A Verona una micro-torrefazione costruita da Davide e Andrea Cobelli prova a rendere leggibile ciò che normalmente finisce nascosto nella tazzina: origine, raccolto, prezzo riconosciuto al produttore, tostatura e profilo aromatico.
Per milioni di persone il caffè è una parola che descrive un sapore solo. Forte, amaro, tostato. Poi esistono tazzine che parlano di bergamotto, frutti rossi, fiori, agrumi, cacao o frutta tropicale. Non perchÊ qualcuno abbia aggiunto aromi, ma perchÊ il caffè, prima di diventare una bevanda standardizzata, è un prodotto agricolo con varietà , territori, raccolti e lavorazioni differenti.
à in questa distanza tra il caffè come abitudine e il caffè come materia prima che si muove Garage Coffee Bros., micro-torrefazione specialty fondata a Verona nel 2018 dai fratelli Davide e Andrea Cobelli e operativa dal 2019.
Tostare significa scegliere cosa lasciare emergere
Davide Cobelli ha vinto il Campionato Italiano di Tostatura nel 2020, si è classificato settimo ai Mondiali del 2022 e forma professionisti del caffè come trainer SCA dal 2013.. Ma il dato interessante non è il titolo in sÊ. à ciò che racconta del mestiere: tostare non significa semplicemente scurire un chicco.
Ogni lotto reagisce in modo diverso al calore. Una tostatura può esaltare acidità , dolcezza e profumi oppure coprirli sotto note uniformemente tostate. Garage Coffee Bros. propone infatti profili diversi anche in funzione del metodo di estrazione, con tostature piÚ chiare orientate al filtro e tostature medie pensate anche per espresso e moka.
La tazzina comincia dallâaltra parte del mondo
Il progetto insiste molto sulla filiera. Lâazienda dichiara di lavorare caffè verdi provenienti da raccolti recenti e di non prendere in considerazione lotti con piĂš di dodici mesi dalla raccolta. Sullo shop compaiono origini, processi di lavorazione e profili sensoriali, insieme a un elemento che raramente il consumatore incontra davanti a un espresso: il farmgate price, cioè quanto viene riconosciuto al produttore.
Ă un dettaglio che cambia la prospettiva. Il prezzo della tazzina smette di essere soltanto il costo finale e diventa lâultimo passaggio di una catena che parte da famiglie, aziende agricole e territori molto lontani da Verona.
Dal Gesha da competizione alla moka di casa
Nel catalogo convivono microlotti da competizione e caffè pensati per un consumo piÚ quotidiano. Alcuni Gesha colombiani raggiungono prezzi elevati e profili aromatici complessi; accanto a questi ci sono miscele e singole origini utilizzabili anche con moka, espresso e filtro.
Questa convivenza dice molto dellâobiettivo dichiarato dai fondatori: non trasformare lo specialty coffee in un club per iniziati. Se la qualitĂ resta comprensibile soltanto a chi possiede attrezzature costose e un vocabolario da degustatore, il mercato rimane inevitabilmente minuscolo.
BASĆ: il laboratorio esce dalla torrefazione
Dal 2022 Garage Coffee Bros. ha anche un punto vendita nel centro di Verona, BASĆ, in Vicolo San Silvestro. Qui la parte teorica diventa esperienza: espresso, V60, cold brew e altre estrazioni permettono di confrontare caffè e metodi diversi.
à forse il passaggio piÚ importante per avvicinare un pubblico nuovo. Spiegare che un caffè può essere floreale è una cosa; farlo assaggiare senza obbligare nessuno a conoscere in anticipo fermentazioni, varietà botaniche e curve di tostatura è molto piÚ efficace.
Il lusso, in questo caso, è sapere cosa stai bevendo
Lo specialty coffee viene spesso raccontato come la versione costosa del caffè. à una definizione comoda e incompleta. Il vero cambio di paradigma riguarda soprattutto la quantità di informazioni che accompagna il prodotto: origine, produttore, processo, raccolto, tostatura, punteggio e note sensoriali.
Garage Coffee Bros. costruisce il proprio modello proprio su questa trasparenza, affiancandola a e-commerce, fornitura B2B e vendita diretta. Non vende soltanto chicchi piÚ costosi. Prova a rendere visibile ciò che la filiera industriale ha abituato il consumatore a non chiedere.
La rivoluzione piÚ difficile è quella del gusto
Convincere un italiano che il caffè possa essere diverso dal sapore a cui è abituato non è unâimpresa da poco. La tradizione dellâespresso è fortissima e, come accade spesso con le tradizioni, a volte ciò che è familiare viene scambiato per lâunico risultato corretto.
Lo specialty non ha bisogno di cancellare quella cultura. Può fare qualcosa di piĂš interessante: aggiungere possibilitĂ . Una tazzina può continuare a essere un rito quotidiano e, nello stesso tempo, tornare a raccontare un raccolto, un luogo e il lavoro di chi lâha prodotta.
Quando succede, il caffè smette di sapere genericamente di caffè. Ed è proprio lÏ che comincia il viaggio.

âHead Staffâ, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei piĂš affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






