Test professioni sanitarie 2026, quando escono i risultati: graduatorie, scorrimenti e cosa controllare adesso

Serena Comito

Test professioni sanitarie 2026

La prova è alle spalle. Mercoledì 16 settembre, alle undici del mattino, circa 75.500 ragazzi si sono seduti davanti a sessanta domande e cento minuti sul cronometro. Ora comincia la parte che nessuno racconta mai: l’attesa.

E qui serve mettere subito in chiaro una cosa, perché è il motivo per cui in questi giorni girano informazioni contraddittorie. Per le professioni sanitarie non esiste una graduatoria nazionale. Ogni università gestisce la sua, con i suoi tempi e le sue regole. Il risultato è che il vostro compagno di liceo iscritto a un altro ateneo può sapere il punteggio dieci giorni prima di voi, senza che questo significhi assolutamente niente.

Quando arrivano i punteggi

La scansione tipica, ricostruita dai bandi pubblicati finora, è questa.

Entro sette-dieci giorni dalla prova la maggior parte degli atenei carica sul proprio portale i punteggi in forma anonima. Si consultano con il codice etichetta, quello che vi hanno consegnato in aula e che vale la pena non perdere.

Poi arrivano le graduatorie nominali, di solito tra una e tre settimane dal test. Qualche ateneo si è già sbilanciato con una data: l’Università di Modena e Reggio Emilia, per esempio, ha indicato il 29 settembre come termine.

Il consiglio pratico è sempre lo stesso e sembra banale, ma ogni anno qualcuno ci casca: guardate il bando del vostro ateneo, non i calendari generici. È l’unico documento che fa fede.

Ammessi e idonei non sono la stessa cosa

Sulla graduatoria compariranno due etichette molto diverse.

Se risultate ammessi, avete in genere dai cinque ai sette giorni lavorativi per completare l’immatricolazione online e pagare la prima rata. Se saltate quella finestra, decadete. Non c’è margine di trattativa, non c’è telefonata che tenga.

Se risultate idonei, invece, significa che avete superato la soglia ma non siete rientrati nei posti. Comincia la fase degli scorrimenti, che è lunga e che richiede pazienza: dura mesi e si muove a scatti.

C’è un momento in cui accelera parecchio, ed è quello delle immatricolazioni a Medicina. Molti candidati hanno fatto entrambi i test, e chi entra in Medicina lascia libero il posto conquistato nelle sanitarie. È lì che le liste si sbloccano.

I numeri di quest’anno: più domande, stessi posti

La sessione 2026 ha registrato una crescita netta delle iscrizioni, intorno al 17,5% rispetto all’anno scorso. Circa 75.500 candidati.

I posti complessivi sono 39.624, e qui va chiarito un punto che in questi giorni sta generando parecchia confusione. Su alcune testate compare il numero 38.184, su altre 39.624, e sembrano due dati in contrasto. Non lo sono: 38.184 è il contingente per i candidati UE e per i non UE residenti in Italia, a cui si aggiungono 1.440 posti riservati ai non UE residenti all’estero. Sommati, fanno 39.624.

I corsi più affollati restano Fisioterapia, Logopedia e Radiologia, che ogni anno chiudono con punteggi sensibilmente più alti rispetto a Infermieristica.

Come si calcola il punteggio, per chi vuole rifare i conti

Chi ha conservato le risposte può farsi due calcoli in attesa dell’ufficialità.

Il meccanismo fissato dal decreto ministeriale 1003 del 6 agosto assegna 1,5 punti a ogni risposta esatta, toglie 0,4 punti per ogni errore e non assegna nulla alle domande lasciate in bianco. Il massimo teorico è 90.

Per essere idonei basta un punteggio superiore a zero. Chi non ha risposto a nulla, però, non entra nemmeno in graduatoria.

Le sessanta domande erano ripartite così: ventitré di biologia, quindici di chimica, tredici tra fisica e matematica, cinque di ragionamento logico e quattro di competenze di lettura. Biologia e chimica, da sole, pesavano per oltre il sessanta per cento della prova.

In caso di parità si guarda prima il punteggio di biologia, poi chimica, poi fisica e matematica, poi ragionamento logico e infine competenze di lettura. Se anche così si resta appaiati, passa avanti il candidato più giovane.

Attenzione al modello di graduatoria del vostro ateneo

Un dettaglio tecnico che vale la pena conoscere, perché cambia la strategia di attesa.

La maggior parte delle università redige una graduatoria unica di merito: si scorre una lista sola e il corso viene assegnato seguendo l’ordine di preferenza che avete indicato all’iscrizione. Funzionano così, tra le altre, Sapienza, Tor Vergata, Salerno, Vanvitelli e Parthenope.

La Federico II di Napoli fa invece eccezione, con graduatorie separate per ciascun corso di laurea.

Non è una differenza di poco conto: nel primo modello un punteggio medio può portarvi comunque a un corso meno richiesto, nel secondo no.

Le domande che si fanno tutti

Quando escono i risultati del test professioni sanitarie 2026?
Non c’è una data unica. I punteggi anonimi arrivano di norma entro sette-dieci giorni dalla prova, le graduatorie nominali tra una e tre settimane, secondo il calendario di ciascun ateneo.

Qual è il punteggio minimo per entrare?
Non esiste una soglia nazionale. Per essere idonei basta superare lo zero, ma il punteggio utile all’ammissione dipende dal corso, dall’ateneo e dal numero di candidati. Il riferimento più affidabile è il punteggio dell’ultimo ammesso dello stesso corso nello stesso ateneo, letto a scorrimenti conclusi.

Cosa succede se sono idoneo ma non ammesso?
Restate in lista d’attesa per gli scorrimenti. Il processo dura mesi e accelera quando si chiudono le immatricolazioni a Medicina.

Quanti posti ci sono per il 2026/2027?
In totale 39.624: 38.184 per candidati UE e non UE residenti in Italia, 1.440 riservati ai non UE residenti all’estero.

Il test era uguale in tutta Italia?
No. Ogni università prepara il proprio test seguendo lo schema del ministero. All’interno dello stesso ateneo, però, la prova è identica per tutti i corsi di professioni sanitarie.