Tinto Brass è morto? Come sta oggi il regista 93enne dopo la setticemia, la febbre e l’assenza alla Mostra del Cinema di Venezia

Daniela Devecchi

Tinto Brass è morto? No. Come sta oggi il regista 93enne dopo la setticemia, la febbre e l'assenza alla Mostra del Cinema di Venezia

Basta una frase rilanciata senza contesto, soprattutto quando si parla di un personaggio molto anziano e con problemi di salute, perché inizi a circolare la domanda: Tinto Brass è morto? Ad oggi la risposta è no. Non risultano annunci ufficiali della famiglia né notizie attendibili che comunichino la morte del regista.

Tinto Brass è vivo, ha 93 anni e negli ultimi mesi ha però attraversato un periodo tutt’altro che semplice. Le sue condizioni vengono descritte come delicate e la preoccupazione non nasce dal nulla: in primavera ha affrontato una grave infezione, mentre poche settimane fa un nuovo problema di salute gli ha impedito di raggiungere Venezia per uno degli appuntamenti che più gli stavano a cuore.

La storia, insomma, è più complessa di una voce rimbalzata online.

Tinto Brass è morto? La notizia non trova conferme

Non c’è, al momento, alcuna conferma della morte di Tinto Brass.

Anzi, le notizie arrivate nella prima metà di settembre raccontano tutt’altro. Sua moglie Caterina Varzi ha continuato a parlare pubblicamente del marito, delle sue condizioni e anche della sua reazione alla scomparsa del Premio Pietro Bianchi, il riconoscimento attribuito al regista durante la Mostra del Cinema di Venezia.

Un episodio curioso e amaro. Varzi ha raccontato di aver dovuto comunicare a Brass che il premio era sparito dopo la cerimonia. Il regista teneva molto a quel riconoscimento e sarebbe rimasto profondamente dispiaciuto nell’apprendere quanto era accaduto.

È un dettaglio che assume un peso particolare proprio perché arriva a pochi giorni dal 18 settembre e restituisce l’immagine di un Tinto Brass presente, informato di ciò che accade e ancora molto legato al proprio percorso artistico.

Come sta Tinto Brass oggi

Dire semplicemente che “sta bene” sarebbe sbagliato.

Le condizioni del regista sono fragili e la moglie non lo ha nascosto nelle interviste rilasciate durante l’estate. Brass è molto anziano, è apparso dimagrito e fisicamente affaticato e ha alle spalle problemi di salute importanti.

Eppure, nelle testimonianze più recenti emerge anche un altro aspetto. Tinto Brass continua a parlare, a ricordare il cinema, a scherzare e a mostrare quella personalità provocatoria e ironica che lo ha accompagnato per tutta la carriera.

Quando a fine agosto è stato intervistato nella sua casa di Isola Farnese, vicino Roma, appariva stanco. Durante la conversazione ha avuto bisogno di fermarsi e riposare, ma ha risposto alle domande e parlato della cosa che gli manca forse più di tutte: fare cinema.

Non è un particolare da poco per un uomo che ha trascorso quasi tutta la propria vita dietro una macchina da presa.

La grave infezione e il ricovero della primavera 2026

La grande paura era arrivata qualche mese prima.

Nel maggio 2026 Tinto Brass era stato ricoverato dopo una grave infezione sistemica, successivamente indicata dalla moglie come una setticemia. Il quadro iniziale era stato serio.

Caterina Varzi aveva raccontato che il marito aveva rischiato molto e che soltanto l’intervento tempestivo dei medici aveva permesso di affrontare l’emergenza.

Dopo il ricovero, Brass era riuscito a tornare a casa.

Un passaggio importante, ma che non aveva cancellato le conseguenze di settimane difficili su un fisico già provato dall’età e dai precedenti problemi neurologici.

Da allora la sua salute viene seguita con particolare attenzione. Nessun allarmismo, dunque, ma neppure la possibilità di sottovalutare febbre, infezioni o lunghi spostamenti.

La febbre che lo ha fermato prima di Venezia

A settembre Tinto Brass avrebbe dovuto vivere una giornata speciale.

Alla Mostra del Cinema di Venezia era previsto un omaggio al regista, con la presentazione della versione restaurata di Col cuore in gola, film del 1967 interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin.

Brass voleva esserci.

La moglie aveva organizzato il viaggio e si era informata perfino sulle condizioni di accessibilità dell’hotel, visto che per gli spostamenti più impegnativi era previsto l’utilizzo della sedia a rotelle.

Poi, proprio alla vigilia della partenza, è arrivata la febbre.

