Fiera di Sant’Alessandro 2026, oltre 50mila visitatori in tre giorni a Bergamo

Serena Comito

Updated on:

Fiera di Sant’Alessandro 2026, oltre 50mila visitatori in tre giorni a Bergamo

Tre giorni e più di 50mila visitatori. La Fiera di Sant’Alessandro chiude l’edizione 2026 con un’affluenza importante e con il quartiere fieristico di Bergamo attraversato, dal 4 al 6 settembre, da allevatori, aziende agricole, operatori del settore e tantissime famiglie.

Gli espositori sono stati 193. Di questi, 148 arrivavano dalla Lombardia e 104 dalla provincia di Bergamo. In calendario c’erano trenta appuntamenti, ma una parte consistente della Fiera si è giocata anche fuori dagli incontri programmati, tra animali, prodotti del territorio, dimostrazioni e stand.

Del resto Sant’Alessandro nasce proprio così. Le sue origini vengono fatte risalire a circa dodici secoli fa, quando i pastori scendevano dalle montagne per vendere e acquistare bestiame, incontrare altri allevatori e concludere affari.

Oggi lo scenario è inevitabilmente diverso. Il mondo agricolo è cambiato e con lui sono cambiati problemi, strumenti e imprese.

In Fiera si parla anche dei problemi degli allevamenti

Una parte degli incontri è stata dedicata alle questioni che riguardano direttamente chi lavora nel settore.

Coldiretti Bergamo, con il sostegno della Camera di Commercio, e l’Associazione Italiana Coltivatori hanno promosso momenti di confronto sull’agricoltura e sulle prospettive per le aziende. ATS Bergamo si è concentrata invece sulla sicurezza e sulla biosicurezza negli allevamenti.

Poi c’è stato tutto quello che rende Sant’Alessandro una fiera frequentata anche da chi con l’agricoltura non lavora.

Quest’anno, ad esempio, si è tornati a pigiare l’uva. L’iniziativa, organizzata insieme al Moscato di Scanzo, ha riportato in Fiera un’attività che per molte famiglie appartiene ai ricordi della vita contadina e che per molti bambini, invece, era completamente nuova.

Non sono mancati neppure i social. Uno degli incontri ha affrontato proprio il modo in cui oggi viene raccontato il mondo rurale online, mentre alcuni creator hanno seguito gli appuntamenti della manifestazione.

Ottanta cavalli e la Rassegna Zootecnica

Il settore equestre ha portato alla Fiera 80 cavalli provenienti da diverse zone della Lombardia. Nel programma sono entrati Western Show, Country Derby e lo spettacolo “I Mille”.

Domenica è stata invece la giornata della Rassegna Zootecnica.

Per la razza Frisona-Holstein il titolo di Regina della Mostra 2026 è andato a Mayola di Giupponi Patrick, allevamento di San Pellegrino Terme.

Tra le Pezzate Rosse è stata premiata Ginevra di Rusconi Oliviero, di Valmadrera. Per la razza Bruna ha vinto Lela di Commercio Bestiame Giupponi Angelo Giorgio, ancora di San Pellegrino Terme. A Lela è andata anche la menzione speciale per la miglior mammella della mostra.

Per i bovini da carne sono stati premiati un esemplare della Macelleria Marchesi di Seriate come Campione e uno della Macelleria Roberto Artifoni di Torre Boldone come Campionessa.

Sono nomi, allevamenti e località che raccontano forse meglio di qualsiasi slogan quanto la manifestazione rimanga legata al territorio.

Anche la Cuccagna ha il suo campione italiano

Tra gli appuntamenti della domenica c’è stata anche la finale del 15° Campionato Italiano di Palo della Cuccagna.

A conquistare il titolo è stata la squadra Serenissima di Scorzè.

Intorno alle competizioni si sono susseguite degustazioni, musica e attività dedicate ai bambini. Una formula molto diversa dalle fiere esclusivamente professionali: qui il bestiame e gli incontri tra operatori convivono con famiglie che arrivano semplicemente per trascorrere qualche ora tra gli stand.

È una caratteristica che la Fiera di Sant’Alessandro conserva nonostante il passare degli anni.

Sono cambiati i mezzi agricoli, le tecniche di allevamento e il modo di vendere i prodotti. Ora persino il racconto dell’agricoltura passa da Instagram e dagli altri social. Ma a Bergamo, almeno per tre giorni, allevatori, imprese e pubblico continuano a incontrarsi nello stesso posto.

Nel 2026 lo hanno fatto in più di 50mila.