Ha 13 anni, frequenta la terza media e, fino a venerdì 18 settembre, a scuola non era considerato un ragazzo capace di destare particolari preoccupazioni. Poi, in una mattina cominciata come tante altre, tutto è cambiato. Matteo – è questo il nome con cui il tredicenne viene indicato in alcune cronache, senza che ne venga diffuso il cognome – ha aggredito la sua professoressa Isabella Marsilio all’interno della scuola Giovanni Verga di Roma.
Una storia che nelle ore successive si è fatta ancora più difficile da decifrare. Perché accanto a ciò che è accaduto in classe sono emersi alcuni contenuti pubblicati sui social, un telefono sistemato sul casco e un messaggio comparso durante la notte: “-5 hours”, meno cinque ore.
Ma chi è Matteo? E soprattutto, cosa sappiamo davvero di lui senza spingerci oltre i fatti?
Chi è Matteo, il ragazzo di 13 anni della scuola Giovanni Verga
Matteo ha 13 anni e frequenta la terza media alla Giovanni Verga, nel quadrante est di Roma. La dirigente scolastica Wanda Giacomini ha spiegato che il ragazzo conosce bene quell’istituto: lo frequenterebbe da anni, avendo svolto lì anche il percorso della scuola primaria.
È un particolare che rende ancora più difficile, per chi lo conosceva nell’ambiente scolastico, comprendere quanto accaduto.
Dalla scuola non sarebbero infatti arrivati segnali precedenti tali da far pensare a un episodio simile. La preside lo ha descritto come un ragazzo che non aveva mai creato particolari problemi e ha chiesto soprattutto riserbo, ricordando un aspetto che non può essere dimenticato: al centro della vicenda ci sono dei minorenni.
Su Matteo, dunque, non esiste al momento un ritratto completo. Non sono noti pubblicamente dettagli affidabili sulla sua famiglia o sulla sua vita privata e sarebbe sbagliato riempire questi spazi con supposizioni.
Qualche elemento in più arriva invece dalle testimonianze raccolte nelle ore successive all’aggressione. Un ragazzo che afferma di conoscerlo attraverso un amico lo ha descritto come poco incline alla socialità ma molto presente online. È una testimonianza, non una diagnosi e nemmeno una spiegazione di ciò che è accaduto.
Il profilo social e quel messaggio nella notte
È proprio la parte legata ai social a essere finita rapidamente al centro dell’attenzione.
Sul profilo TikTok attribuito al tredicenne sarebbe apparso, tra l’una e le due della notte precedente all’aggressione, un contenuto con la scritta “-5 hours”. Meno cinque ore.
Un dettaglio che, visto ciò che sarebbe successo poche ore dopo, ha inevitabilmente attirato l’attenzione degli investigatori.
Sul profilo sarebbero stati inoltre rilanciati contenuti legati a episodi di violenza e video riferiti ad Adam Lanza, l’autore della strage avvenuta nel 2012 nella scuola elementare Sandy Hook, negli Stati Uniti. Tra il materiale ripubblicato sarebbe comparso anche un filmato che mostrava come sistemare un telefono su un casco.
Ed è proprio un casco con un cellulare applicato sopra uno degli elementi emersi nella ricostruzione di quella mattina.
Il punto, però, è delicato. La presenza di determinati contenuti sui social non basta da sola a spiegare un comportamento né consente di stabilire automaticamente quale influenza abbiano avuto. Saranno gli accertamenti sul telefono e sull’attività online a chiarire meglio tempi, contatti ed eventuali collegamenti.
L’accaduto
L’aggressione è avvenuta nella scuola media Giovanni Verga, in via Giovanni Gussone, nella zona di Centocelle-Collatina.
Secondo le ricostruzioni raccolte nelle ore successive, Matteo sarebbe arrivato a scuola e sarebbe passato dal bagno prima di entrare in classe. Aveva con sé un casco sul quale era stato sistemato un telefono.
Una volta in aula avrebbe prima utilizzato dello spray urticante contro Isabella Marsilio e successivamente l’avrebbe ferita con un coltello.
La professoressa ha raccontato di essere stata colpita più volte. Marsilio, 66 anni, insegna materie umanistiche e si trova nell’ultimo periodo della sua lunga carriera scolastica, ormai vicina alla pensione.
L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118. La docente è stata portata in ospedale in codice giallo: le sue condizioni non sono risultate tali da metterne in pericolo la vita.
Un altro studente sarebbe riuscito a intervenire e a fermare l’aggressione. Un passaggio decisivo in quei minuti concitati dentro la classe.