A quel punto i medici sono stati chiari: un viaggio fino a Venezia sarebbe stato troppo impegnativo. Considerati i 93 anni e le condizioni già delicate, il regista è rimasto a casa.

Non ha però rinunciato del tutto all’appuntamento. Ha preparato un messaggio per il pubblico, successivamente letto dalla moglie al Lido.

Un modo per esserci anche senza salire fisicamente su quel palco.

L’ictus del 2010 e una lunga riabilitazione

Per capire perché oggi ogni problema di salute venga seguito con tanta attenzione bisogna tornare indietro di sedici anni.

Nel 2010 Tinto Brass fu colpito da una emorragia cerebrale.

Fu uno dei momenti più drammatici della sua vita. Caterina Varzi ha raccontato che, nella fase iniziale, il regista non parlava, non camminava e aveva enormi difficoltà con la memoria.

La riabilitazione fu lunga.

La moglie lo aiutò anche attraverso fotografie, film, musica e frammenti della sua vita precedente. Una sorta di viaggio a ritroso nella memoria per ricostruire persone, luoghi e pezzi della propria storia.

Con il tempo Brass recuperò molte capacità, pur rimanendo segnato da quell’evento.

Nel 2019 arrivò poi un altro ricovero dopo una febbre improvvisa e un malore. Anche quella volta le sue condizioni provocarono forte apprensione, prima del successivo miglioramento.

Chi è Tinto Brass e quanti anni ha

Il suo vero nome è Giovanni Brass ed è nato a Milano il 26 marzo 1933.

Regista, sceneggiatore e montatore, è diventato uno degli autori più riconoscibili e discussi del cinema italiano. Prima della svolta erotica per cui è conosciuto dal grande pubblico, Brass aveva sperimentato generi e linguaggi molto differenti. Nella sua filmografia figurano titoli come Chi lavora è perduto, La vacanza, Col cuore in gola, Salon Kitty, La chiave, Miranda e Così fan tutte.

Il rapporto fra eros, libertà, corpo e provocazione è diventato nel tempo la sua firma.

Accanto a lui, soprattutto negli anni più difficili, c’è Caterina Varzi, avvocata, attrice e sua moglie dal 2017.

Il riconoscimento a Venezia e il premio scomparso

L’estate 2026 ha riportato Brass al centro dell’attenzione anche per ragioni cinematografiche.

Durante la Mostra di Venezia gli è stato assegnato il Premio Pietro Bianchi, riconoscimento attribuito dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani alle grandi personalità del cinema.

Per Brass aveva un significato particolare.

Non potendo viaggiare a causa della febbre, il premio era stato ritirato dalla moglie. Successivamente Caterina Varzi ha denunciato la sua scomparsa, raccontando di non averlo più trovato dopo gli appuntamenti veneziani.

Quando lo ha riferito al marito, Brass sarebbe rimasto molto male.

Un episodio quasi surreale che arriva proprio mentre il cinema italiano torna a guardare al suo lavoro con una prospettiva storica diversa, attraverso restauri, retrospettive e nuovi omaggi.

Tinto Brass oggi, tra salute fragile e amore per il cinema

La domanda rimane inevitabile: come sta davvero?

Quello che si può dire, senza aggiungere particolari non confermati, è che Tinto Brass è vivo ma fisicamente fragile.

La setticemia affrontata in primavera è stata seria. L’estate lo ha trovato dimagrito e affaticato. La febbre di fine agosto gli ha impedito di affrontare il viaggio per Venezia.

Non risultano, invece, al 18 settembre 2026, comunicazioni relative a un decesso né notizie certe di un nuovo ricovero nelle ultime ore.

E in mezzo a tante difficoltà rimane il cinema.

A 93 anni, dopo film discussi, censurati, celebrati e riscoperti, Brass continua a parlare soprattutto di quello. Forse non sorprende. Per lui la macchina da presa non è mai stata semplicemente un mestiere. È stata una maniera di guardare la vita.

FAQ

Tinto Brass è morto?

No. Al 18 settembre 2026 non risultano annunci ufficiali o notizie attendibili sulla morte di Tinto Brass.

Quanti anni ha Tinto Brass?

93 anni.

Come sta Tinto Brass?

Le sue condizioni di salute sono delicate. Nel maggio 2026 ha affrontato una grave infezione sistemica e a fine agosto una febbre gli ha impedito di recarsi alla Mostra del Cinema di Venezia.

Dove vive Tinto Brass?

Negli ultimi anni il regista ha vissuto a Isola Farnese, nell’area di Roma, insieme alla moglie Caterina Varzi.

Chi è la moglie di Tinto Brass?

La moglie è Caterina Varzi, avvocata e attrice. I due si sono sposati nel 2017.