Addio a Ciro Manfredonia: dalla Pagoda all’Incendio del Mare, una vita diventata storia a Lignano

Daniela Devecchi

Addio a Ciro Manfredonia: dalla Pagoda all’Incendio del Mare, una vita diventata storia a Lignano

Ciro Manfredonia è morto oggi, venerdì 18 settembre 2026 alle 4.15 all’ospedale di Latisana, dopo mesi nei quali una malattia lo aveva tenuto lontano dal mare e da quella Pagoda che per lui era diventata una seconda casa. Aveva 85 anni.

Una notizia che ha colpito profondamente Lignano, dove il suo nome era conosciuto da generazioni di residenti, turisti e frequentatori della località balneare.

Da Napoli al mare aperto: la vita di Ciro Manfredonia

Ciro Manfredonia era nato a Napoli, nel quartiere di Santa Lucia, il 3 marzo 1941.

Il mare era entrato presto nella sua vita. Aveva appena 14 anni quando cominciò a lavorare sulle navi della flotta di Achille Lauro. Fece il cameriere, attraversò l’Atlantico, conobbe Paesi e persone lontanissimi dall’Italia.

Durante uno dei viaggi di ritorno dall’Australia conobbe Antonilia, figlia di emigrati italiani diretta verso Pertegada. Tra i due nacque un legame che avrebbe segnato tutta la sua vita.

Si sposarono l’11 dicembre 1965 e inizialmente andarono a vivere a Napoli.

Poi arrivò una nuova scelta.

Dopo la nascita del secondo figlio, Ciro decise di lasciare la vita da marinaio. La famiglia si trasferì nel Nordest e, alla fine degli anni Sessanta, si stabilì a Pertegada.

Il mare, però, restò lì.

Gli inizi sulle spiagge di Lignano

Prima di diventare il volto conosciuto da migliaia di persone, Ciro Manfredonia aveva cominciato dal basso.

Vendeva cocco sulle spiagge, spostandosi lungo il litorale durante la stagione estiva. Portava spesso con sé anche i figli.

Poi arrivarono le prime attività.

Tra queste ci fu “Il mago del gelato”, seguita da altre iniziative imprenditoriali. Passo dopo passo, Manfredonia diventò un personaggio sempre più conosciuto nella vita di Lignano.

La svolta più importante arrivò però con la Pagoda.

Grazie al rapporto con l’imprenditore Renzo Ardito ottenne la gestione del celebre locale sulla punta del Pontile a Mare di Lignano Pineta.

Da quel momento quella struttura affacciata sull’Adriatico diventò praticamente casa sua.

La Pagoda e un amore che durava da oltre trent’anni

Ciro Manfredonia trascorse alla Pagoda più di trent’anni.

Negli ultimi due anni la gestione era passata soprattutto al nipote Alessandro, che porta Ciro come secondo nome e che è cresciuto accanto al nonno, dietro il bancone della Pagoda.

Una continuità familiare che oggi assume inevitabilmente un significato diverso.

L’Incendio del Mare, la manifestazione diventata simbolo di Lignano

Il nome di Ciro Manfredonia resterà legato soprattutto a una delle manifestazioni più conosciute di Lignano Pineta.

Era il 1995 quando, insieme a Renzo Ardito, ideò l’Incendio del Mare.

Lo spettacolo pirotecnico del 16 agosto, organizzato tra il pontile e il mare, crebbe anno dopo anno fino a diventare uno degli appuntamenti simbolo dell’estate lignanese.

Fuochi lanciati da più punti, giochi di luce sull’acqua, migliaia di persone con lo sguardo rivolto verso il cielo.

Per molti turisti era semplicemente lo spettacolo dell’estate. Dietro, però, c’erano anni di lavoro, organizzazione e passione.

Proprio nell’agosto 2026 era stata celebrata la trentesima edizione della manifestazione.

Ciro, ormai malato, non viveva più quelle giornate come aveva fatto per decenni. Ma l’Incendio del Mare continuava comunque a portare il segno della sua idea.

Una vita raccontata anche in un libro

La sua storia era stata raccolta nel 2024 nel libro-intervista “Ciro. Il mare è la mia casa”, scritto da Roberto De Santa.

Un titolo che, rileggendolo oggi, sembra quasi riassumere da solo l’intera esistenza di Manfredonia.

Dentro c’erano Napoli, le navi, i lunghi viaggi, l’esperienza dell’emigrazione italiana, l’incontro con Antonilia e poi Lignano.

C’erano soprattutto il mare e la Pagoda.

Manfredonia aveva anche una passione meno conosciuta: costruiva galeoni e barche in miniatura. Il mare tornava persino nel suo tempo libero, sotto forma di piccoli modelli costruiti con pazienza.

Chi lo conosceva lo descriveva come un uomo diretto, dal carattere schietto, a volte burbero, ma profondamente legato alla famiglia e pronto ad aiutare gli altri.

La moglie, i figli e i sette nipoti

Ciro Manfredonia lascia la moglie Antonilia, i figli Valentino, Ivano e Arianna e sette nipoti.

Nell’annuncio funebre vengono ricordati anche Rosa e Marcella, insieme alle nuore, al genero e agli altri familiari.

Le esequie saranno celebrate lunedì 21 settembre alle ore 16 nella chiesa parrocchiale di Lignano Pineta.

La salma arriverà dalla camera mortuaria del cimitero di Lignano Sabbiadoro. Dopo la funzione religiosa si proseguirà verso il cimitero di Pertegada.

Il Rosario sarà recitato domenica 20 settembre alle 18.15 nella stessa chiesa di Lignano Pineta.

Domande frequenti

Quanti anni aveva Ciro Manfredonia?
Aveva 85 anni. Era nato a Napoli il 3 marzo 1941.

Quando è morto Ciro Manfredonia?
È morto venerdì 18 settembre 2026 all’ospedale di Latisana.

Di cosa è morto Ciro Manfredonia?
Le informazioni rese pubbliche riferiscono di una malattia che negli ultimi mesi lo aveva tenuto lontano dalla Pagoda, senza indicare una diagnosi precisa.

Quando si svolgeranno i funerali?
I funerali saranno celebrati lunedì 21 settembre 2026 alle ore 16 nella chiesa parrocchiale di Lignano Pineta.

Perché Ciro Manfredonia era conosciuto a Lignano?
Era lo storico gestore della Pagoda ed era stato, insieme a Renzo Ardito, tra gli ideatori dell’Incendio del Mare, nato nel 1995.