più completa del 49enne udinese.

L’esperienza da volontario dopo il terremoto in Abruzzo

Tra i ricordi più significativi raccontati da Claudio Colella ce n’è uno che risale agli anni del terremoto in Abruzzo.

Giorgio Cher e l’amico partirono insieme per raggiungere le aree interessate dal sisma e dare una mano alle popolazioni colpite.

Si misero a disposizione come volontari.

Un’esperienza lontana dalla quotidianità e rimasta particolarmente impressa nella memoria di Colella.

Quel viaggio racconta anche un aspetto del carattere di Cher: la disponibilità a intervenire concretamente quando qualcuno aveva bisogno di aiuto.

Non soltanto interessi, viaggi e discussioni, dunque. Nel suo percorso c’era stato spazio anche per una forma diretta di solidarietà.

Nel ricordo dell’amico viene descritto come “una grandissima persona, un bravissimo ragazzo”.

Il ricordo degli amici dopo la morte

Sono proprio le testimonianze degli amici a restituire in queste ore il lato più personale della storia.

Giorgio Cher aveva molti rapporti e una rete di conoscenze costruita negli anni. Era una persona autonoma, seria nelle proprie scelte e, secondo chi lo frequentava, consapevole del modo in cui voleva condurre la propria vita.

La distanza tra l’ultimo incontro a Friuli Doc e la notizia della sua morte è stata brevissima.

Soltanto pochi giorni.

Da una parte rimane quindi l’immagine di una normale giornata trascorsa in piazza Duomo, tra amici e bancarelle. Dall’altra, una telefonata che ha comunicato una notizia che nessuno si aspettava.

È questo contrasto che ha lasciato maggiormente incredulo chi lo conosceva.

FAQ

Chi era Giorgio Cher?

Giorgio Cher era un 49enne di Udine. Lavorava per il gruppo Autotorino come responsabile di magazzino, amava viaggiare e si interessava di politica e questioni sociali.

Dov’è stato trovato morto Giorgio Cher?

È stato trovato senza vita nella propria abitazione nella zona di via Cividale, a Udine.

Quanti anni aveva Giorgio Cher?

Giorgio Cher aveva 49 anni.

Quand’era stato visto l’ultima volta dagli amici?

Uno degli ultimi incontri raccontati pubblicamente risale a Friuli Doc, pochi giorni prima della morte, quando aveva trascorso del tempo con gli amici allo stand di Casa Matta in piazza Duomo.

Che lavoro faceva Giorgio Cher?

Lavorava nel gruppo Autotorino con il ruolo di responsabile di magazzino.

Giorgio Cher aveva fatto volontariato?

Sì. L’amico Claudio Colella ha ricordato un viaggio compiuto insieme in Abruzzo per aiutare come volontari le popolazioni colpite dal terremoto.

Com’è morto Giorgio Cher?

Le circostanze esatte del decesso non risultano ancora completamente chiarite. È stato trovato senza vita all’interno della propria abitazione.