Il telefono, il casco e la videochiamata
C’è un particolare che gli investigatori stanno approfondendo con particolare attenzione: il telefono.
Il dispositivo sarebbe stato posizionato sul casco e utilizzato durante l’azione. Secondo quanto emerso nelle prime ore, sarebbe stato collegato attraverso Telegram a una videochiamata con altre persone.
È uno dei punti sui quali resta ancora molto da chiarire.
Chi era collegato in quel momento? Qualcuno sapeva in anticipo cosa sarebbe successo? Il gesto era stato annunciato ad altre persone?
Sono interrogativi investigativi, non risposte già acquisite.
Per questo il contenuto del telefono può diventare particolarmente importante nella ricostruzione delle ore che hanno preceduto l’aggressione.
I debiti in geografia e italiano
Un altro elemento riguarda il rendimento scolastico del tredicenne.
Isabella Marsilio, dopo l’aggressione, avrebbe riferito che Matteo aveva due debiti da recuperare: uno in geografia e uno in italiano. Proprio il 18 settembre era previsto il recupero di geografia, mentre l’altro sarebbe stato affrontato nei giorni successivi.
Fuori dalla scuola alcuni studenti hanno collegato l’aggressione proprio al debito scolastico e al rapporto tra il tredicenne e l’insegnante.
Ma su questo serve prudenza.
Che Matteo dovesse recuperare una materia è un dato emerso dalle testimonianze. Che quello sia stato il motivo determinante dell’aggressione, invece, è un passaggio che dovrà essere chiarito dagli accertamenti.
Ridurre tutto a un brutto voto rischierebbe, almeno in questa fase, di trasformare un’ipotesi in una certezza che ancora non c’è.
Isabella Marsilio e una mattina difficile da spiegare
Isabella Marsilio ha 66 anni e insegna italiano, storia e geografia. Ha trascorso gran parte della sua vita professionale nelle scuole e si avvicina alla pensione dopo una carriera durata quasi quarant’anni.
Dopo essere stata soccorsa, è stata portata all’ospedale Vannini. Le ferite sono state curate e la prognosi indicata nelle ore successive è stata di sette giorni.
È rimasta soprattutto la paura.
La stessa insegnante ha raccontato di non aspettarsi ciò che è accaduto. Ed è forse questo uno degli aspetti che colpisce di più nella vicenda: secondo quanto riferito dalla scuola, Matteo non aveva alle spalle una storia scolastica segnata da episodi tali da far immaginare un’aggressione del genere.
Chi è “Matteo”
Di Matteo, oggi, sappiamo meno di quanto la quantità di indiscrezioni circolate possa far pensare.
Sappiamo che ha 13 anni, che frequenta la terza media e che la sua scuola non lo considerava in precedenza un alunno particolarmente problematico. Sappiamo che il suo profilo social è ora oggetto di grande attenzione e che diversi contenuti pubblicati o rilanciati prima dell’aggressione vengono esaminati alla luce di quanto successo.
Sappiamo anche che il telefono utilizzato quella mattina potrebbe aiutare a ricostruire meglio le ore precedenti.
Ciò che ancora manca è la risposta alla domanda più difficile: perché?
I debiti scolastici, i contenuti online, quel “meno cinque ore”, il telefono fissato sul casco sono tasselli. Metterli insieme, però, spetta agli investigatori. Tutto il resto, almeno per ora, rischierebbe di essere soltanto una supposizione.
FAQ
Come si chiama il 13enne che ha aggredito Isabella Marsilio?
Il nome Matteo è stato riportato da alcune cronache attraverso la testimonianza di una persona che afferma di conoscerlo. Il cognome non viene pubblicato, trattandosi di un minorenne.
Quanti anni ha Matteo?
Ha 13 anni e frequenta la terza media.
In quale scuola è avvenuta l’aggressione?
L’episodio è avvenuto alla scuola media Giovanni Verga di Roma, nel quadrante di Centocelle-Collatina.
Chi è Isabella Marsilio?
Isabella Marsilio ha 66 anni ed è un’insegnante di italiano, storia e geografia. È vicina alla pensione dopo una lunga carriera nella scuola.
Perché Matteo avrebbe aggredito la professoressa?
Il movente non può ancora essere considerato definitivamente accertato. È emerso che il ragazzo aveva due debiti scolastici da recuperare, ma gli investigatori stanno analizzando anche il telefono, i contenuti social e ciò che è avvenuto nelle ore precedenti.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






